Da pochi anni, la Cassa Integrazione Ordinaria copre le giornate troppo calde per lavorare.

Con il cambiamento climatico in atto, che provoca estati con temperature sempre più alte, permettere ai lavoratori più esposti di non lavorare sotto il sole senza perdere lo stipendio sta diventando sempre più importante. I dati mostrano una progressiva espansione nell’utilizzo di questo strumento.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Lavorare durante la crisi climatica

Il datore di lavoro ha l’obbligo di fare il possibile perché i propri lavoratori non rischino la salute.

Il Decreto Legislativo 81/2008 – il testo di riferimento per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro – sottolinea come la gestione di temperatura e umidità sia fondamentale per garantire un ambiente di lavoro vivibile.

Nei luoghi chiusi, si utilizza l’aria condizionata. Questo però non è possibile per alcune lavorazioni: si pensi alle attività dell’agricoltura e dell’edilizia. Il lavoro dei giardinieri, dei muratori, degli asfaltatori non può essere svolta che all’aperto, esposti al meteo.

L’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) ha calcolato che dal 2014 ogni anno si sono verificati 524 infortuni per l’esposizione a temperature estreme.

Ci sono alcune precauzioni che si possono adottare contro il caldo estivo. Oltre certi limiti, però, l’unica possibilità è smettere di lavorare e chiedere la Cassa Integrazione.

Cos’è la Cassa Integrazione Guadagni per eventi meteo

L’Istituto Nazionale per la previdenza sociale (INPS) ha previsto di coprire, tramite la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, le giornate di caldo eccessivo.

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è un istituto che consiste nel versamento da parte dell’INPS di una somma di denaro in favore dei lavoratori, quando la loro attività lavorativa è provvisoriamente sospesa. Serve per permettere loro di fermarsi, quando ricorrono certe circostanze che non dipendono da loro, senza perdere del tutto il salario per quella giornata.

L’integrazione del salario da parte dell’INPS per eventi metereologici non è una novità: l’Istituto da tempo copre le giornate di pioggia e grandine. Dal 2016 però la Cassa Integrazione è stata estesa in modo da coprire anche i giorni con picchi superiori a 35 gradi, effettivi o anche solo percepiti.

Dopo gli stop forzati dalla pandemia, nel luglio 2022 e nel luglio 2023 l’INPS è tornato – con i suoi messaggi – a ricordare l’esistenza di questa possibilità e a riepilogare i modi per richiederla.

Nei mesi estivi sta crescendo l’uso della Cassa Integrazione

I messaggi dell’INPS – uniti a estati sempre più calde – sembra abbiano sortito degli effetti. Nel corso degli anni, la Cassa Integrazione autorizzata per gli operai nei mesi di agosto è sensibilmente cresciuta.

La Cassa Integrazione Ordinaria non copre solamente gli eventi meteo, tuttavia appare una correlazione tra le temperature estive in aumento e l’utilizzo di questo strumento nello stesso periodo.

Un clima più caldo, che si protrae per più giornate, ha costretto più spesso e per più tempo di interrompere momentaneamente il lavoro rispetto al passato. In quei casi, la protezione dell’INPS si è attivata.

La Cassa Integrazione Ordinaria è sempre più utilizzata, se salgono le temperature.

La Cassa Integrazione Ordinaria è sempre più utilizzata, se salgono le temperature.

Il fenomeno del cambiamento climatico ha una portata molto ampia e la lotta contro i suoi effetti nocivi richiede tempo e risorse. Strumenti come la Cassa Integrazione permettono di fare fronte alle difficoltà del quotidiano.

Non potrà bastare da sola

Se gli infortuni sul lavoro dovuti al caldo dovessero aumentare, serviranno interventi incisivi sulla cultura d’impresa, in modo che la necessità di generare un profitto non sia realizzata a ogni costo. Potrebbero servire interventi anche sulla normativa per imporre – a certe condizioni – la sospensione obbligatoria del lavoro.

Questo dovrebbe essere affiancato a una politica di supporto economico, prevedendo per esempio dei ristori per i datori di lavoro: la CIG può salvaguardare un minimo retributivo per i lavoratori, ma l’interruzione del lavoro alla lunga potrebbe comportare ritardi e inconvenienti nell’attività di impresa.

Condividi su:
Avatar photo

Giovanni Pigozzo

Nei modi più vari mi sono sempre occupato di quel che succede nel mondo del Lavoro. Analizzo come è fatta e come evolve l'attività umana che più di tutte occupa le nostre giornate. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici