Manina Consiglio, napoletana, insegnante di filosofia in pensione, ha scelto di vivere in Madagascar e di aiutare la popolazione locale ad uscire dall’indigenza, in particolare i bambini. Manina arrivò a Nosy Be, isola al largo della costa malgascia nord-occidentale, nel 1997 come turista per trascorrervi le vacanze natalizie.Non ero andata a fare la missionaria” ha dichiarato Manina “cercavo un luogo per scrivere e pescare, volevo fare il punto della mia vita. Nosy Be, “isola grande”, a nord ovest del Madagascar, nel canale del Mozambico, è il posto dove ho scelto di vivere”.

Dopo il trasferimento, Manina cominciò a pagare di tasca propria la retta scolastica a diversi bambini e a stipendiare direttamente alcuni maestri, ma in poco tempo le richieste si moltiplicarono. E così nel 2001 venne costruita la prima scuola gratuita, battezzata “Tsaiky Tsara” – che si pronuncia “cechi ciara” e che in malgascio significa “bambini buoni”, e nel 2004 venne fondata l’associazione “I bambini di Manina” – che ad oggi ha costruito oltre 200 scuole materne e primarie in tutto il paese, alle quali accedono gratuitamente più di 12.000 bambini e vi lavorano oltre 250 malgasci.

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I Bambini di Manina

“Tutto ciò che è stato costruito è di proprietà dei malgasci, e resterà al popolo malgascio”  ha spiegato Manina. Tutti gli edifici costruiti dall’associazione, infatti, si trovano su terreni demaniali e appartengono alla popolazione locale, e tutto il personale impiegato delle strutture è malgascio. Questa è l’idea che sta alla base del progetto: semplice e “senza troppe pretese”, ma efficace e rivoluzionaria. Non si limita al semplice assistenzialismo a breve termine, ma …..

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Laura Pavesi

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