La musica, forma d’arte e autentica terapia, assume un ruolo sempre più cruciale in un mondo dove la depressione colpisce circa 280 milioni di persone, come evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La musicoterapia guadagna il riconoscimento nella lotta contro i disturbi dell’umore. Attraverso l’armonia della musica rilassante, questa disciplina offre ai pazienti una via per esplorare il proprio mondo interiore e alleviare la sofferenza emotiva.

Numerosi studi confermno come la musica sincronizzi le oscillazioni tra le regioni del cervello responsabili dell’elaborazione sensoriale ed emotiva, migliorando l’umore. La musicoterapia personalizzata emerge quindi come potente strumento nel trattamento dei sintomi depressivi, con effetti particolarmente positivi per le donne in dolce attesa.

Il potere della musica: i benefici della musicoterapia

La musicoterapia ha origini antiche, risalenti all’antico Egitto, alla Grecia e a Roma, dove la musica veniva utilizzata per scopi terapeutici e spirituali. Tuttavia, la professione del musicoterapeuta ha preso forma solo dopo la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando i medici notarono i benefici della musica sui soldati traumatizzati. La terapia musicale è riconosciuta oggi come una disciplina integrata nel campo delle terapie complementari e alternative, con applicazioni che spaziano dalla medicina alla psicologia.

Musica rilassante, classica, folk, ambient, jazz, sono i principali generi impiegati per stimolare diverse aree del cervello, coinvolgendo emozioni, memoria, movimento e pensiero. Fra i benefici si evidenzia riduzione dello stress, gestione del dolore, miglioramento della funzione cognitiva e della mobilità fisica. Non a caso, le ricerche confermano la capacità della musicoterapia di lenire gli effetti del morbo di Parkinson sulle capacità motorie e di prevenire lo sviluppo della demenza senile.

Una ricerca su Cell Reports designa proprio il genere classico come “farmaco” per regolare l’umore. L’esperimento è stato condotto su 13 pazienti con depressione resistente a trattamento, sottoposti a stimolazione cerebrale profonda tramite specifici elettrodi. Dalla mappatura del sistema nervoso, si evince che la musica genera effetti antidepressivi sincronizzando le oscillazioni neurali tra la corteccia uditiva, responsabile dell’elaborazione delle informazioni sensoriali, e il circuito della ricompensa, responsabile dell’elaborazione delle informazioni emotive.

Musica rilassante: mani di un anziano sulla tastiera di un piano.

Anziano suona il pianoforte (Piaxabay – Decrand).

Musica rilassante: un’alleata per le donne in gravidanza

Se la correlazione tra musica e regolazione dell’umore è ampiamente oggetto di studio, solo di recente è stata attenzionata in relazione al trattamento del baby blues e della depressione post partum, che colpirebbe circa il 10-15% delle puerpere, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità. Gli studi sottolineano, infatti, che donne in gravidanza con problemi di stress prenatale e depressione sarebbero predisposte ad una scarsa qualità del sonno.

Le donne incinte sperimenterebbero maggiori disturbi del sonno durante il terzo trimestre di gravidanza, con conseguente rischio di sviluppare problemi psicologici nel periodo perinatale. A tutela del benessere materno, le strategie più incoraggiate sarebbero mindfulness e la musicoterapia in quanto non invasive ed economicamente accessibili. Sessioni musicali terapeutiche offrirebbero uno spazio sicuro per esprimere emozioni complesse che possono presentarsi durante la gravidanza.

Da uno studio su Indian Journal of Psychiatry, condotto su donne all’inizio del terzo trimestre di gestazione, emergerebbe l’efficacia della musica rilassante nel minimizzare la depressione pre-parto e i disturbi del sonno. Tali pratiche, finalizzate ad una regolarizzazione del ritmo circadiano, porterebbero benefici sull’umore e sulla qualità del sonno durante tutto il terzo trimestre e fino all’inizio del periodo postnatale. Tra gli altri vantaggi vi sarebbe l’instaurarsi un legame più profondo tra la madre, che ascolta musica, e il feto, che può rispondere a suoni e vibrazioni.

Qualunque sia il genere scelto nei percorsi personalizzati, la musicoterapia è uno degli approcci naturali che sta evolvendo rapidamente nel campo delle terapie alternative, elevando la musica da semplice passatempo a risorsa preziosa per combattere la depressione, migliorare la qualità della vita e promuovere la salute mentale. 

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Giulia Polito

Multipotenziale e curiosa, seguo carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo nel valore della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce, soprattutto legato a società, innovazione, salute e benessere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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