In Italia, diventare giornalista pubblicista e iscriversi all’albo richiede un percorso diverso rispetto a quello dei giornalisti professionisti. I pubblicisti svolgono l’attività giornalistica in modo non esclusivo, spesso affiancandola ad altre professioni.
Questa scelta, infatti, offre dei vantaggi, in quanto ci si può dedicare trasversalmente ad altre attività remunerative inerenti quali, ad esempio, copywrite, content creator e altre mansioni digitali. Vediamo quali sono dunque i percorsi da intraprendere e l’importanza della deontologia da seguire.
Chi può accedere all’albo dei giornalisti pubblicisti
Per potersi iscrivere all’albo è necessario aver svolto un’attività giornalistica retribuita e continuativa per un periodo di almeno due anni. (art. 35 legge n. 69/1963). Secondo le nuove linee è richiesto un numero di articoli pari a 70 per i quotidiani e siti online, 50 per i settimanali, 40 per i quindicinali e 20 per i mensili e le altre forme di periodicità, ed essere retribuiti a norma di legge per un importo non inferiore a 1.000 euro anni lordi. I requisiti specifici variano a seconda dell’Ordine Regionale al quale si presenta la domanda e si possono consultare sul sito ufficiale dell’ordine dei giornalisti (ODG).
Inoltre, è necessario presentare un attestato di versamento dei contributi previdenziali e una lettera di presentazione da parte del direttore responsabile della testata con cui si è collaborato.
Una volta scritti gli articoli necessari presso una testata riconosciuta e ricevuto i regolari compensi, bisogna presentale la modulistica richiesta all’ Ordine regionale di competenza che fa riferimento al proprio stato di residenza.
Come ultimo, ma non meno importante tassello, c’è la partecipazione al corso obbligatorio di deontologia della professione. Questo breve percorso, a disposizione anche sul sito dell’ODG, è fondamentale per apprendere i principi cardine di etica e comportamento di coloro che maneggiano un’arma potenzialmente micidiale se non destreggiata bene: quella dell’informazione.
Le strade da intraprendere per diventare giornalista pubblicista
L’ultima proposta di riforma dell’Ordine dei Giornalisti del 2023 prevede l’introduzione della laurea e della formazione obbligatoria anche per i pubblicisti. Questo provvedimento si è reso necessario per livellare e perfezionare la preparazione di tutti i giornalisti, indipendentemente che siano professionisti o pubblicisti.
Successivamente alla laurea, un aspetto fondamentale del percorso è l’esperienza pratica. Molti iniziano collaborando con giornali locali, riviste online, radio o televisioni.
Una delle piattaforme maggiormente specializzate, a disposizione sul web, è quella di Diventaregiornalista.it. L’approccio è quello di far emergere di ogni notizia l’aspetto costruttivo senza incappare in informazioni lampo e di scarsa struttura. Un giornalismo lento e ben costruito. Una controtendenza al giornalismo di oggi in cui si rincorrono fake news e titoli fuorvianti acchiappa-like.
Grazie a questa collaborazione, non solo si può raggiungere il numero necessario di articoli ai fini del tesserino, ma sarà possibile immergersi in una formazione specializzata. Gli insegnamenti spaziano tra corsi di scrittura, copywrite, data journalism, WordPress, storytelling, Google e molti altri, tenuti da docenti professionisti di alto livello.
Il ruolo fondamentale della deontologia per la professione del giornalista
Tra i corsi più importanti c’è quello della deontologia, ovvero l’insieme di regole etiche e principi morali che guidano la professione. Uno strumento fondamentale per mantenere il rapporto di fiducia tra il lettore e il giornalista.
Nel codice vengono, infatti, specificati i capisaldi di comportamento del professionista come ad esempio lo spirito di collaborazione tra colleghi, il rispetto del segreto professionale laddove specificatamente richiesto, il dovere di rettifica nei casi di inesattezze e la tutela sui dati personali di persone terze non interessate al coinvolgimento dei fatti.
Questi sono alcuni dei principi fondamentali al quale un addetto ai lavori deve sottostare per fortificare quel rapporto fiduciario tra chi informa e chi viene informato.