Le proteste in Francia contro la riforma delle pensioni voluta dal Macron continuano, e a volte i dimostranti compiono azioni particolari, come nel discorso del 19 Aprile, durante il quale hanno colpito sonoramente pentole e padelle per farsi ascoltare. Da dove deriva questa usanza? Perché le proteste vanno avanti da mesi senza fermarsi?

La riforma delle pensioni

Il 19 Aprile Emmanuel Macron, Presidente francese, ha iniziato una serie di visite nelle zone rurali della Francia a Muttersholtz. Lo scopo è placare gli animi in rivolta per la sua riforma delle pensioni. Membri di sindacati si sono radunati colpendo padelle di fronte al municipio, in una zona vietata alle manifestazioni. Dopo i ripetuti inviti della polizia di sgombrare l’area, i dimostranti sono stati allontanati di 200 metri con l’uso della forza. Macron ha risposto con ironia alle proteste, sostenendo la necessità di rilanciare la produzione di pentole. Nel suo discorso, ha dichiarato che “non ne produciamo abbastanza”, e che “non saranno le pentole a permettere alla Francia di andare avanti”.

A partire da metà marzo si sono imposte all’attenzione dei media le proteste dei cittadini e dei sindacati francesi contro la riforma delle pensioni voluta da Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica, e inserita nel suo programma elettorale alle elezioni di Aprile 2022. Un argomento che può riguardare da vicino l’Italia, che destina a sua volta un’enorme fetta di spesa pubblica per le pensioni e ha un sistema estremamente complicato. La riforma, secondo il presidente francese, mira a diminuire la spesa dello Stato per le pensioni rendendole sostenibili nel lungo periodo e ad adeguare il sistema francese ormai antiquato agli standard europei. Il disegno di legge prevede una semplificazione dei 42 diversi regimi pensionistici attualmente esistenti, un aumento degli anni di contributi necessari per la pensione e un innalzamento graduale della soglia minima dai 62 ai 64 anni.

Questi ultimi due sono gli aspetti della riforma che sono maggiormente osteggiati da un’eterogenea compagine di sindacati, forze politiche e testate giornalistiche. Questi soggetti sostengono l’inopportunità di comparare la Francia a Stati europei con differenti standard di vita. Quella del governo per il deficit sarebbe una preoccupazione eccessiva. Le proteste si sono verificate sin dall’inizio del 2023. Si sono intensificate intorno al 16 marzo, nel tentativo di spingere le opposizioni a non votare la legge. Quel giorno l’esecutivo ha sfruttato l’articolo 49.3 della Costituzione. Tale articolo dà la possibilità all’esecutivo di far passare un disegno di legge senza voto dell’Assemblea Nazionale, camera bassa del Parlamento francese. Questo gli ha permesso di superare un’approvazione parlamentare incerta.

Nei giorni precedenti vari ministri avevano dichiarato che non si sarebbe fatto ricorso a quell’articolo, largamente condannato come incostituzionale e capace di generare un clima di maggiore incertezza nel Paese. Il 14 aprile la Corte Costituzionale francese ha dichiarato legale l’operato dell’esecutivo, e con la firma di Macron poco dopo il disegno è diventato legge.

Storie di pentole sovversive

Svariati sono stati gli atti dimostrativi. Tra questi, a partire dal 17 Aprile, giorno di un discorso di Macron alla Nazione, centinaia di parigini si sono radunati di fronte ai municipi su iniziativa della ONG Attac, impegnata in campagne sulla tassazione e sulla giustizia sociale, percuotendo padelle.

Quella di percuotere pentole e padelle, generando un forte rumore in segno di protesta, è una pratica che in Francia ha quasi duecento anni di Storia. Il suo primo utilizzo documentato si ha nel 1831, quando i cittadini francesi protestarono contro l’insediamento di Luigi Filippo I, primo e unico sovrano della “Monarchia di luglio” seguita all’abbattimento della restaurata dinastia borbonica.

Nel 1961 furono gli algerini a utilizzare questa forma di protesta nel corso della Guerra di Indipendenza Algerina contro il dominio del governo francese. Ne abbiamo altri esempi in Sud America, in Canada e recentemente nel Myanmar, a seguito del colpo di Stato militare del Febbraio 2021. Percuotere padelle metaforicamente significa cercare di costringere gli altri ad ascoltare la propria opinione, anche senza dover necessariamente scendere in strada.

La pratica si origina dall’usanza medievale di mettere alla gogna un membro della comunità. Lo si accompagnava in sfilata davanti agli altri cittadini che lo schernivano e lo inseguivano percuotendo padelle per produrre il maggior rumore possibile.

Sarebbe possibile instaurare un dialogo?

Nonostante le proteste, è improbabile che il governo ritiri la legge. Macron, nel discorso di Muttersholtz si è detto deciso ad andare avanti. Probabilmente, secondo un editoriale del Guardian, ha speso tutto il suo capitale politico per questa riforma e per il rifiuto di scendere a compromessi.

Invece di cavalcare l’onda dell’indignazione generale per i due anni di lavoro in più previsti dalla riforma, i sindacati e i lavoratori potrebbero fermarsi e riflettere sulla scarsa sostenibilità dei modelli pensionistici attuali. Questi hanno un peso rilevante sul PIL degli Stati (in Francia quasi il 13,6 per cento, in Italia il 15,6; media OCSE 7,7), e sottraggono risorse ad altri aspetti del welfare, come l’assistenza alle fasce di popolazione più giovani e sempre più povere, l’innovazione e la conversione energetica. Presupponendo un atteggiamento più conciliante del governo, si potrebbe instaurare un dialogo di compromesso con l’esecutivo per tutelare le categorie maggiormente penalizzate dalla riforma.

Il tour rurale di Macron, pensato per rasserenare gli animi, potrebbe invece diventare una riesumazione di vecchie pratiche medievali.

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Giovanni D'Auria

Giovanni D'Auria

Laureato in Lettere Moderne, ha da poco iniziato un percorso formativo per diventare pubblicista con diventaregiornalista.it.

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