L’oleoturismo è un settore del turismo enogastronomico italiano in ascesa che si basa sulla valorizzazione del prodotto chiave della dieta mediterranea: l’olio d’oliva. Celebra non solo la bellezza degli oliveti secolari e la ricca tradizione italiana legata all’olio, ma rappresenta anche “un’opportunità di rilancio di luoghi e comunità, simbolo della difesa di uno stile di vita e di una battaglia per la sopravvivenza dei nostri paesi, quali le Città dell’Olio italiane”, commenta Michele Sonnessa, Presidente Città dell’Olio.

Italia: terra di olivi e di oleoturismo

La tradizione dell’olio di oliva si annovera in epoca pre-italica. Grazie all’olio d’oliva, l’Italia ha sviluppato, nei secoli, un’economia fatta di olivicoltori, frantoiani e mercanti che hanno plasmato i territori e creato una civiltà dell’olivo. Un’eccellenza produttiva del nostro Paese che, alla stregua della vite e di alcuni cereali, ci ha regalato un patrimonio di inestimabile valore che dobbiamo valorizzare e salvaguardare: un’opportunità di rilancio di luoghi e comunità. Uno degli aspetti più affascinanti dell’oleoturismo è proprio la possibilità di entrare in contatto con le comunità locali e le loro tradizioni secolari.

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Il turismo dell’olio o oleoturismo entra nel quadro legislativo italiano: per la prima volta, con l’approvazione della Legge di Bilancio 2020, che estende le disposizioni previste per l’enoturismo anche alle imprese del comparto produttivo dell’olio d’oliva. Solo nel febbraio 2022 vengono pubblicate in Gazzetta Ufficiale le “Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività”.

Oleoturismo: il primo rapporto annuale

In occasione del Concorso Nazionale Ercole Olivario 2024, tenutosi il 5 e 6 aprile a Perugia, si è dato il via alla partnership tra i più importanti attori italiani del mondo dell’olio. Grazie alla sinergia tra le associazioni Città dell’Olio, Unaprol-Coldiretti e Roberta Garibaldi (Docente universitario e Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Gastronomico) si è presentato il primo report di settore e la nascita di un portale interamente dedicato all’oleoturismo.

Il sito turismodellolio.com è già online e non è soltanto una vetrina, ma offre la possibilità di acquistare i pacchetti turistici offerti delle aziende individuate come eccellenze italiane. Sono già oltre 300 le exeperience da scegliere e il numero è destinato ad aumentare. In comunione d’intenti è sancita la nascita di un vero e proprio centro studi sull’oleoturismo che effettuerà il controllo sul rispetto, da parte delle aziende produttrici di olio Evo, dei criteri fondamentali della buona accoglienza in azienda – condizione necessaria per l’inserimento in piattaforma – favorendo inoltre la commercializzazione delle esperienze oleoturistiche a livello nazionale e internazionale.

I dati del rapporto sul turismo dell’olio

La produzione mondiale d’olio d’oliva è concentrata nel bacino del Mediterraneo e l’Italia è indubbiamente tra i Paesi europei protagonisti. Secondo il Rapporto sul Turismo dell’Olio – Prima edizione 2024 di Roberta Garibaldi, il Belpaese è al secondo posto, subito dopo la Spagna, per produzione ed esportazione, e al primo posto per consumo e importazione. Conta 619 mila imprese olivicole con 4.319 frantoio attivi ed è custode della più importante biodiversità mondiale olivicola con oltre 540 cultivar (le varietà agrarie di una specie botanica). Un immenso oliveto che si estende per circa 1,16 milioni di ettari da Nord a Sud dello Stivale e ci regala 42 marchi DOP e 8 marchi IGP.

Il turismo enogastronomico italiano nel 2023 conta circa 9,6 milioni di presenze e rappresenta circa il 58% del totale del comparto, registrando il 37% in più rispetto al 2016. “I livelli di fruizione delle esperienze a tema olio tendono ad essere più bassi rispetto ad altre proposte più affermate come quelle a tema vino, anche per via della loro attuale minore diffusione. Stiamo ora assistendo ad un’evoluzione nell’approccio aziendale al turismo con la nascita di proposte sempre più strutturate e diversificate, analogamente a quanto avvenuto per le cantine”.

Il settore presenta potenzialità inespresse, pertanto, sostenerne lo sviluppo è fondamentale. Si stanno proponendo esperienze in cui la scoperta e la degustazione delle produzioni olivicole locali si abbinano alla visita dei luoghi e dei territori di produzione, alla conoscenza della cultura, delle tradizioni e della gente che li vive. L’interesse dei turisti, inoltre, concorre ad accrescere l’attenzione a tutti i livelli verso la tutela del paesaggio olivicolo. Concludendo, Roberta Garibaldi afferma che “Le ricadute positive sono parimenti di natura sociale, poiché l’oleoturismo stimola la riscoperta del patrimonio immateriale fatto di identità, tradizioni, valori e usanze e alla sua tutela diffusa“.

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Marco Russo

Laureato in Scienze, Culture e Politiche della Gastronomia seguo e studio il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Aspirante giornalista pubblicista tratto inoltre temi legati all'attualità, all'arte e allo sport. Seguo il corso di giornalismo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo.

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