L’8 aprile 2025 a Miami, durante il Seatrade Cruise Global, il maggior evento fieristico dedicato al mondo delle crociere, Fincantieri, azienda tutta italiana, presenta la prima nave da trasporto turistico alimentata interamente con motore a idrogeno. Si chiama Viking Libra e verrà varata nel 2026. Quello che si sta costruendo ad Ancona è un progetto destinato a passare alla storia: 239 metri di lunghezza per oltre 54mila tonnellate di peso. La stazza in sé non dovrebbe destare scalpore, almeno per i conoscitori della nautica, non trattandosi di un’imbarcazione imponente, giusto poco più grande del Titanic.
È quello che c’ è dentro a costituire la vera innovazione. L’alimentazione dei veicoli a idrogeno, infatti, sogno proibito degli ingegneri meccanici da quando esiste il concetto stesso di motore, ha visto applicazione solo piuttosto recentemente con le prime autovetture messe in circolazione. Oggi, data la mole del mezzo, il risultato assume un significato particolare: un successo che sembra destinato ad avere seguito.
La Viking Libra e la nuova tecnologia
La Viking Libra non sarà la più grande nave da crociera in circolazione. Con le sue 54.000 tonnellate per 239 metri di lunghezza, risulta essere una nave dalle dimensioni piuttosto piccole, capace di trasportare un massimo di 1000 persone collocate in non più di 500 cabine. Niente di particolare paragonata alla Icon of the Seas della compagnia Royal Caribbean, varata nel 2024, che con le sue 250mila tonnellate di stazza lorda è di gran lunga la nave da crociera più grande del mondo.
A rendere speciale e unico il progetto della Viking Libra è però il suo motore, che rappresenta una novità assoluta nel panorama cantieristico mondiale. Sarà infatti dotata di un motore a idrogeno stoccato a bordo, realizzato grazie a nuove tecnologie ideate dalla Isotta Fraschini Motori (controllata da Fincantieri), società specializzata in motori ad alimentazione sostenibile. Il sistema consiste di una serie di celle a combustibile capaci di generare 6 megawatt di potenza, l’equivalente di 8.000 cavalli. Inoltre, per risolvere problemi di approvvigionamento, la nave sarà dotata di una serie di container a bordo per il carico e lo stoccaggio dell’idrogeno, che permette di aggiungere una capacità di 1,5 megawatt.
Il risultato è che la Viking Libra sarà la prima nave da crociera al mondo a zero emissioni. Cosa che permetterà alle compagnie che si doteranno di un impianto simile di aggiungere al loro mercato mete turistiche altrimenti irraggiungibili per via del loro fragile equilibrio ambientale. L’obiettivo della compagnia finlandese Viking Line, benché virtuoso, è difatti del tutto interessato. Il suo principale mercato è infatti la tratta turistica che attraversa i Fiordi scandinavi, patrimonio Unesco, una rotta che entro il 2032 sarà accessibile solo a mezzi a basse o zero emissioni.
Quanto consuma una nave da crociera?
Facendo una sintesi estrema, una singola nave da crociera in un giorno emette livelli di CO2 pari a circa 70mila automobili che percorrono una tratta di 50 km al giorno. Oggi sono in circolazione oltre 500 imbarcazioni e, vista la crescente domanda di turismo crocieristico, il loro numero è destinato a crescere. L’IMO, l’International Maritime Organization (organo ONU che presiede alla tutela del patrimonio marittimo) chiede sempre in modo sempre più pressante di rinnovare le proprie flotte secondo standard più sostenibili. Una politica green insostenibile, a detta delle compagnie, per via della decrescita del settore dopo la crisi economica del 2009.
Oggi il turismo crocieristico è in costante crescita, in base ai dati emersi al Seatrade di Miami. Al livello globale, nel 2024 i crocieristi sono stati oltre 35 milioni, il 7% in più dell’anno precedente. Secondo le stime nel 2025 saranno il 7,5% in più, 15 milioni dei quali diretti verso l’Italia. Un dato economico incoraggiante che, a questo punto, è doverosa base di partenza per l’adeguamento delle nuove flotte. D’altronde per le compagnie è inevitabile, vista la politica ambientale sempre più esigente da parte delle istituzioni internazionali, prima fra tutte l’Europa, se non vogliono perdere le rotte di maggior rilievo turistico.
Il futuro della nave da crociera a motore a idrogeno
La Libra di Ancona è attualmente l’unico progetto di nave da crociera con motore a idrogeno in cantiere. Ma viste la direzione delle politiche ambientali a livello internazionale e la nuova tecnologia messa a disposizione, le commesse non tarderanno ad arrivare. La stessa Viking, committente della Libra, ha già richiesto a Fincantieri la costruzione della nave “sorella”, la Astra, che dovrebbe solcare i primi mari entro il 2027. Da parte della stessa compagnia altre due commesse di imbarcazioni a motore a idrogeno sono in ordine entro il 2031, anche se da Fincantieri non viene rivelato se verrà usata la stessa tecnologia.
D’altronde l’idrogeno non è l’unica soluzione sostenibile in circolazione, ma la più conveniente. Il 38% delle nuove richieste è per imbarcazioni con impianto GNL, gas naturale liquefatto trasformato in combustibile. Da un lato questa soluzione, afferma uno studio di Transport & Environment (società che si occupa di proporre nuove soluzioni per la mobilità a basse emissioni) garantirebbe meno emissioni di CO2. Dall’altro, il gas utilizzato in questo tipo di impianti, il metano, una volta bruciato emetterebbe un gas serra 80 volte più potente e dannoso. Lo stesso studio avverte come gli eco combustibili, o e-fuels, siano ad oggi l’unica strada percorribile da parte di questa industria. Ci auguriamo che anche altre compagnie seguano la stessa rotta indicata.

