Il diabete mellito di tipo 2 è la forma più frequente di diabete e coinvolge, generalmente, i soggetti in età matura. In Italia, a soffrirne sono circa quattro milioni di persone, con un trend in progressivo aumento, è quello che emerge dalla dichiarazione del Ministero della Salute, trasmessa al Parlamento lo scorso luglio. Le persone colpite dal diabete mellito di tipo 2 hanno maggiore possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari come l’angina rispetto alla popolazione non diabetica e, in generale, hanno un’aspettativa di vita ridotta, qualunque sia l’età di esordio della malattia, rispetto ai soggetti non coinvolti.

La prevenzione non solo è possibile, ma è anche molto semplice: basta seguire uno stile di vita sano, prediligere una corretta alimentazione, basata su una dieta mediterranea e praticare attività fisica costante. Inoltre, è opportuno tenere d’occhio l’eventuale insorgenza dei primi sintomi per evitare che venga diagnosticata troppo tardi.

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Diabete mellito di tipo 2 e differenze di genere

Il diabete è una patologia caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue e si distingue in tipo 1, che riguarda circa il 10 per cento delle persone e, in genere, insorge durante il periodo dell’infanzia o della prima età adulta, a causa di una mancanza anche grave di insulina, un ormone prodotto dal pancreas. I sintomi più comuni sono: l’aumento della minzione, della sete e dell’appetito, la perdita di peso e una condizione di malessere generale. Ad oggi, l’unica cura è rappresentata dalla somministrazione di insulina.

Il diabete di tipo 2, come detto in precedenza, insorge dopo i 30 o 40 anni ed è principalmente collegato allo stile di vita sedentario e alla cattiva alimentazione. Questo disturbo, generalmente, si manifesta con gli stessi sintomi del diabete di tipo 1, e nel corso degli anni, può dare complicanze a livello di diversi organi, come l’occhio, il rene, e il sistema nervoso; il disturbo può essere gravemente invalidante o addirittura mortale, ma può essere ridotto mantenendo un buon controllo della glicemia nel tempo. Infine, va ricordato che l’iperglicemia può essere anche causa di altre malattie importanti come il  cancro.

Accanto a questi c’è il diabete gestazionale, che è un aumento dei livelli di glucosio, che si manifesta nel periodo della gravidanza nell’8% nelle donne incinte, ma tende a scomparire al termine della gestazione; tuttavia, le donne che ne hanno sofferto presentano un rischio più elevato di sviluppare diabete di tipo 2 in età avanzata.

Negli ultimi anni, a livello mondiale, si è registrato un numero crescente di casi: i diabetici entro il 2040, saranno oltre seicento milioni, questo è quello che afferma l‘Organizzazione Mondiale della Sanità e riportato dalla Fondazione Veronesi.

Come gestire al meglio il diabete tipo 2

Per curare al meglio il diabete mellito di tipo 2, oltre, a migliorare lo stile di vita, esistono diversi farmaci ad assunzione orale che agiscono aumentando la produzione di insulina da parte del pancreas o riducendo nei casi iniziali la secrezione di glucagone, ormone che controlla gli zuccheri.

Questo vale soprattutto per chi è in sovrappeso, basta perdere qualche chilo e fare attività fisica per rientrare nei valori normali. Anche l’insulina, impiegata per la condizione di tipo 1, può essere prescritta con somministrazione giornaliera in quello di tipo 2.

La dieta mediterranea è il miglior “farmaco”

Per prevenire e per trattare l’iperglicemia di tipo 2, la dieta mediterranea è considerata il miglior farmaco, in quanto, si distingue per la presenza costante di cereali fonte primaria di energia, prediligendo quelli integrali, in particolare modo per il consumo di pasta e pane.

Anche i cosiddetti “grassi buoni” presenti nell’olio extra vergine d’oliva, nel pesce, nella frutta a guscio e nei semi, assieme alla presenza di fibre, contribuiscono a mantenere moderato il carico glicemico del pasto, diminuendo l’assorbimento degli zuccheri. Infine, è opportuno ricordare che nei soggetti diabetici, deve essere limitato il consumo di pasta e pane bianco, riso brillato, patate bollite e lattici tranne quelli non zuccherati, oltre a dolciumi vari e la frutta particolarmente dolce come uva, fichi, cachi e datteri.

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Mina Del Nunzio

Mina Del Nunzio, laureata in scienze della comunicazione e dell'informazione con master in copywriting. Lavoro come blogger e copywriter aziendale. Collaboro con buonenotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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