Il “Buono che Avanza” è una rete di ristoranti ad “avanzi zero”: si tratta di un progetto nato a Milano nel 2010, nel quale i ristoratori aderenti all’iniziativa propongono ai propri clienti di portarsi a casa gli alimenti e il vino che sono avanzati a fine pasto. Scopo del progetto è contrastare la pessima abitudine di gettare nella spazzatura alimenti che sono ancora perfettamente idonei al consumo. Infatti, anche con un piccolo gesto, apparentemente insignificante come portarsi a casa i resti di un pasto consumato al ristorante, può aiutare a contrastare la tanto diffusa “cultura dello spreco”.

I ristoranti aderenti a “Il buono che avanza” sono dotati di materiale informativo (è possibile riconoscerli dal logo esposto all’entrata, mentre sui tavoli i clienti trovano il volantino che spiega nei dettagli il progetto) e di appositi sacchetti (detti anche “doggy bags”) con cui è possibile portarsi a casa gli avanzi del pasto. “Chi non riesce a finire il proprio cibo e il proprio vino e vuole portarlo a casa, sarà dunque certo che la sua richiesta non sarà considerata solo legittima, ma addirittura gradita”.

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“Il nostro intento” – ha dichiarato Massimo Acanfora, portavoce di “Cena dell’amicizia onlus” – “è innanzitutto quello di sensibilizzare sul fatto che lo “spreco” è esso stesso cibo e che nel continuare a sprecare perpetuiamo la condizione di fame di una grossa parte della popolazione mondiale. Passare questo messaggio attraverso i ristoranti ha significato per noi usare uno strumento vicino alle persone, che ci permettesse di aprlare alla gente proprio lì dove lo spreco spesso viene messo in atto”. L’associazione, che… 

Continua a leggere questa storia su Shinynote.com  in collaborazione con BuoneNotizie.it*

 

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Laura Pavesi

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