Come si diventa giornalista pubblicista in Italia e chi è il giornalista pubblicista? Il giornalista pubblicista si differenzia dal professionista, poiché svolge attività giornalistica in maniera continuativa e retribuita avendo altre occupazioni. Entrambi i profili sono regolamentati dalla legge 69 del 3 febbraio 1963.
Attualmente, per chi vuole diventare giornalista pubblicista è necessario possedere dei requisiti specifici, come avere un diploma di scuola secondaria di secondo grado e possedere diritti civili e politici; intraprendere uno dei percorsi che portano all’acquisizione del titolo di giornalista pubblicista e possedere una buona conoscenza della lingua italiana, sia scritta che parlata. I requisiti per diventare giornalista pubblicista potrebbero essere modificati nei prossimi mesi. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha, infatti, approvato un progetto di riforma: si tratta di nuove linee guida che spiegano passo dopo passo come diventare giornalista pubblicista. Si è inoltre parlato di un altro requisito fondamentale: essere in possesso una laurea triennale.
Come si diventa giornalista pubblicista
Le nuove regole si concentrano principalmente sulla qualità del prodotto, inteso come articoli, filmati, foto o documentari, che dovranno essere presentati per ottenere l’iscrizione e sulla regolare retribuzione. Inoltre, queste regole prevedono un numero minimo di servizi: si tratta di 70 articoli per i quotidiani e siti on line, 50 per i settimanali, 40 per i quindicinali, 20 per i mensili e le altre forme di periodicità. In aggiunta, l’aspirante giornalista pubblicista deve avere piena conoscenza deontologica e legislativa della professione. Alcuni Ordini regionali possono richiedere un esame orale.
È possibile prepararsi frequentando alcuni corsi gratuiti online specializzati sulle norme deontologiche e legislative, che forniscono nozioni sulla storia del giornalismo e suggerimenti tecnici nella stesura degli articoli. Un’altra novità potrebbe riguardare la retribuzione derivante dall’attività giornalistica. Deve essere di almeno 1000 euro annui lordi, tracciabili con ricevute o fatture periodiche, rispetto a quella precedente sancita dagli Ordini regionali. Resta invariato il periodo di collaborazione con le varie testate: due anni di collaborazione continuativa e retribuita. Le testate devono essere registrate seguendo le indicazioni fornite dall’Ordine dei Giornalisti di appartenenza. Per esempio i blog non fanno parte di testate valide per l’iscrizione all’Albo, mentre le riviste online regolarmente registrate sì.
Per l’iscrizione all’Albo non sono previsti esami, né lo svolgimento del praticantato, mentre, per diventare giornalista professionista è necessario svolgere un praticantato presso una redazione di almeno 18 mesi e un esame.
Le regole per l’iscrizione all’Albo
Per iscriversi all’Albo dei giornalisti pubblicisti è necessario presentare domanda all’Ordine regionale in cui si è residenti, tenendo presente che alcune regole relative alla presentazione della domanda possono variare leggermente da Regione a Regione. È opportuno verificare attentamente le richieste dell’Ordine di riferimento, prima di presentare tutti i documenti necessari.
Per diventare giornalisti pubblicisti è necessario presentare tutti gli articoli prodotti durante il biennio di collaborazione, una dichiarazione del direttore responsabile della testata, una copia del contratto di collaborazione, una copia dei compensi ricevuti durante il biennio. È necessario fornire i dati anagrafici, il pagamento di una marca da bollo di 16 euro, due fototessere e la ricevuta del versamento intestato all’Ordine regionale.