“Sapere tante cose non insegna ad aver intelligenza”. Questo quanto scriveva Eraclito parecchio prima (…) di internet e del suo overload di informazione. Saggezza greca che dà la paga a tutti i nuovi pensatori e guru della Grande Rete. Perché è un attimo portarsi in casa il nemico: l’Antico Romano Impero si è fatta mettere i piedi in testa da barbari che del triclino non sapevano certo l’esistenza.
Non si sente più dire che forse era meglio quando non c’era il cellulare, la musica in rete, i film da scaricare e i social network, però certo se la vita non era più facile era certamente più immediata e meno invasiva.
Internet è un impero mediatico tascabile dalle grandi potenzialità, qualcuno parla anche di Nobel per la Pace, per la capacità che potrebbe avere di fare quello che in tanti auspichiamo.
L’importante è che la tecnologia lavori per noi e non viceversa. E’ un attimo trovarsi al computer ed accorgersi di navigare spasmodicamente tra social network e account mail in un insano desiderio di essere perennemente connesso in attesa di novità. Con tanti saluti alla più importante risorsa di cui disponiamo, il tempo e la nostra capacità di usarlo in modo profittevole (che per ognuno può essere diverso).
Tutto perché tutta questa informazione ci distrae e ci fa disperdere l’attenzione e le energie. Siamo fatti così. Non avremmo bisogno di quasi nulla, ma vogliamo tutto, perché siamo flusso vitale. La vita è un gioco con variabili quali controllo, intenzioni e interpretazioni. Bisognerebbe fare meno e meglio perché il presente non è l’unico tavolo da gioco, ma è quello su cui per ora possiamo giocare.
Per la prima volta nella storia con internet l’utente può scegliere come informarsi senza dover andare per esclusione. Chi vuol praticare giornalismo o trasmissione di informazioni deve essere stimolato da un nuovo idealismo con la curiosità e la coscienza che le risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare.
La rete è fatta di collegamenti, chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale, essere dentro è la parola. Internet è lo strumento che, se usato correttamente e sperimentalmente, più di tutti può allargare la nostra libertà.
La rete deve rispettare il diritto d’autore, ma il sistema di copyright si deve adeguare ai nuovi modelli di distribuzione. La democrazia è impossibile dove l’informazione è controllata da poche corporazioni. Aumentare le fonti per i media indipendenti significa accendere il mercato delle idee.
Bisogna sentirsi artefici del proprio destino. L’informazione deve scorrere libera. È gratuita, ma quella di qualità è costosa per lo sforzo di rintracciarla, vale molto. La giusta informazione al momento giusto ti cambia la vita. E’ libera, deve essere copiabile e adattabile nel rispetto delle fonti. Se l’informazione è utile, ridistribuirla rende l’umanità più ricca e conscia, anche per coloro che fino a ieri non potevano accedere all’informazione.
Ed è anche per questo che è nato BuoneNotizie.it, per seguire la bellezza delle cose con fermezza e rispetto del tempo, per credere nell’essenzialità e per coltivare il proprio campo sporcandosi le mani combattendo i volgari ladri di speranza e di sole.
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