L’inclusione sociale è uno degli obiettivi primari della pratica sportiva che in Italia coinvolge anche chi ha gravi limitazioni.  In passato la pratica sportiva era preclusa ai disabili che oggi, con l’aumento delle infrastrutture e delle opportunità, sono molto più coinvolti nel mondo dello sport. Incentivare l’inclusione attraverso lo sport è fondamentale per una categoria di persone per le quali già è complicato svolgere le più normali mansioni quotidiane. I fondi dello Stato derivati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza agevoleranno il passaggio all’accesso sportivo per tutti.

L’inclusione sportiva: differenze tra Nord e Sud Italia

I dati Istat più recenti mostrano l’andamento dell’inclusione dei disabili nel mondo dello sport fino al 2021. Rivelano un incremento dell’attività fisica nelle scuole che coinvolgono sempre più chi è affetto da disabilità: il 94% degli studenti ha accesso alla pratica sportiva. Questi risultati fanno da cornice a un sistema scolastico italiano che sta finalmente iniziando a percepire la potenza dello sport come strumento di inclusione. La situazione cambia da Nord a Sud, il Mezzogiorno risulta più svantaggiato e conta la partecipazione al mondo dello sport solo del 13% degli individui con limitazioni funzionali meno gravi; dato che tende a salire nella media nazionale (20%) e che tocca picchi del 26% nelle regioni del Nord Est.

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Il modello Calabria per cancellare il divario tra Nord e Sud

La Calabria sta provando a limitare il gap col settentrione promuovendo l’inclusione attiva dei disabili attraverso le attività sportive. Il bando “Sport e disabilità” è un lavoro di concerto tra la regione e il dipartimento del lavoro e scadrà il 20 giugno. Gli enti erogatori si avvarranno dei finanziamenti regionali messi a disposizione dallo Stato per portare avanti il progetto. Gli interventi saranno finalizzati ad incentivare l’avviamento allo sport delle persone con disabilità garantendo il diritto alla pratica. L’inclusione sociale che ne deriverà non sarà da meno e rappresenterà una bella vetrina per la regione. Sono pochi, nel Nord Italia, gli Enti territoriali che hanno pensato di fare lo stesso.

Le risorse disponibili, pari a circa 1,2 milioni di euro saranno investite in ambito ludico-sportivo e agonistico. Parliamo di realizzazione di aree accessibili e attrezzate, soprattutto in prossimità di scuole, parchi e luoghi pubblici, dove garantire esercizio, interazione e socializzazione. D’altro canto chi pratica già una disciplina paralimpica potrà beneficiare della sovvenzione acquistando le attrezzature specifiche necessarie.

Il PNRR orientato all’inclusione sociale dei disabili nello sport

Se prendiamo in considerazione i numeri riguardo la pratica dello sport in Italia, senza includere gli individui affetti da disabilità, notiamo che solo il 40% della popolazione pratica esercizio con regolarità. Non c’è da stupirsi poi se il dato sull’accessibilità dei disabili allo sport sia così preoccupante; ma riflette a pieno quello che succede nella stragrande maggioranza della popolazione senza limitazioni. Su 3 milioni di persone con disabilità, pratica sport solo il 10% di chi ha limitazioni gravi e il 20% contando chi ha problematiche più lievi.

Parte dei finanziamenti del PNRR sono destinati alla promozione e alla diffusione della pratica sportiva che per i più giovani e chi è affetto da disabilità contribuisce all’inclusione sociale. Gli interventi promossi territorialmente, grazie ai fondi nazionali destinati alle regioni, prevedono il potenziamento delle infrastrutture che permettono l’accesso allo sport. In particolare il denaro verrà impiegato per migliorare le palestre aumentando l’efficienza energetica, recuperare le aree urbane e rigenerare le aree critiche, mantenere e completare gli impianti sportivi già esistenti. Sono in tutto 700milioni di euro le risorse di competenza del dipartimento per lo sport.

Come utilizzare i fondi del PNRR

I fondi che le regioni hanno destinato all’inclusione sociale dei disabili attraverso lo sport sono pochi milioni rispetto ai circa 35 per regione. Dalla Legge di Bilancio di fine 2022 infatti sono usciti fuori pochi interventi di promozione dell’attività sportiva paralimpica a dispetto dei buoni propositi del PNRR. Una misura di carattere sperimentale è stata intrapresa stanziando 5 milioni di euro a beneficio dell’intero territorio nazionale per erogare contributi per l’acquisto di protesi e ausili Hi-Tech per sportivi. I destinatari saranno tutti coloro che avranno bisogno di carrozzine, protesi e supporti per lo svolgimento di attività sportive di qualsivoglia genere. La fascia d’età a cui è destinata il bando è compresa tra i 10 e i 64 anni.

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Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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