Il Giro d’Italia 2024 sta facendo appassionare sempre più persone al mondo del ciclismo italiano. Ma come nascono i campioni di domani? Come si allena e come vive un ciclista sportivo? Pietro Mattio, promessa della Nazionale Italiana di Ciclismo Under 23 e Claudio Mattio, ex-ciclista e direttore sportivo, ci introducono a questo sport fatto di passione e sacrificio.

Il ciclismo e i giovani: i campioni di domani

Il ciclismo è una delle attività sportive più conosciute e seguite nel panorama agonistico italiano. Pur essendo incentrato sulle prestazioni del singolo, il ciclismo è considerato uno degli sport di squadra per eccellenza: ne sono prova i grandi successi ottenuti dai ciclisti italiani nel corso della sua lunga storia.

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Eppure, dando un rapido sguardo a quella che è la situazione legata ai giovani, il ciclismo è praticato dal 33% degli sportivi e maggiormente diffuso fra coloro che si trovano sopra i 35 anni di età. I dati Istat, infatti, raccontano di un Paese ancora a forte tradizione “calcistica”.

Fra tradizione e orgoglio: il Giro d’Italia 2024

Una storia di forte tradizione e grande orgoglio nazionale legata soprattutto al Giro d’Italia, la corsa a tappe di ciclismo su strada che si svolge una volta l’anno fra le strade del Bel Paese. Istituita nel 1909 e organizzata dal quotidiano sportivo milanese, La Gazzetta dello Sport, è fra le manifestazioni di settore più importanti al mondo assieme alla Vuelta spagnola e al Tour de France.

Proprio in questi giorni, si sta svolgendo l’edizione numero 107 del Giro d’Italia, competizione inserita nel World Tour professionistico dall’Unione Ciclistica Internazionale. Cominciata lo scorso 4 maggio con la tappa da Venaria Reale a Torino, il percorso del Giro d’Italia 2024 prevede una media di 162 km a gara e un totale di 3.400 km complessivi. Inoltre, i 44.650 metri di dislivello presenti lungo l’intero programma di quest’anno, rendono la manifestazione ancor più difficile e aperta a colpi di scena inaspettati.

Il 26 maggio sarà la data valida per l’ultima tappa in programma a Roma: un’altra storica edizione scriverà l’ennesima pagina del ciclismo italiano e non solo.

Ciclismo italiano: Pietro Mattio e i sacrifici di un diciannovenne

Tornando al rapporto fra ciclismo italiano e giovani, abbiamo intervistato l’azzurro Pietro Mattio. Fresco di secondo posto nella prima tappa dell’Orlen Nations Grand Prix, disputatasi in Repubblica Ceca, è un diciannovenne originario di un piccolo paesino del Piemonte.

Nato e cresciuto in una famiglia di ciclisti ha risposto alle nostre curiosità sulla vita di un giovane sportivo. «Questa vita è piena di soddisfazioni, ma anche di grandi sacrifici. Ho fatto la maturità l’anno scorso. Poi sono subito partito per una gara a tappe, senza neppure sapere il mio voto finale. Nonostante tutto, sono circondato da ragazzi che, come me, cercano di diventare i prossimi protagonisti del Giro d’Italia o del Tour de France».

Al servizio del team olandese Visma Lease a Bike under-23 e atleta della Nazionale Italiana di Ciclismo, il diciannovenne si allena regolarmente fra Italia e Olanda, disputando gare in tutto il mondo. Il tutto, al fianco di campioni di grande richiamo internazionale come Van Alert e Vingegaard. Seguire l’esempio di corridori al top della carriera è un’opportunità di crescita rara, sviluppo che Pietro auspica anche al movimento azzurro.

«Spero che il ciclismo italiano, e non solo, continui a crescere e a sfornare giovani leve perché è uno sport bellissimo. Questa vita consente di viaggiare in luoghi magnifici e permette di conoscere persone di Paesi diversi, ma che parlano la lingua comune della bicicletta. Per questo, non mi pesa non fare festa al sabato sera, ma mi riempie di entusiasmo pedalare e allenarmi. Il mio prossimo obiettivo è il Giro d’Italia Under 23 a inizio giugno». 

Lo stato di salute del ciclismo italiano

Nel tentativo di comprendere meglio quello che è il rapporto fra ciclismo italiano e giovani, abbiamo intervistato Claudio Mattio, zio di Pietro, ex ciclista e presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Vigor Cycling Team.

Da sempre vicino al mondo della bicicletta, ha risposto così alla questione: «In questi anni ho intravisto una decrescita generale del numero di giovani che si sono avvicinati al ciclismo, anche se come associazione abbiamo comunque registrato numeri positivi. Abbiamo, infatti, circa 150 ragazzi iscritti. Il nostro fiore all’occhiello è stata Elisa Balsamo, campionessa del mondo professioniste 2021 e qualificata per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi di Parigi 2024».

Sempre sul rapporto fra giovani e ciclismo italiano, Claudio Mattio aggiunge «per risollevare il sistema, e parlo anche di quello non agonistico, bisogna che ci sia voglia di contatto con la natura, meno social e desiderio di respirare libertà. Mi preoccupa molto anche l’atteggiamento delle famiglie, una sorta di protezione preventiva dettata dalla paura che possa succedere qualcosa di brutto durante l’attività ciclistica».

Insomma, un rinascimento del ciclismo italiano passa e passerà dalle famiglie. Vivere lo sport come un’opportunità e non come un pericolo è la chiave per un graduale ritorno allo splendore di un tempo.

I ciclisti della nazionale italiana under 23 all'Orlen Nations Grand Prix 2024, foto Claudio Mattio

I ciclisti della nazionale italiana under 23 all’Orlen Nations Grand Prix 2024

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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