L’adolescenza è l’età in cui tutto viene messo in discussione, soprattutto se stessi. L’adolescente attraversa cambiamenti fisici, neurologici e psicologici che, uniti a fattori culturali e sociali, ne determinano l’identità adulta. Durante questo periodo i ragazzi sviluppano anche la loro identità sessuale, traguardo non sempre facile da raggiungere. L’organizzazione Mondiale della Sanità Europa (OMS Europa) ha tracciato delle linee guida utili soprattutto ai familiari, per creare un ambiente sereno, nel quale i ragazzi possano sviluppare la propria identità sessuale.
Identità sessuale: esperienze diverse, nessuna sbagliata
Nelle scuole italiane l’educazione sessuale non è obbligatoria, condizione che spesso delega ai genitori e agli adulti più vicini all’adolescente il compito di istruirlo su questo tema, affiancandolo e aiutandolo nella definizione di sé.
A volte, riconoscere la propria identità sessuale risulta complesso. Alcuni adolescenti possono identificarsi immediatamente in un genere e avere un orientamento sessuale ben definito, mentre altri possono riconoscersi in un genere diverso rispetto al proprio sesso biologico, o, anche, sentire la necessità di vivere esperienze con persone di entrambi i sessi. Si tratta di avvenimenti normali, basti pensare che l’International Statistical Classification (ICD) ha recentemente derubricato la disforia di genere, cioè il non riconoscersi nel proprio sesso di nascita, dalla lista delle patologie psichiatriche.
Adolescenti e sessualità: i consigli dell’OMS
L’OMS sottolinea come gli adolescenti abbiano il diritto di ricevere informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti della sessualità
. Ciò significa che il giovane deve essere sì informato sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e su come evitare gravidanze indesiderate, ma anche sulle emozioni e sensazioni che è normale provare durante la ricerca della propria identità sessuale.
Ciò “aiuta a sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque. I giovani – continua l’OMS – hanno bisogno di amore, spazi propri e sostegno nell’ambiente quotidiano per potersi formare una propria identità sessuale”. Tutto questo deve tradursi in un dialogo aperto, nel quale l’adulto mostri un atteggiamento accogliente e non giudicante. È importante invitare l’adolescente ad esprimere il proprio sentire senza provare vergogna, creando intorno a lui un ambiente inclusivo, sulla scorta del principio per il quale nessuna inclinazione o desiderio sono sbagliati.
Primi rapporti sessuali, un imprinting per la vita adulta
Individuare la propria identità sessuale è importante per affrontare serenamente i primi rapporti fisici. Il Dottor Roberto Todella, sessuologo e Presidente del Centro Interdisciplinare per la Ricerca e la Formazione in Sessuologia, in un suo articolo afferma che i primi rapporti sessuali fungono da imprinting per quelli successivi.
Vivere in adolescenza esperienze positive, capaci di soddisfare i propri bisogni relazionali e nelle quali trovare conferma sia della propria normalità anatomo-funzionale che del proprio orientamento sessuale, permetterà infatti di sperimentare una sessualità appagante in età adulta, sia sul piano fisico che psicologico. Scopri cos’è l’identità sessuale e come si sviluppa leggendo la versione integrale di questo articolo sul Web Magazine della Fondazione Patrizio Paoletti.