Negli ultimi anni le montature degli occhiali sono state costruite con funzioni accessorie rispetto al semplice supporto di lenti correttive dei difetti di vista. Dotate di microcamere, consentono di scattare foto e fare filmati da condividere sui social. Integrate con recettori Bluetooth, possono essere validi sostituti delle cuffie auricolari per rispondere al telefono.

Ma d’ora in poi le montature degli occhiali diventeranno anche amplificatori acustici, ovvero uno strumento per migliorare l’udito. Recentemente infatti, la tecnologia dell’assistenza uditiva ha ampliato la sua offerta con l’introduzione sul mercato degli occhiali uditivi. Questi dispositivi integrano la tecnologia dell’amplificazione acustica per le persone affette da ipoacusia, con la comodità e la discrezione di un paio di occhiali.

Cosa sono gli occhiali uditivi?

Gli occhiali uditivi sono stati progettati dalla startup israeliana Nuance Audio. Essi integrano un sistema a sei microfoni asimmetrici gestiti da un algoritmo direttamente nella stanghetta di comuni occhiali da vista. Funzionano catturando la fonte del suono verso cui è rivolto lo sguardo di chi li indossa, fino a una distanza di circa due metri.

La tecnologia Bluetooth consente di connettersi a dispositivi come smartphone, televisori o lettori musicali per modificare le caratteristiche di amplificazione del segnale sonoro. Alcuni modelli offrono la possibilità di regolare il volume e altre impostazioni tramite un’applicazione mobile.

Questa combinazione unica promette di rendere gli occhiali uditivi una soluzione popolare per chi necessita di assistenza uditiva, oltre che di correzione dei difetti di vista: situazioni spesso coesistenti nelle persone di età avanzata.

Vantaggi: convenienza e discrezione

  • Discrezione: poiché gli altoparlanti sono integrati nella montatura degli occhiali, la presenza di dispositivi uditivi diventa invisibile agli altri. Questo può rappresentare un vantaggio “estetico” per chi è affetto da deficit uditivi già in età lavorativa e trova poco conveniente farlo notare ai colleghi o al pubblico di riferimento.
  • Convenienza: gli occhiali per sentire eliminano la necessità di indossare contemporaneamente dispositivi visivi e uditivi separati. In ciò offrono una soluzione pratica per coloro che necessitano di assistenza uditiva oltre che di correzione del deficit visivo. Oltre alla convenienza pratica c’è anche quella economica: gli occhiali uditivi hanno un costo inferiore rispetto alla somma di occhiali da vista e apparecchio endoauricolare (ossia quello comune che si inserisce nel condotto uditivo esterno).
  • Tecnologia avanzata: molte versioni di occhiali per sentire offrono funzionalità avanzate: tra queste la connettività Bluetooth, il controllo tramite app e la riduzione del rumore ambientale. Tutte queste funzioni sono programmabili facilmente dal proprio cellulare adattando i benefici del sistema di amplificazione dei suoni alle situazioni di vita quotidiana. Questo in genere non è possibile per i dispositivi endoauricolari che hanno perlopiù una taratura programmata.

Limiti: non per tutti i deficit uditivi

Nonostante i numerosi vantaggi, ci sono alcuni limiti da considerare quando si decide di utilizzare gli occhiali per sentire. Attualmente il loro beneficio è limitato ai deficit uditivi di grado lieve e moderato. Pertanto non possono sostituire i dispositivi endoauricolari quando il paziente è affetto da deficit uditivi neurosensoriali di grado elevato. Inoltre la durata della batteria e la qualità del suono possono variare tra i diversi modelli attualmente in commercio.

Il futuro: occhiali uditivi con IA e realtà aumentata

Sono numerose le ricerche e gli sviluppi nel settore dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata. Questi potranno rendere i dispositivi sempre più versatili per chi necessita di assistenza uditiva, calibrando il target acustico ai vari ambienti. Ormai sono realtà occhiali intelligenti che permettono di trascrivere in tempo reale ciò che le persone dicono attraverso sottotitoli che appaiono sulle lenti tramite realtà aumentata.

Altre aziende utilizzano l’IA per eseguire una traduzione simultanea che viene visualizzata sulle lenti, permettendo così di superare sia i problemi di udito, sia le barriere linguistiche.

Ma probabilmente il traguardo più affascinante sarà la realizzazione di dispositivi, attualmente allo studio, arricchiti di sensori tattili o con funzione di vibrazioni ossee. Tali dispositivi potranno rendere i suoni percepibili anche a chi non è più in grado di sentirli: un ausilio sociale che si preannuncia di valore immenso.

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Michele Vetrugno

Michele Vetrugno, medico oculista da più di 30 anni, con la passione per la chirurgia e la scrittura. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su tematiche di ricerca clinica e chirurgica.

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