Le malattie degenerative impattano sulla salute dei pazienti, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psichico. Un nuovo studio, pubblicato a dicembre 2023 e ad aprile 2024 sulla rivista scientifica internazionale Journal of Alzheimer’s Disease, dimostra che l’alimentazione corretta ha un impatto positivo nel contrasto all’insorgenza dell’Alzheimer: quali diete (intese come “regimi alimentari specifici”) sono efficaci nel contrastare l’Alzheimer?

Caratteristiche delle malattie degenerative 

Le malattie degenerative causano il deterioramento dei neuroni e la perdita delle funzioni cerebrali. Le patologie neurodegenerative più diffuse sono: il morbo di Parkinson, la corea di Huntington, il morbo di Alzheimer. Comportano deficit cognitivi, difficoltà nel parlare, nel muoversi e nel ricordare episodi del passato, recente o remoto. Le malattie degenerative hanno un carattere trasmissibile o non trasmissibile. Se l’origine delle patologie è di tipo genetico, il carattere è trasmissibile. Se la natura della malattia è riconducibile a fattori esogeni al paziente (stile di vita ed esposizione a fattori di rischio), si definiscono non trasmissibili.

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Uno studio, recentemente pubblicato, sostiene che una corretta dieta aiuti a contrastare l’insorgenza di malattie come l’Alzheimer. Un piano di prevenzione, che comprenda anche una corretta alimentazione, può contribuire a contrastare l’insorgenza, o a rallentare il decorso.

I numeri dell’Alzheimer in Italia

Per avere un’idea delle dimensioni del fenomeno Alzheimer, occorre valutarne i numeri. Le malattie degenerative sono oggetto di continuo studio e approfondimento. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2021, 55 milioni di persone avevano una forma di demenza ed erano destinate a diventare 78 milioni entro il 2030 e 139 milioni entro il 2050. In Italia, l’Associazione Italiana Malati di Alzheimer riporta che i casi, annualmente diagnosticati, siano circa 70000. Curare un malato di Alzheimer è molto costoso: secondo la fondazione Veronesi, l’80% dei costi, tra assistenza e cure, sono a carico della famiglia del paziente. 

La dieta che rallenta l’incedere dell’Alzheimer

William Grant, fisico al Sunlight Nutrition and Health Research Center di San Francisco (California, USA) e Steven M. Blake, in servizio al centro di Neuroscienze Nutrizionali della Maui Memory Clinic (USA) hanno portato avanti uno studio sugli efetti dell’alimentazione nei malati di Alzheimer, pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease. Gli sviluppi della loro ricerca hanno dimostrato che abitudini alimentari più salutari si collegano ad un invecchiamento biologico più lento e a minori possibilità di sviluppare demenza.

Lo studio ha messo a confronto quattro diete (intese come modelli alimentari): il modello occidentale, in cui la maggior parte del fabbisogno calorico è apportato da alimenti di origine animale; la dieta DASH (acronimo inglese di Dietary Approaches to Stop Hypertension, approcci alimentari per fermare l’ipertensione), a base di cereali integrali, frutta (fresca e secca), verdura, oli vegetali, legumi; la tradizionale dieta mediterranea; la dieta MIND (un misto tra i modelli DASH e mediterranea).

Gli ultimi due modelli alimentari – DASH e MIND – sarebbero in grado di contrastare l’insorgere dell’Alzheimer, poiché prevedono un consumo di alimenti con zuccheri e grassi idrogenati nettamente minore rispetto agli altri. Lo studio ha evidenziato che:

  • il consumo di alimenti contenenti zuccheri aumenta la produzione di lipidi e l’accumulo di tessuto adiposo;
  • l’adipe in eccesso agevola la circolazione di radicali liberi, che provocano infiammazioni del sistema nervoso e conseguenti danni ai neuroni;
  • si è visto che, nelle persone obese, l’entità del danno neuronale causato dall’eccesso di lipidi e dall’insulino-resistenza è simile all’entità del danno nei pazienti affetti da Alzheimer.

Il modello di dieta mediterranea si rivela efficace nel contrasto alle patologie degenerative e conferma, ancora una volta, l’affidabilità dei principi sui quali si basa.

L’alimentazione diventa così uno degli elementi più importanti per la prevenzione e il rallentamento delle malattie neurodegenerative.

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Donatella Bruni

Mi occupo di economia, lavoro e società, con uno sguardo alle dinamiche del lavoro, ai consumi e ai cambiamenti del mondo che ci circonda (fisico e digitale). Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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