Il Pnrr con i suoi progetti sociali interviene nel mondo dell’istruzione interviene su molti fronti: edilizia scolastica, riduzione dei divari territoriali, contrasto all’abbandono scolastico. In particolare, il Pnrr fa leva sullo sport per contrastare la povertà educativa minorile e sostenere la Next Generation. Una strategia adottata anche dalla Organizzazione non governativa Save the Children che opera in 119 stati, e che tramite lo sport promuove i diritti dei bambini.

Fare leva sullo sport contro la povertà educativa

La “povertà educativa” viene definita come “la privazione da parte dei bambini, delle bambine e degli adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni”. Strettamente legata alla condizioni economiche, questo tipo di povertà limita a ciascun minore la possibilità di immaginare il proprio futuro, aumentando il rischio di delinquenza.

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Infatti la povertà educativa vista con gli occhi dei ragazzi e ragazze, secondo quanto emerso dal progetto #liberailfuturo nel 2021, si esprime principalmente in episodi di razzismo e bullismo, nella mancanza di amicizie, nell’isolamento e nella non osservanza delle regole. Per molti di loro inoltre, questa povertà incide soprattutto sulla formazione della personalità. Vivere antipatie ed esclusioni è dovuto a fattori di carattere individuale che incidono in senso negativo sulla formazione di una personalità strutturata, in grado di trasformare la situazione di malessere in condizione di cambiamento verso un’esperienza di vita più positiva.

Fare leva sullo sport per incidere sulla formazione di una personalità strutturata, questo è lo scopo. Insegnare sin dall’infanzia, le capacità sportive e di risoluzione dei conflitti attraverso le regole di gioco significa insegnare loro come risolvere i conflitti in modo pacifico e rispettoso. Quando si sviluppano le capacità per risolvere i contrasti pacificamente, in età adulta si riesce a mediare in ogni occasione.

Fin dalla prima infanzia, le attività sportive possono ridurre la povertà incoraggiando la diplomazia, migliorando la salute, promuovendo l’uguaglianza di genere e aprendo le porte a opportunità di carriera.

Save The Children ai Campionati Europei di Pallavolo

Il 2 agosto 2023, Save the Children insieme alla FIPAV- Federazione Italiana Pallavolo ha annunciato un accordo per promuovere attività a sostegno a dei minori svantaggiati, in concomitanza dei Campionati Europei 2023. La collaborazione è nata per divulgare e promuovere le attività sportive tra i più giovani e sostenere i progetti dell’Organizzazione in Italia per il contrasto alla povertà educativa di bambine, bambine e adolescenti. La Federazione sosterrà, in particolare, i Punti Luce di Save the Children, spazi ad alta intensità educativa, che sorgono in quartieri svantaggiati e privi di servizi e che offrono gratuitamente ai minori fino ai 17 anni, un ambiente educativo ricco di opportunità.

Durante i Campionati Europei maschili e femminili di pallavolo, che si svolgeranno in Italia tra il 15 agosto il 16 settembre 2023, Save the Children sarà presente con uno spazio espositivo nelle città di Monza, Torino, Firenze, Perugia, Ancona, Bari e Roma.

Collaborazione, creatività, dedizione, ma anche spirito di squadra e resilienza nelle situazioni di difficoltà: da questi valori comuni nasce l’alleanza tra Save the Children e FIPAV per garantire il diritto alla salute, alla nutrizione, all’educazione e alla protezione dei minori in condizioni di difficoltà e per promuovere la valorizzazione dell’attività sportiva attraverso lo sviluppo di iniziative condivise rivolte a bambine, bambini e adolescenti in Italia.

Jiu Jitsu, lo sport che forma il carattere

Nel report di Save the Children 2023, l’Italia risulta tra i Paesi europei con la percentuale più alta di minorenni a rischio povertà ed esclusione sociale: quasi 1 milione e 400mila bambini. Contrastare la povertà educativa minorile è la vera sfida raccolta dal Pnrr. che ha come missione costitutiva proprio il miglioramento delle prospettive delle prossime generazioni.

Tra i progetti che fanno leva sullo sport c’è Rest-Art, realizzato nel Comune di Erice, provincia di Trapani è rivolto a minori che versano in condizioni disagevoli. A loro viene insegnato il Jiu Jitsu, l’arte dei samurai giapponesi. Una tecnica vantaggiosa sia per chi è iperattivo, che riesce cosi a calmare e regolarizzare la sua aggressività, sia per chi è timido, che riesce a vincere l’insicurezza grazie al contatto fisico con l’altro e alla fiducia aquisita nell’esecuzione della tecnica. Un mezzo di contrasto alla povertà educativa perché forma il carattere e spinge all’inclusione a la confronto.

Il progetto Rest Art promuove molte attività formative così da aiutare l’inserimento nella realtà scolastica o lavorativa facendo leva su alleanza educativa e partecipazione attiva. Ci sono poi laboratori dedicati ai genitori e figli, in modo da facilitare l’inserimento sociale dell’intero nucleo famigliare. Oltre ad una sede, il progetto prevede una vettura itinerante per sensibilizzare quartieri e periferie di confine. “È questo che ci ha fatto propendere ad essere partner del progetto” ha sottolineato Carmela Daidone- assessora con delega alle politiche sociali. Un modo per colmare i divari e le distanze sofferti da chi vive in periferia, praticando l’inclusione.

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Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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