L’occupazione in Italia cresce e con essa cresce anche la domanda di personale qualificato. D’altro canto non si trovano lavoratori con le giuste competenze nei settori automotive e trasporti, energia e scienza, salute e tecnologie digitali. La formazione continua è la soluzione che permette di far incontrare domanda e offerta di lavoro. Questo è quanto emerge dall’indagine Excelsior 2022, Le competenze digitali, condotta da Unioncamere e ANPAL, Agenzia nazionale politiche attive del lavoro pubblicato a maggio 2023.

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione, occorre quindi che i lavoratori adeguino le loro conoscenze in modo da poterne seguire la crescita. In questi ultimi anni lo sviluppo del mondo del lavoro si identifica con la transizione digitale. Diventano requisiti indispensabili la capacità di utilizzare le tecnologie internet e di gestire e produrre strumenti digitali di comunicazione visiva e multimediale. Di conseguenza, sono considerate competenze di base che il singolo lavoratore deve possedere. Conoscenze che possono far concludere positivamente un colloquio di assunzione e che contribuiscono a migliorare i dati sull’occupazione in Italia.

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La transizione digitale

La transizione digitale comprende, a livello di singola impresa, una serie di strategie aziendali che iniziano con l’acquisto di nuovi software, servizi o applicazioni digitali per arrivare alla riprogettazione dei processi esistenti e ai cambiamenti organizzativi. Di conseguenza, per ognuna di queste iniziative, il lavoratore deve imparare ad utilizzare un nuovo software ma anche seguire delle procedure diverse da quelle seguite prima.

Nelle tecnologie digitali rientrano i servizi di comunicazione e di commercio elettronico, la condivisione elettronica delle informazioni, i servizi cloud per l’accesso da remoto a dati e informazioni aziendali, le soluzioni previsionali dei Big Data e tanto altro.

Per riassumere, implementare anche una sola di queste soluzioni comporta il cambiamento dei processi di produzione, dei processi di coinvolgimento dei clienti e dei processi di gestione interna. I processi sono le singole operazioni compiute dai lavoratori che devono quindi essere formati e preparati ad eseguirli in modo diverso rispetto a prima. Il processo di transizione digitale avviato dalle imprese sta creando un fabbisogno di nuove figure professionali che si legano all’adozione e all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Secondo una stima effettuata dalla società di consulenza McKinsey & Co. il potenziale di crescita della trasformazione digitale dell’Unione europea corrisponde ad un incremento cumulativo del PIL a più del 14% entro il 2030. Secondo l’indagine Excelsior l’impatto dell’occupazione in Italia è avvertito maggiormente dai giovani fino a 30 anni. Inoltre, dopo i 50 anni la situazione occupazionale si complica, infatti aumenta il rischio di disoccupazione di lunga durata e la difficoltà per i lavoratori più anziani ad essere assunti. Si aggiungono, infine, le difficoltà ad accedere all’offerta formativa, a cambiare professione e a svolgere mansioni più adatte all’età.

L’occupazione in Italia e la situazione europea

L’assenza di competenze digitali adeguate da parte dei dipendenti rappresenta un grande limite sia per l’azienda sia per i dipendenti. Pertanto l’azienda non riesce ad aggiornarsi sia con tecnologie digitali di base, sia con tecnologie avanzate ostacolando l’avvio di un effettivo percorso di digitalizzazione. Nella stessa indagine Excelsior leggiamo che il 15,5% delle imprese italiane ha infatti fornito formazione nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al proprio personale. La media europea è al 19,7% mentre si riscontrano valori superiori al 30% in Finlandia, Belgio, Svezia e Danimarca. Il 45% dei lavoratori intervistati ritiene di avere bisogno di nuove conoscenze e competenze digitali per svolgere il proprio lavoro.

Una situazione che non riguarda solo l’occupazione in Italia ma che riflette una più ampia condizione europea. Proprio per questi motivi, le istituzioni europee ritengono di primaria importanza attivare un apprendimento permanente. Si tratta, quindi, di investire sulle conoscenze, sulle capacità e sulle competenze delle persone lungo tutto l’arco della vita. In particolare, la formazione degli adulti contribuisce a migliorare l’occupabilità in un mondo del lavoro che cambia continuamente. Questa soluzione, inoltre, risponde alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione. La formazione continua ha anche un ruolo centrale per raggiungere gli obiettivi di crescita e di inclusione sociale.

La formazione continua

Il PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza, prevede una serie di interventi in tema di competenze digitali finalizzati, in particolare, alla modernizzazione del sistema di istruzione, alla promozione del miglioramento delle competenze e alla riqualificazione sia del settore pubblico sia di quello privato.

L’Unione europea mette a disposizione il Fondo sociale europeo, il principale strumento per sostenere l’occupazione. Con questo finanziamento, l’Ue promuove lo sviluppo dell’istruzione e della formazione e punta a migliorare la situazione dei soggetti più vulnerabili. Il Fondo finanzia corsi di formazione per accrescere le opportunità di occupazione dei cittadini europei e quindi anche in Italia.
Un esempio è rappresentato da Porta Futuro Lazio un progetto della regione Lazio finanziato con fondi europei. Il progetto ha lo scopo di condividere con tutti una cultura del lavoro aperta, basata sullo scambio continuo delle competenze e sui collegamenti tra le diverse materie di studio. Il servizio è pubblico e gratuito, realizzato in collaborazione con le Università per offrire a tutti l’opportunità di crescere professionalmente, attraverso servizi di orientamento e di formazione, per posizionarsi al meglio sul mercato del lavoro. In conclusione, con un calendario fittissimo di corsi on line e in presenza nelle diversi sedi punta ad aggiornare gli studenti ma anche a diffondere la conoscenza dei lavoratori.

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Francesco Ravenda

Francesco Ravenda, informatico. Appassionato di gestione aziendale e di podcast, attento alle dinamiche sociali, mi piace informare, raccontando. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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