L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ha aggiornato il simulatore sull’età pensionabile, adeguandolo alle nuove aspettative di vita. Chi ha compiuto 30 anni nel 2024 potrà andare in pensione a 66 anni e 8 mesi, a condizione di aver accumulato 20 anni di versamenti e di superare tre volte l’importo dell’assegno sociale (1.603,23 euro). Altrimenti, si dovrà attendere fino a 74 anni.

L’adeguamento mira a preservare la sostenibilità del sistema previdenziale in risposta all’aumento della longevità. La pensione integrativa diventa quindi uno strumento fondamentale per compensare le eventuali carenze reddituali dell’assegno statale. Ma che cos’è un fondo pensione e come funziona? Tutti i contributi versati nei fondi pensione sono interamente deducibili?

I vantaggi fiscali delle pensione integrativa

Aderendo a un fondo previdenziale è possibile accantonare nel corso degli anni somme che vengono investite e possono generare rendimenti. Al raggiungimento dell’età pensionabile, il lavoratore potrà quindi beneficiare di una rendita aggiuntiva rispetto alla pensione pubblica, godendo al contempo di vantaggi fiscali sui contributi versati. I versamenti a un fondo pensione sono infatti deducibili dal reddito imponibile.

Sebbene la pensione integrativa presenti vantaggi notevoli, l’adesione a tali strumenti rimane piuttosto bassa in Italia. Come evidenziato dall’ultima indagine della Commissione di vigilanza sui fondi previdenziali (COVIP), al 31 dicembre 2023 solo il 36,9% dei lavoratori partecipava a forme pensionistiche complementari, con una quota particolarmente ridotta al Sud e tra le donne.

Molti lavoratori più giovani e a basso reddito faticano a risparmiare a causa della precarietà lavorativa e degli stipendi modesti. Persiste inoltre una diffidenza culturale verso gli strumenti di risparmio e una carenza di educazione finanziaria. In alcuni casi i rendimenti possono apparire troppo bassi o le spese di gestione eccessive, scoraggiando l’adozione di queste soluzioni.

Come gestire un fondo pensione: 5 consigli per massimizzare i rendimenti 

  • Iniziare presto: è importante iniziare a contribuire il prima possibile per sfruttare quello che si chiama “interesse composto”. Questo approccio permette non solo di accumulare un guadagno sul capitale iniziale, ma anche di aumentare progressivamente il valore dei rendimenti precedenti. Con il passare del tempo, l’effetto di questa crescita esponenziale diventa sempre più significativo.
  • Valutare le opzioni disponibili: una volta compreso come funziona la pensione integrativa, esistono diversi strumenti finanziari, tra cui i fondi pensione negoziali, i fondi aperti e i piani individuali pensionistici (PIP). Ogni opzione presenta specificità in termini di flessibilità, costi e rendimenti. È bene scegliere il piano che meglio si conforma al proprio profilo di rischio, ossia la tolleranza all’eventualità di perdere una parte o l’intero capitale investito, al fine di perseguire potenziali rendimenti superiori.
  • Mantenere i contributi costanti: anche se ogni versamento può sembrare modesto, nel tempo, questi si accumulano e aumentano grazie agli interessi composti, un metodo di calcolo che include non solo il capitale di partenza, ma anche i guadagni precedentemente generati.
  • Approfittare dei benefici fiscali: i contributi ad un fondo pensione sono generalmente deducibili dal reddito imponibile, il che può offrire un risparmio fiscale significativo ogni anno.
  • Monitorare e ribilanciare: è importante controllare periodicamente l’andamento del proprio piano pensionistico e ribilanciare il portafoglio, se necessario, al fine di mantenere un adeguato livello di rischio, conforme alla propria età e aspettative di rendimento.

Come la previdenza privata può sostenere l’economia e il benessere sociale

Secondo un rapporto del Forum per la finanza sostenibile, l’adozione di investimenti responsabili è in aumento tra i fondi pensione italiani: l’80% di questi (76 su 95) ha adottato i criteri ESG (environmental, social, governance) nelle proprie strategie di investimento. Tali criteri valutano l’impatto di un’azienda sul piano ambientale, sociale e di amministrazione, aiutando gli investitori a minimizzare rischi e a identificare opportunità di crescita sostenibile. Gli investimenti ESG sono sempre più popolari perché combinano il potenziale di rendimento finanziario con la promozione di un impatto positivo sul mondo.

Quindi comprendere il funzionamento di un fondo pensione è importante non solo per il proprio benessere finanziario, ma può rivelarsi anche un’occasione straordinaria per favorire il progresso sociale ed economico. Attraverso la pensione integrativa, i lavoratori hanno l’opportunità di destinare una parte dei loro risparmi in progetti e iniziative che creano un legame virtuoso tra il risparmio personale e il benessere collettivo.

I casi di Make my money matter (Fa’ sì che i miei soldi contino) nel Regno Unito e Retirées bénévoles (Pensionati volontari) in Canada dimostrano in modo concreto come l’impegno civico possa indirizzare le scelte di allocazione dei capitali verso obiettivi di sviluppo sostenibile, sia ambientale che sociale.

Nel primo esempio, i cittadini britannici sono riusciti a spingere i gestori a disinvestire dai combustibili fossili e a incrementare gli investimenti verdi per la mitigazione del cambiamento climatico. L’iniziativa ha ricevuto grande attenzione mediatica ed è riuscita a coinvolgere decine di migliaia di cittadini britannici che hanno fatto pressione sui propri fondi pensione. Retirées bénévoles è un’iniziativa promossa dall’Associazione dei pensionati delle forze armate canadesi. Un gruppo di ex militari ha fatto pressione sul fondo pensione in cui erano iscritti affinché una parte dei loro risparmi venisse investita in progetti di edilizia residenziale pubblica e di sviluppo delle comunità locali.

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Mariza Cibelle Dardi

Navigo costantemente tra parole e numeri per raccontare i cambiamenti nella società e nell'economia. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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