L’ascensione dei social media, scelte come fonti primarie per la distribuzione e il consumo di notizie, ha segnato una svolta epocale nel settore del giornalismo. Questi strumenti digitali hanno da un lato facilitato e dall’altro complicato il flusso informativo, rendendo imperativo per i giornalisti digitali sviluppare una profonda comprensione tecnica e strategica della loro utilità e del loro funzionamento. Infatti, oggi il lavoro del giornalista non finisce con la pubblicazione dell’articolo, ma continua con la sua diffusione.

Il percorso formativo per diventare giornalista pubblicista ideato dall’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo include uno specifico corso “Giornalismo e social media” che indaga il ruolo dei social nell’ecosistema attuale dell’informazione e fornisce agli addetti ai lavori degli strumenti pratici per la comprensione e l’utilizzo dei social.

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L’interazione con il pubblico riveste un ruolo importante

La natura bidirezionale dei social media implica una gestione attiva e consapevole delle interazioni con il pubblico che legge i titoli o gli interi articoli giornalistici. I giornalisti devono essere formati sulle dinamiche della comunicazione online ed essere consapevoli delle attività di pubblicazione dei contenuti che hanno un impatto diretto sulla visibilità dei loro testi. Diventa fondamentale comprendere e monitorare variabili come il coinvolgimento del pubblico, la frequenza di condivisioni, commenti e like sia per mettere in atto tecniche di autopromozione e personal branding, sia per acquisire consapevolezza su quali siano i contenuti capaci di cogliere l’interesse del pubblico.

L’adozione di strumenti di gestione dei social media, come Hootsuite o Buffer, può essere un valido aiuto per programmare contenuti secondo un piano editoriale prestabilito e monitorare diversi flussi di informazioni simultaneamente, permettendo ai giornalisti di mantenere una presenza costante sui social media e offrire tempestivamente informazioni di qualità.

Non tutti i social sono uguali

Oggi sono disponibili sul mercato diverse piattaforme di social media che differiscono sia per specificità tecniche che influenzano il modo in cui i contenuti vengono meglio consumati che per il target di consumatori che le frequentano e che usufruiscono dei loro contenuti. I giornalisti devono interrogarsi quale strumento sia più idoneo per la corretta veicolazione dei loro testi: la strategia del presenziare tutti i tipi di social media, senza chiedersi se ci sia un allineamento tra target dei consumatori e servizio offerto non porterà ad un utilizzo efficace delle piattaforme digitali.

Gli algoritmi di ciascun social media premiano in termini di visibilità i contenuti che rispecchiano maggiormente gli obiettivi di crescita della piattaforma stessa, per questo motivo è bene comprendere le logiche di valutazione prima di intraprendere una comunicazione specifica.

Facebook ad esempio si appoggia all’algoritmo EdgeRank che determina quale contenuto far apparire nel news feed degli utenti, meccanismo diverso dal sistema di ranking di Twitter che privilegia la tempestività e la rilevanza dei tweet. La conoscenza di questi meccanismi è fondamentale per ottimizzare la visibilità e l’efficacia dei messaggi giornalistici.

L’importanza del piano editoriale sui social media

Il corso “Giornalismo e social media” del percorso Diventare Giornalista pone ampiamente l’attenzione su come si deve strutturare un piano editoriale per renderlo realmente efficace. Il piano editoriale è un documento che aiuta i giornalisti a strutturare la frequenza, il timing e la tipologia dei contenuti pubblicati, assicurando coerenza e rilevanza rispetto agli obiettivi editoriali e alle aspettative del pubblico, rappresenta il fulcro strategico per la gestione dei contenuti sui social media.

L’implementazione di un piano editoriale efficace richiede l’uso di strumenti di pianificazione, come un calendario o un file condiviso con l’intera redazione, oppure sistemi ad-hoc come Sprout Social o Trello, che permettono la programmazione e l’analisi dei post per massimizzare il coinvolgimento e la visibilità.

L’integrazione tra capacità giornalistiche e competenze tecniche rappresenta la frontiera dell’informazione nell’era digitale. Gli aspiranti giornalisti devono pertanto dotarsi di nuove competenze digitali e imparare a utilizzare i social al meglio per veicolare articoli e contenuti.

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Chiara Bastianelli

Laurea in Economia e Direzione Aziendale.Project manager in una società di consulenza strategica per le imprese.Appassionata di aziende, finanza e letteratura.

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