Che sia un derby o una gara di F1, per chi è presente le immagini catturate dal vivo possono diventare iconiche. Come quelle esposte a Milano nel Museo Fotografico sportivo, fondato da Federicapaola Capecchi e Alessandro Trovati, fotografo internazionale. Eppure, non tutte le foto sono d’autore, tanto che quando chi scatta pubblica sui social, il post viene subito oscurato. Ma allora per le foto e video di un evento sportivo, di chi sono i diritti?

Il Museo delle foto sportive è solo in Italia

Alcune foto sportive che sono vere e proprie opere d’arte. Catturano un istante irripetibile, tanto da diventare foto storiche. Dal 2022, a Milano, all’interno di un centro museale, c’è il primo spazio esclusivamente dedicato alla fotografia sportiva d’autore, lo Sport Photography Museum. Una realtà unica in Europa. Qui sono diverse le mostre dei fotografi sportivi in cui ogni singola foto è uno scatto iconico. Ma come può una immagine scattata in pubblico a diventare opera d’arte? Per un fotografo sportivo, quasi tutte le foto scattate durante una competizione dal vivo soddisfano i tre requisiti di protezione del copyright: originalità, fissazione e creatività minima. Questo perché le foto dal vivo, durante le azioni di gioco, non vengono copiate, ma immortalate con creatività da parte dell’autore, che decide i tempi dell’immagine, l’angolazione della telecamera e la posa dell’atleta. Uno dei principali vantaggi della fotografia sportiva è che il copyright esiste automaticamente non appena l’opera viene fissata, presupponendo originalità e creatività minima. E così, pur cedendo l’uso di immagine ai media, il fotografo ne rimane proprietario in quanto autore.

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Quando una foto non è replicabile, perché coglie un gesto, una azione unica e racconta una storia, allora diventa un’opera d’arte, e come tale viene esposta nello Sport Photography Museum. Un esempio su tutti è Maradona campione, Mexico 1986, Fotografia di Cesare Galimberti,  all’interno della Mostra “Hall of fame”.

Alessandro Trovati, fotografo internazionale

Rio 2016 Olympic games – August 2016. Women’s sync. 3 m sprigboard. (photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Images)

Ma nello sport di chi sono i diritti?

La maggior parte delle foto sportive non sono opere d’arte, ma foto a uso mediatico. Se i selfie durante una gara possono essere diffusi solo a uso privato, diverso è se ad essere oggetto di ripresa è un giocatore. Anche se lo scatto è iconico, non può essere pubblicato se non sei un fotografo, La questione dei diritti d’immagine nello sport è alla ribalta dalla fine del 2020, quando Zlatan Ibrahimović si è rivolto ai social media per lamentarsi del fatto che il suo nome e il suo volto venivano utilizzati dalla serie di videogiochi FIFA per fare soldi senza il suo consenso.

Nello sport l’uso delle immagini è un business che vale più del 3% del commercio mondiale. Non solo si ottengono enormi somme dalla vendita dei diritti di trasmissione sportiva, soprattutto dei grandi eventi come i Giochi Olimpici e la Coppa del Mondo FIFA, ma attraverso la commercializzazione dei diritti di immagine sportiva di squadre e atleti famosi. I diritti di immagine sono conosciuti con nomi diversi e soggetti a trattamento legale diverso nelle varie giurisdizioni. Nel Regno Unito sono diritti di immagine; in Europa, diritti della personalità e negli Stati Uniti come diritti di pubblicità.

Le leghe sportive per proteggere i diritti di immagine limitano la partecipazione dei tifosi e dei fotografi sportivi. I tifosi non hanno accesso al campo di gioco e la visuale loro permessa è parziale. Ai mega schermi è affidata la cronaca di gioco, e anche la diffusione di immagini registrate è proibita. Anche gli operatori mediatici hanno limitazioni. Chi lavora in televisione è l’unico autorizzato a diffondere video, in diretta o registrati. I fotografi sportivi possono scattare foto e vendere immagini a concessionari autorizzati, mentre i giornalisti possono solo registrare gli audio delle interviste.

Compri il biglietto, cedi i diritti d’immagine

Ma per le foto e video di un evento sportivo, chi detiene i diritti? È l’Organizzatore il titolare esclusivo dei diritti su tutte le immagini. Sul retro di qualsiasi biglietto sono specificate le politiche valide per l’intera durata della gara, partita o incontro. In particolare, lo scatto di una foto e la registrazione di un video o un audio sono proibiti agli spettatori, i quali cedono l’uso della propria immagine per le riprese in campo.

Per i più questo è un vanto, ma non sempre è un evento positivo. Come quando durante la partita di calcio Barcellona- Delfin è andato in onda un tradimento di coppia. Durante l’intervallo della partita, la Kiss cam, un programma di intrattenimento che proietta sui mega schermi i baci tra i fans, ha immortalato le effusioni di una coppia. Accortosi dell’inquadratura, lui si è subito scostato lasciando intendere che la relazione fosse clandestina. Il video ha fatto il giro del mondo con 12 milioni di visualizzazioni. Nessuno ha sporto denuncia di violazione di diritto di immagine perché il solo fatto di aver comprato il biglietto per assistere alla partita comporta la cessione dei propri diritti di immagine. A costo zero.

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Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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