L'ombra di un volto femminile al tramonto, il profilo di uno spicchio di luna stagliato nel cobalto del cielo, una donna vestita di bianco sullo sfondo di un paesaggio innevato, un ingarbugliato groviglio di fili e di cavi che fa da cornice al veloce via vai di una caotica megalopoli. Personali punti di osservazione, a volte opere d'arte, a volte semplici suggestioni visive capaci di suscitare emozioni nell'occhio di chi scatta. Immagini che, tanto nel primo quanto nel secondo caso, definisco, con coraggio, incoscienza e emotività il senso del far fotografia nella era contemporanea.

E' questo l'obiettivo di Public Gallery , nuovo progetto della start up veronese Public Gallery che dopo l'esperienza di Blindonkey, come associazione culturale, lancia una piattaforma web di condivisione fotografica, pensata per far interagire fotografia ed arte contemporanea con le nuove tecnologie, in cui gli utenti stessi sono chiamati a dar voce e testimonianza alle trasformazione in atto che mutano percezione e utilizzo del mezzo fotografico. 
Uno spazio democratico perchè assolutamente gatuito dove fotografi professionisti ma anche amatoriali possono caricare e vedere pubblicate nella gallery i porpri scatti. Era dai tempi John Szarkowski che la fotografia non era così libera di aprirsi ai mutamenti. Una sfida affascinante raccolta da Public Gallery, che pone, quale unico limite alla libertà di espressione fotografica quello di non pubblicare fotografie in cui siano presenti persone riconoscibili, messaggi politici, pubblicità e nudità. Il resto, garantiscono i fondatori “

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