Nicola Milanese, uno dei nomi di spicco dell’arrampicata sportiva in Italia, ci accoglie con un sorriso sereno e uno sguardo da cui traspare la sua esperienza come arrampicatore. La sua passione per l’arrampicata è evidente, mentre ripercorre la sua carriera e riflette sull’evoluzione di questo sport, dall’essere un’attività di nicchia fino alla sua consacrazione alle Olimpiadi di Parigi.
Nicola, cresciuto a Roma, non aveva accesso alle montagne, ma ogni estate la sua famiglia lo portava nelle Dolomiti. È lì che scoprì l’alpinismo. “Per me, gli alpinisti erano come figure mitologiche – ricorda Nicola -, li vedevo affrontare pareti impossibili, ma io ero solo un bambino e non pensavo potesse essere possibile per me emularli“.
Il richiamo della montagna: la scoperta dell’arrampicata a due passi da Roma
Milanese si trovava Pale di San Martino, in bivacco con il gruppo scout, quando incontrò per caso un alpinista che si unì a loro. “Quell’uomo, con il suo abbigliamento semplice e il volto segnato dal sole e dal vento, mi parlò di posti per arrampicare vicino Sperlonga, a pochi chilometri da Roma –ricorda Nicola – non avrei mai immaginato che fosse possibile arrampicare così vicino alla mia città”.
“Volevo emularlo – racconta – volevo capire cosa significasse affrontare la montagna. Così, a settembre, mi iscrissi a un corso di arrampicata nella mia città”. Fu così che iniziò la sua avventura nel mondo dell’arrampicata, nei primi anni ’90.
Da arrampicatore ad allenatore di successo
Nicola inizia a gareggiare dopo i 30 anni quando solitamente gli altri smettono e nonostante ciò con ottimi risultati a livello regionale. Il suo percorso negli anni lo porta a fare esperienza nella federazione di arrampicata prima come tracciatore di gare e successivamente come allenatore.
Oggi Nicola allena 15 ragazzi tra i 12 e i 17 anni nella palestra Star Wall a Roma. “Abbiamo una struttura limitata, – spiega Milanese – niente a che vedere con le eccellenti palestre del nord Italia”. Nonostante ciò, la Star Wall è salita sul podio del campionato italiano a squadre, e i ragazzi hanno vinto l’oro nei campionati nazionali in tutte le specialità.
L’arrampicata alle Olimpiadi di Parigi: presente e futuro
L’arrampicata è uno sport ludico e divertente ed è per questo che attrae i giovanissimi. Nonostante sia uno sport individuale, è fortemente aggregante e di forte stimolo per gli atleti. Grazie alla sua inclusione olimpica, sta vivendo un momento di grande espansione. Questo porta nuove opportunità in termini di visibilità, sponsorizzazioni e sviluppo di infrastrutture, stimolando l’innovazione tecnica e ispirando nuove generazioni di atleti.
Il percorso di Nicola Milanese e il successo dei suoi allievi dimostrano che, con passione e dedizione, è possibile raggiungere risultati eccezionali anche in condizioni non ottimali. Lo sport non è solo arrivare primi o vincere ma è soprattutto una scuola di vita da cui si possono sviluppare competenze anche se non si vincono medaglie olimpiche.
Mentre l’arrampicata sportiva si evolve e cresce, il suo valore più profondo rimane nella sua capacità di sfidare, ispirare e trasformare coloro che la praticano, indipendentemente dal livello raggiunto. È questo, forse, il suo contributo più significativo: formare non solo atleti, ma individui preparati ad affrontare le sfide della vita con coraggio, determinazione e spirito collaborativo.