La riforma del Terzo Settore ha previsto alcune regole per gli Enti no profit, tra cui spicca la necessità di redigere il bilancio sociale secondo determinate linee guida. In questo documento non ci si limita a inserire informazioni economiche ma bisogna valutare l’impatto della propria attività nel contesto in cui l’Ente opera.

La rendicontazione sociale, in questi primi anni di applicazione, ha mostrato la sua utilità e le sue potenzialità per rendere più trasparente ed efficiente l’attività del Terzo Settore.

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Le nuove regole per il bilancio sociale

La riforma del Terzo Settore ha innovato la rendicontazione prevista per il bilancio sociale nel 2019. Si tratta di uno strumento che ha rivelato la sua utilità per la valutazione e il controllo dei risultati conseguiti, potendo così contribuire a una gestione più efficace e coerente con i valori e la missione di ciascun Ente.

Al termine dell’anno, l’organizzazione redigerà un documento che non si limiterà a riepilogare i propri flussi di cassa, ma verificherà l’impatto reale delle proprie operazioni.

L’obbligo di rendicontazione sociale vale per le realtà del Terzo Settore i cui ricavi, rendite, proventi o entrate superano il milione di euro, per i Centri di Servizio per il Volontariato e per le imprese sociali.

La riforma ha messo in comune e armonizzato le buone pratiche che già esistevano nella quotidianità del no profit. Ora queste strategie virtuose sono diventate linee guida da seguire per tutti i soggetti interessati.

Il bilancio sociale come strumento di trasparenza

Il bilancio sociale risponde innanzitutto a esigenze di trasparenza. Oltre al semplice dato finanziario, l’Ente fa il punto della situazione, si racconta e riepiloga il suo operato. Alla base c’è la stessa idea del Registro Unico del Terzo Settore: non basta fare bene il bene, è necessario che il bene fatto sia anche riconoscibile.

Con la rendicontazione sociale, l’organizzazione spiega ciò che ha fatto nel corso dell’anno, illustrando a tutti gli stakeholders come agisce, come impiega le sue risorse, quali risultati ottiene e perché magari qualche obiettivo non è stato conseguito.

I donatori ottengono uno strumento per valutare l’efficacia e la corretta gestione dell’Ente a cui stanno affidando le proprie risorse, evitando potenziali truffe. Lo stesso vantaggio lo otterrà chi desidera sottoscrivere strumenti finanziari a loro sostegno.

La necessità di consolidare le misurazioni

«La rendicontazione sociale è soprattutto un processo e il bilancio sociale ne è l’atto finale». Luca Masi è referente delle attività di monitoraggio e rendicontazione sociale di VOLABO, il Centro di Servizio per il Volontariato della Città Metropolitana di Bologna. Dalla sua posizione, ha un punto di vista privilegiato su come le linee guida del 2019 hanno impattato sulla vita degli Enti.

Potersi dotare di strumenti di analisi utilizzabili lungo tutto il corso dell’anno permette di ottenere una maggiore consapevolezza della direzione presa. La necessità di un cambio di direzione può emergere in tempo per mettere in atto le necessarie strategie. «Diventa sempre più importante approntare metriche di misurazione dell’impatto in corso d’opera: ecco perché, oltre al bilancio sociale finale, è fondamentale il processo che porta alla sua redazione attraverso lo sviluppo e l’adozione di strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività».

Gli strumenti di misurazione e valutazione degli impatti sono strettamente legati all’ambito di azione di ciascun Ente. Molti di questi strumenti sono in fase di sperimentazione e ottimizzazione. Ogni metrica e ogni statistica sta vivendo una fase di maturazione e consolidamento.

«Una volta raggiunta una maturazione sulle pratiche di misurazione e valutazione, potremmo accorgerci che è possibile consolidarne alcune e renderle uno standard, quantomeno per l’ambito di attività a cui fanno riferimento». Questo renderebbe i bilanci sociali in parte comparabili e perciò maggiormente accessibili.

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Giovanni Pigozzo

Nei modi più vari mi sono sempre occupato di quel che succede nel mondo del Lavoro. Analizzo come è fatta e come evolve l'attività umana che più di tutte occupa le nostre giornate. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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