La scelta dell’università per molti neodiplomati diventa una tappa fondamentale che non riguarda solo la formazione accademica, ma definisce anche il futuro professionale e personale. Tuttavia, l’orientamento universitario non è sempre facile, soprattutto se non si hanno le idee chiare.

Per aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con consapevolezza il percorso accademico giusto, il Censis pubblica da oltre vent’anni una delle classifiche più attese. Attraverso l’analisi di una serie di parametri, l’Istituto valuta la performance degli atenei statali e non statali, offrendo una panoramica che va oltre la reputazione.

Di seguito, ne riportiamo i punti salienti e forniamo una chiave utile su come interpretarli.

Metodologia Censis: capire i criteri

La classifica Censis è una valutazione del sistema universitario italiano basata su indicatori oggettivi. Tra gli indicatori rientrano le strutture disponibili come aule, laboratori e biblioteche; i servizi offerti agli studenti come mense, alloggi e borse di studio; i rapporti internazionali (studenti stranieri iscritti e la mobilità in entrata o in uscita); l’occupabilità, ovvero il tasso di occupazione dei laureati a un anno dal titolo, e le comunicazioni e servizi digitali forniti dall’università.

La costruzione di tali indicatori si basa su dati autorevoli provenienti dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca), dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ e dal Consorzio AlmaLaurea, per garantire una base solida e affidabile per un corretto orientamento universitario per le nuove matricole.

È importante distinguere l’approccio Censis dalle altre classifiche internazionali, come i Qs World University Rankings. Questi ultimi valutano le università a livello mondiale, tenendo conto della reputazione accademica, del rapporto tra docenti e studenti, delle citazioni per pubblicazioni e docenti internazionali. Il Censis, invece, offre una visione mirata al contesto italiano, mettendo in risalto i servizi agli studenti e le prospettive di carriera.

Eccellenza per categoria: confronti realistici tra atenei

La classifica dimostra che non esiste un’università perfetta, ma che l’eccellenza varia in base alla categoria e alle dimensioni dell’ateneo, rendendo il confronto più realistico e utile per l’orientamento universitario. Ad esempio, un’università con più di 40.000 iscritti non potrà mai essere paragonata con una che ne ha solamente 10.000.

Tra i mega atenei (più di 40.000 iscritti), l’Università di Padova eccelle nei servizi digitali. L’Università di Bologna si distingue per la sua alta percentuale di studenti internazionali, e La Sapienza di Roma per strutture e laboratori.

Tra i grandi atenei (tra 20.000-40.000 iscritti), la Calabria si posiziona al primo posto grazie ai servizi agli studenti, mentre Parma, Pavia, Salerno e Catania si distinguono per comunicazioni e servizi digitali, offrendo canali informativi chiari, piattaforme online accessibili per la didattica, procedure amministrative e supporto agli studenti.

L’università di Trento è leader tra i medi atenei statali (20.000-10.000 iscritti) per il numero di studenti internazionali, seguita da Udine per le strutture. Infine, l’Università di Camerino primeggia tra i piccoli atenei, premiata per le strutture, seguita da Macerata, Reggio Calabria e Teramo. Tra le università private, la Luiss, tra gli atenei di grandi dimensioni, eccelle nel sostegno economico agli studenti con borse di studio, e la Lumsa, tra quelli medi, in comunicazioni e servizi digitali.

5 consigli pratici: come usare la classifica per l’orientamento universitario

La classifica è uno strumento prezioso, ma non l’unico. È fondamentale integrare i dati con una riflessione personale e una ricerca approfondita. Ecco alcuni consigli per un orientamento universitario consapevole:

  • valutare i propri interessi e passioni: scegliere corsi che suscitano un reale coinvolgimento;
  • approfondire i piani di studio: confrontare i programmi per capire quali materie vengono insegnate e con quale approccio;
  • visitare gli atenei e le città: partecipare agli open day per vivere l’atmosfera del campus e il loro contesto;
  • considerare i test di ingresso: usarli come indicatore per capire se la strada che si sta intraprendendo è quella giusta;
  • informarsi sulle opportunità post-laurea: valutare tirocini, partnership o specializzazioni offerti dall’ateneo.

Classifica Censis: un punto da cui partire per il proprio orientamento universitario, non un punto d’arrivo

La classifica Censis è uno strumento importante per l’orientamento universitario. Fornisce una guida obiettiva con dati concreti su strutture, servizi e prospettive degli atenei. La scelta dell’università ideale non è però una questione di posizione in una graduatoria, ma di allineamento tra aspirazioni, passioni e offerta formativa.

Pertanto, la classifica può essere utilizzata come una bussola per orientarsi: è importante considerare le proprie aspirazioni, esplorare i piani di studio e individuare il percorso che meglio rispecchia la propria identità. Perché il successo inizia con la consapevolezza di sé.

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Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma.

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