Il Gender Gap rimane una questione centrale nel panorama aziendale globale. L’Italia emerge come uno dei Paesi più virtuosi in Europa per la presenza di donne nei consigli di amministrazione (CDA) delle società quotate, tuttavia, permangono significative sfide nel garantire una rappresentanza equa delle donne ai vertici aziendali.

Nei CDA un successo parziale

L’Italia ha raggiunto traguardi importanti grazie alla legge Golfo-Mosca, che ha imposto l’obbligo di riservare una quota significativa dei seggi nei CDA alle donne. Questo intervento legislativo ha portato la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle aziende quotate a un impressionante 43,1% entro la fine del 2023. Questo risultato colloca l’Italia tra i Paesi leader in Europa, superata solo da Francia e Norvegia, a conferma dell’efficacia delle politiche di promozione della parità di genere.

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Tuttavia, il Global Gender Gap Report 2024 evidenzia che, a livello globale, solo il 31,7% delle posizioni di potere sono occupate da donne, con un calo rispetto agli anni precedenti. Questo dato riflette una realtà complessa in cui le donne, sebbene più rappresentate nei CDA, continuano a incontrare ostacoli nell’accesso ai ruoli di vertice aziendali.

Il Gender Gap ai vertici aziendali: un obiettivo ancora lontano

Secondo il Global Gender Gap Report 2024, la parità di genere nella leadership aziendale rimane un obiettivo lontano. In Italia, le donne occupano solo il 24% delle posizioni di vertice, un dato in calo rispetto al passato. Questo evidenzia che, nonostante le normative e gli sforzi per promuovere l’uguaglianza, esistono ancora barriere culturali e strutturali che ostacolano l’ascesa delle donne ai ruoli apicali.

Il rapporto segnala inoltre che in settori come la sanità, l’istruzione e il retail, dove l’occupazione femminile è molto alta, le posizioni di leadership sono ancora prevalentemente occupate dagli uomini. Ad esempio, nella sanità, sebbene le donne rappresentino il 63% della forza lavoro, solo il 38% occupa posizioni di leadership. Questo divario è ancora più evidente nell’istruzione, dove le donne costituiscono il 61% dei lavoratori, ma solo il 45% ricopre ruoli di vertice.

Questi dati indicano che, nonostante una maggiore presenza femminile nei livelli intermedi e inferiori, le donne faticano a infrangere il cosiddetto soffitto di cristallo, che le separa dalle posizioni decisionali più elevate.

Esempi di aziende positive che superano il Gender Gap

Nonostante le difficoltà generali, ci sono esempi significativi di aziende italiane che stanno facendo passi avanti nella promozione della leadership femminile. Tim, una delle principali aziende di telecomunicazioni in Italia, ha recentemente nominato Alberta Figari come CEO, segnando un cambiamento importante nella rappresentanza femminile ai vertici aziendali. Amplifon, leader mondiale nella distribuzione di apparecchi acustici, si distingue per la sua leadership inclusiva, con un consiglio di amministrazione composto da una maggioranza femminile (5 su 9). Questi casi dimostrano che è possibile superare gli ostacoli e che la diversità di genere rappresenta un vantaggio competitivo per le aziende.

La strada da percorrere

Per ridurre ulteriormente il Gender Gap e promuovere una leadership femminile più equa, è fondamentale affrontare le radici culturali della disparità di genere. Le politiche di quota sono state efficaci fino a un certo punto, ma è necessario un cambiamento più profondo che coinvolga le aziende, le istituzioni e la società nel suo complesso.

Investire nella formazione e nello sviluppo professionale delle donne è essenziale per garantire che possano accedere e prosperare nei ruoli di leadership. Inoltre, è cruciale creare un ambiente di lavoro inclusivo e privo di pregiudizi, dove le competenze e le potenzialità delle donne siano valorizzate al massimo.

L’Italia ha dimostrato di poter essere un leader in Europa nella promozione della parità di genere, ma per mantenere e migliorare questa posizione, è necessario un impegno continuo da parte di tutti i soggetti coinvolti. L’Italia sarà in grado di consolidare questi successi iniziali trasformando la leadership femminile da eccezione a norma?

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Laura Severini

Laura Severini

Laureata in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Bologna e specializzata in analisi dei dati e comunicazione digitale. Con una passione per i numeri e con la convinzione che "ogni numero racconti una storia", partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo, combinando analisi e narrazione, per illuminare i fatti attraverso i dati.

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