Il Social Impact Bond finanzia il terzo settore.

I Social Impact Bond (SIB) sono obbligazioni sociali – emesse dalla Pubblica Amministrazione (PA) – che finanziano progetti del terzo settore e ambientali. In pratica, l’ente pubblico delega a terzi la realizzazione e la gestione di tali programmi sociali. Con ciò, risparmia denaro e ottiene risultati più soddisfacenti rispetto a quelli che avrebbe potuto raggiungere autonomamente.

Cos’è un’obbligazione? Il vocabolario Treccani definisce obbligazione finanziaria:Titolo di credito che rappresenta la quota di un debito, a medio o lungo termine, contratto da una società per azioni o da un ente pubblico economico e che conferisce al possessore il diritto di esigere, alla scadenza pattuita, un reddito, che è di norma fisso ed entro un certo periodo di tempo”. 

Le obbligazioni sociali utilizzano un meccanismo diverso da quelle standard. Infatti, la Pubblica Amministrazione rimborsa gli investitori solo se gli obiettivi inziali vengono soddisfatti. In questo modo, il Governo risparmia e allo stesso tempo risolve problemi in ambito sociale con soluzioni alternative, trasparenza e controlli qualitativi. All’interno del meccanismo, il valore fondamentale è la fiducia tra i vari attori che vi partecipano.

Anche l’Italia utilizza il Social Impact Bond

Ecco un esempio di social impact bond. La Commissione Europea e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) finanzieranno il Polo europeo di consulenza sugli investimenti. Con il finanziamento, il Polo europeo, sosterrà il “Programma 2121″ promosso dal Ministero della Giustizia italiano e da Lendlease, operatore globale nel settore dell’edilizia.

Lo scopo principale del programma consiste nel reinserire nella società i detenuti e ridurre il tasso di recidiva degli ex carcerati. Lo scopo iniziale era valorizzare la presenza del Carcere di Bollate sito nelle vicinanze di MIND Milano Innovation District.

Lendlease, partner di sviluppo privilegiato per il progetto di urbanizzazione in tale zona, nel Programma 2121 oltre a essere uno dei promotori, è il fornitore di servizi d’alta qualità nel progetto. Infatti, l’inserimento lavorativo dei detenuti avverrà nel settore delle costruzioni che offre molte opportunità di impiego ai carcerati. Verrà svolto un tirocinio di reinserimento finalizzato all’inclusione sociale, in grado di unire formazione ed esperienza lavorativa in vista di un effettivo e sostenibile reinserimento nel mondo del lavoro.

La Finlandia  progetto SIB

Un altro esempio, questa volta straniero. Nel 2015, la Finlandia ha lanciato il primo progetto SIB che ha coinvolto anche il terzo settore.  Nei cinque anni successivi, i progetti sono aumentati da uno a sette. I temi affrontati sono l’alto tasso di disoccupazione (employment SIB) e il benessere sul lavoro, l’aiuto alle famiglie con bambini (Children SIB) e  l’inclusione dei migranti (integration SIB).

L’integration SIB è stato lanciato nel 2017 a seguito di una grande ondata di migranti arrivati in Finlandia nei due anni precedenti. E’ stato il Ministero dell’Economia e dell’Occupazione insieme a Sitra a lanciare il nuovo fondo SIB.

“Ad agosto 2019, quasi 2.000 immigrati- scrive Sitra nella sua pagina web– avevano partecipato al programma Integration SIB e quasi 750 di loro avevano trovato un impiego grazie al sostegno ricevuto. Il Ministero dell’Economia e del Lavoro stima che il SIB per l’integrazione abbia generato risparmi per il governo fino a 20 milioni di euro”.

Il terzo settore nel mondo

Nel mondo intero sta avvenendo una sempre più ampia propagazione di questo nuovo meccanismo che concerne le obbligazioni sociali e il terzo settore. Anche l’amministrazione Pimpri-Chinchwad Municipal Corporation (PCMC) di Mumbai (India) infatti, sosterrà il costo di un progetto di welfare pubblico associato all’obbligazione, se gli obiettivi di progetto predefiniti vengono soddisfatti.

Nel dicembre 2020, PCMC ha firmato un accordo con UNDP India per co-creare il “primo Social Impact Bond (SIB)” indiano. Quest’ultimo ha lo scopo di migliorare i servizi sanitari per i residenti locali. L’amministrazione gestisce già più di 30 strutture sanitarie di livello primario, secondario e terziario con una capacità complessiva di 1.500 posti letto.

L’obbligazione sociale avrà l’utilità di, non solo aggiornare l’infrastruttura, ma anche il proprio personale e di stabilire protocolli in grado di supportare un’assistenza sanitaria di qualità superiore, importante soprattutto per il momento attuale.

A seguito della crisi del 2008, le pubbliche amministrazioni hanno dovuto far fronte a molti problemi. Finanziare tanti progetti del terzo settore non era più possibile, non c’erano abbastanza fondi. Di conseguenza, per non lasciare il sociale troppo indietro, sono nati i Social Impact Bond. Hanno alleviato un gran peso alle amministrazioni portando loro un risparmio economico non indifferente. Inoltre, hanno reso possibile il perseguimento di soluzioni nel terzo settore.

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