Entro il 2030 il valore del mercato dei droni a livello mondiale sarà di 90 miliardi di dollari. In Europa il maggiore produttore di droni con fotocamera è la Germania. Segue l’Italia con 706 imprese attive nel mercato, un business che nel 2022 ha raggiunto la cifra di 118 milioni di euro, +20% rispetto al 2021.

A causa del conflitto in Ucraina si sente parlare maggiormente dell’uso di droni militari, in realtà il maggiore fatturato delle vendite dei droni è a fine ricreativo. Dei 60mila droni registrati in Italia dal 2020 ad oggi, il 92% è per uso ricreativo. In costante aumento è il loro uso in ambito civile, agricolo e sanitario.

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La nascita del drone per uso militare

I primi veicoli senza pilota e con controllo radio furono sviluppati durante la prima guerra mondiale da inglesi e americani. Nato con l’acronimo UAV (Unmanned Aerial Vehicle – Velivolo aereo senza pilota), nel 1935 venne denominato dagli inglesi “drone”. I droni possono volare per lunghi periodi di tempo, ad una certa altezza e con velocità variabile. Sviluppati durante la seconda guerra mondiale quali strumenti di distruzione, sono stati impiegati nella guerra in Vietnam per lanciare sia missili che volantini propagandistici.

L’intensificazione massiccia dell’uso dei droni con fotocamera è avvenuta a seguito dell’attacco dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle. Da allora, droni sempre più sofisticati come i Predator furono utilizzati per la repressione del terrorismo dell’ISIS in Medio Oriente.  I droni servivano per sorvegliare zone dove le truppe americane non potevano addentrarsi per motivi di sicurezza e come armi per uccidere terroristi, ma molto criticati in quanto spesso uccidevano civili stazionati vicino all’obiettivo.

Di fatto con questo mezzo si evita l’incursione di soldati in territorio nemico risolvendo il conflitto con l’impiego del drone. Quelli odierni, i Predator B General Atomics MQ-9 Reaper, utilizzati nel conflitto ucraino, sono di ultimissima generazione: dotati di intelligenza artificiale riescono a sfuggire ai radar e comunicano autonomamente con altri aerei grazie a un computer di bordo. Muniti di chip sofisticati, i droni utilizzati per le missioni utilizzano l’energia solare per ovviare ai rifornimenti di lunghi voli.

L’uso del drone luminoso sostituisce i fuochi d’artificio

L’utilizzo dei droni luminosi (drone light) come forma di intrattenimento, iniziata nel 2014, è in incredibile espansione rappresentando la maggiore utilizzazione del mezzo per eventi celebrativi in sostituzione degli spettacoli pirotecnici.

La Cina, che ha inventato 1.700 anni fa i fuochi di artificio, oggi a causa dell’inquinamento ambientale provocato dalla presenza di sostanze chimiche, li sostituisce con sciami di droni luminosi a zero impatto ambientale. Ogni drone è un Pixel con luce a LED. Lanciati a centinaia nel cielo oscuro creano disegni luminosi, coreografie aeree animate tridimensionali. Sono i nuovi fuochi di artificio green, ecologici, una forma mista di arte e tecnologia, riutilizzabili infinite volte e guidati da un computer.

Nel 2020 i cinesi hanno festeggiato il capodanno a Shangai utilizzando duemila droni luminosi con animazione 3D. A Dubai 500 droni hanno disegnato per i turisti giochi di luce in cielo con le principali attrazioni della città araba. A giugno 2020 a Torino, in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni, 200 droni Bepop della Parrot si sono alzati in volo all’interno della Mole Antonelliana sorvolando 4 ballerini in spettacolo, stabilendo un record di volo indoor. Al termine della partita di calcio Qatar-Ecuador, novembre 2022, 300 droni luminosi si sono innalzati a Doha disegnando immagini spettacolari.

Il drone con fotocamera in campo civile, sanitario e agricolo

Una parte residua dell’utilizzo del drone è l’uso professionale, nelle imprese e nella pubblica amministrazione. In campo civile sono risultati utili come elemento strumentale per l’esecuzione di lavori di architettura ed ingegneria, consentendo una visione dall’alto dei lavori edili.

La Protezione Civile usa i droni per il controllo delle aree forestali, per individuare chi appicca gli incendi o abbandona rifiuti. Utilizzati come strumento di ricerca per persone scomparse, ma anche per prevenire disastri naturali. Molto impiegati anche nel monitoraggio dei cambiamenti climatici, ad esempio degli ecosistemi polari e nella sorveglianza dell’inquinamento delle acque marine.

In campo medico sanitario i droni sono utilizzati per il trasporto di organi per i trapianti di urgenza, nella distribuzione di medicine in luoghi difficilmente accessibili e per il trasporto di provette di sangue accorciando i tempi tra l’esecuzione del prelievo e l’esito delle analisi. Si sta sperimentando l’impiego di grandi droni senza pilota per trasportare i malati che vivono in zone disagevoli.

L’impiego del drone in agricoltura è utile per controllare la fioritura, il tasso di umidità e per monitorare le coltivazioni. Il drone Olivair è capace, grazie al vento prodotto dalle eliche, di far cadere le olive dalle piante e si stanno sperimentando droni dotati di intelligenza artificiale per la raccolta di frutti dagli alberi.

L’Unione Europea punta allo sviluppo dell’utilizzo civile del drone. Dal 2003 ad oggi la Commissione Europea ha pubblicato 362 bandi finanziando progetti di ricerca avanzata e promuovendo la collaborazione tra università, imprese e organizzazioni pubbliche.

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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