In Formula Uno le variazioni nel regolamento non sempre portano buone notizie nelle scuderie; è il caso della nuova direttiva tecnica che sta provando a ribaltare le sorti della classifica imponendo un limite all’aerodinamica delle monoposto. A Singapore la Ferrari ha dominato su una Red Bull non proprio a suo agio con il cambio di assetto. Ma è un caso isolato, per ora. I prossimi Gran Premi chiariranno la situazione e saranno gare alla migliore prestazione. I pronostici sostengono la vera sorpresa nel setting di gara: sarà una corsa bilanciata.

La direttiva tecnica in Formula Uno

Il regolamento FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) in Formula Uno serve a disciplinare il lavoro di ingegneri e meccanici nelle variazioni strutturali delle monoposto in pista. Ci troviamo in una zona grigia di azione in cui i tecnici hanno carta bianca nelle modificazioni delle vetture, ma allo stesso tempo devono rientrare nei parametri regolamentati. La direttiva tecnica 018 ad esempio precisa e prescrive le norme già espresse nell’articolo 3.2.2 riguardo la flessibilità di alcune componenti, come le ali anteriori e posteriori. Detto questo ogni scuderia fa il suo gioco senza dover esplicitamente dichiarare tutte le modifiche.

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La direttiva tecnica è quello strumento che riequilibra le cose ponendo dei limiti. Tim Goss, direttore tecnico FIA, afferma: “Dobbiamo essere giusti ed equilibrati nel modo in cui applichiamo i regolamenti. Recentemente abbiamo assistito a un po’ troppa libertà applicata alla progettazione di dettagli di componenti aerodinamici“. Squadre e Federazione devono avere chiaro il quadro generale e comune dei limiti nella progettazione.

La Ferrari e i benefici nel cambio di regolamento

Da anni se ne parlava: la TD018 è entrata in vigore in Formula Uno per porre dei limiti dal punto di vista aerodinamico. Fino a ora la flessione delle ali e la mobilità di alcune componenti donavano alle vetture più libertà e fluidità di movimento. Lo scheletro delle ali non era rigido e questo ha progressivamente influito sulle prestazioni delle monoposto. “Tutti i componenti che influenzano la prestazione aerodinamica della macchina, devono essere rigidamente immobili rispetto al loro riferimento. Devono utilizzare in ogni circostanza una superficie uniforme, solida, rigida e continua” continua Goss illustrando le novità. Non si è vietata la flessibilità strutturale, ma si è definito quanto le componenti possano flettersi sotto carico. È come se la TD018 dicesse sì, è vero che il pezzo non può essere fisso, questo non vuol dire che debba essere mobile. Per garantire la massima trasparenza, la Federazione ha in mente di richiedere disegni e progetti approfonditi delle componenti in esame per non rischiare un’interpretazione normativa troppo poco oggettiva.

Le scuderie che hanno più approfittato dell’aerodinamicità, tra queste Aston Martin e Red Bull, sono le stesse a trovarsi spaesate col nuovo assetto. La Ferrari, dal canto suo, ha saputo interpretare bene le norme durante il GP di Singapore, il primo con la TD018; portando Sainz alla vittoria dopo 10 gare consecutive di dominio Verstappen. Le ali della vettura non potranno mai essere del tutto rigide e le scuderie, forti di questo, hanno per anni sfruttato le abilità di gestione della flessibilità dell’auto laddove queste non fossero soggette a regole. È lecito domandarsi se sia un caso isolato la vittoria della Ferrari in concomitanza con l’introduzione di una nuova norma; è ancora presto per capirlo.

Una Formula Uno più equilibrata

L’intervento della FIA durante la stagione in corso ha determinato uno squilibrio nelle solite dinamiche di gara, che è allo stesso tempo un riequilibrio. Infatti la Red Bull è uscita vittoriosa dalla classifica costruttori. La sorpresa positiva è la prospettiva di un finale di stagione più combattuto proprio grazie all’entrata in vigore delle nuove norme che permetteranno alle auto di omologarsi ad uno standard più bilanciato. La pista di Marina Bay, a Singapore, va affrontata con il corretto compromesso tra meccanica e aerodinamica, il che ha messo in crisi box e piloti. Nessuno sa quale sia stato il punto di forza della RB fino ad ora. Sarà proprio nella flessione delle ali o la vittoria della rossa resterà un caso isolato. In Giappone i primi dubbi sono stati chiariti con la vittoria del fuoriclasse Verstappen, ma si dovrà aspettare ancora per esserne certi.

Gli ingegneri Red Bull sono a lavoro per cercare la lettura giusta della normativa da impiegare negli ultimi Gran Premi in programma. Capiremo se effettivamente la mossa della Federazione ha funzionato. Una strategia che vuole evitare che ogni scuderia lavori con regole proprie a scapito delle altre squadre. Il fine ultimo della è quello di dare spettacolo facendo correre auto di altissimo livello. Il risultato matematico della classifica è quanto mai certo, ma avremo l’opportunità di capire se l’anno prossimo la Formula Uno ripartirà con il dominio Red Bull o se ci sarà spazio per altre bandiere. Le prossime gare non faranno sconti a nessuno.

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Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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