Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il 28 aprile scorso, approva il decreto di investimento per 115 milioni di euro per finanziare i progetti faro. L’investimento finanzierà la realizzazione di 75 nuovi progetti di impianti di riciclo della plastica, compresi quelli recuperati in mare.

L’investimento del PNRR permetterà di innovare la filiera del recupero dei rifiuti plastici, favorendo principalmente quei progetti innovativi e di economia circolare che contribuiscano alla riduzione dell’impatto ambientale.

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Progetti faro: economia circolare e riciclo della plastica

I progetti faro sono soluzioni altamente innovative per il trattamento e il riciclo dei rifiuti provenienti dalle filiere strategiche individuate nel Piano d’Azione per l’Economia Circolare varato dall’Ue, come le apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE, inclusi pannelli fotovoltaici e pale eoliche), l’industria della carta e del cartone, il tessile, le plastiche. Per i rifiuti plastici, il finanziamento ai beneficiari consentirà la realizzazione di nuovi impianti di riciclo meccanico, chimico e i “plastic hubs” anche per recuperare il cosiddetto “marine litter”, ovvero i rifiuti marini creati dall’uomo è rilasciati deliberatamente o accidentalmente in un mare.

Il decreto estende la platea dei beneficiari già individuati dal precedente decreto grazie alla rimodulazione delle risorse non utilizzate per altre linee. «L’investimento del Pnrr – spiega il ministro Gilberto Pichetto – ci dà la possibilità di far crescere nel Paese una filiera dell’innovazione sul dirimente problema della gestione dei rifiuti plastici. Anche nel G7 in Giappone l’impegno preso è stato molto chiaro, con il target al 2040 per lo stop a nuovi rifiuti plastici: l’Italia vuole essere ancora una volta, come in altri settori del riciclo, riferimento virtuoso per l’affermazione dell’economia circolare».

Recupero della plastica in Italia: quante imprese ci sono e quanto producono

Secondo un report di Assorimap, l’associazione dei riciclatori, in Italia nel 2021 sono state prodotte tra gli 1,2 e 1,4 milioni di tonnellate di plastica riciclata, per un fatturato di quasi un miliardo di euro. Il comparto del riciclo della plastica in Italia è formato da 350 imprese localizzate soprattutto nel Nord Italia. Nel Nord Ovest, infatti, si concentra oltre il 40% degli impianti (con la Lombardia che spicca sul resto delle regioni). Segue il Nord Est con poco più del 25%, Sud e Isole con il 20%, chiude il Centro Italia con il 10%.

«Le azioni per ridurre la produzione di rifiuti sono mancate per 20 anni, ci siamo concentrati completamente sul riciclo – dichiara Helmut Maurer, ex funzionario della Direzione Economia Circolare alla Commissione Europea – il riciclo è un processo complesso con grande produzione di CO2». Secondo l’ex funzionario è fondamentale investire anche su progetti di economia circolare per il riuso della plastica se vogliamo ridurre l’impatto ambientale della plastica. Uno studio del laboratorio REF Eco-design in Italia il tasso di riuso della plastica è appena del 17%: per un prodotto nuovo occorre l’83% di plastica nuovo, che ha un costo molto inferiore rispetto a quella riciclata.

Riciclo e riuso della plastica: una nuova vita ai rifiuti

Il progetto Precious Plastic nasce nel 2012 come parte di uno studio di Dave Hakkens, designer industriale olandese, condotto per la Design Academy di Eindhoven. Dave durante i suoi studi sul riciclaggio realizzò 3 macchinari, dalle dimensioni ridotte, in grado di riciclare la plastica con il minore impatto ambientale.

Terminata la fase di sperimentazione i progetti sono stati messi in rete affinché fossero replicabili da tutti. Precious Plastic, è un progretto “open source” che ha come obiettivo la costruzione di una rete alternativa e sostenibile per il riciclaggio della plastica. La rete sostiene e incentiva l’apertura e il mantenimento di centri per il riciclaggio della plastica in tutto il mondo.

Il progetto PLASMARE – PLAStiche per nuovi MAteriali mediante un Riciclo Ecosostenibile – finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha come obiettivo primario l’individuazione di un processo sostenibile per la gestione dei rifiuti domestici rappresentati da plastiche dure non da imballaggio. Queste plastiche, solitamente smaltite in discarica, sono riciclate attraverso un processo industriale che ne permette poi il riutilizzo per la realizzazione di nuovi prodotti di eco-design.

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Vittorio Palmieri

Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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