Un percorso formativo unico in Italia per insegnare come diventare giornalista della prossima generazione raccontando la realtà con un approccio costruttivo e non ansiogeno.
Il giornalismo che conosciamo oggi si lascia spesso sopraffare dal sensazionalismo, dimenticando il suo compito più importante e autentico per cui è nato: informare in maniera corretta su ciò accade nel mondo, senza ricorrere a titoli strillati o immagini raccapriccianti per suscitare l’attenzione del pubblico. Per questo motivo è nato un percorso didattico che insegna come diventare giornalista pubblicista tornando ai veri valori di questa professione dal fascino antico.

È stato definito giornalismo costruttivo dal mondo accademico nord-europeo, e consiste nell’informare il pubblico analizzando i problemi da un punto di vista più oggettivo, ricorrendo ai dati, e soprattutto raccontando le soluzioni possibili. Lo scopo è evitare di lasciare il lettore appeso al problema, apparentemente senza via d’uscita, ma di esplorare come altri paesi, altre comunità o società, hanno risolto lo stesso problema, oppure scoprendo chi sta facendo qualcosa per tentare di risolverlo.
Il progetto formativo dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo

Ideato e realizzato da Silvio Malvolti, fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, unica organizzazione in Italia che si occupa di realizzare attività editoriali, formative ed eventi per diffondere la consapevolezza che le notizie possono e devono essere date in modo meno ansiogeno.

Un approccio già sperimentato da altre importanti testate giornalistiche, come il New York Times, la BBC, The Guardian, per citarne alcune, e che contrariamente al giornalismo tradizionale, si occupa di raccontare i fatti esplorando le possibili soluzioni, non solamente i problemi, indagandoli con una prospettiva più ampia per dare loro il giusto peso in . . .

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L’informazione può essere pericolosa

Per questo al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni.