Il presidente del Mantova, Filippo Piccoli, ha sottolineato l’importanza della scuola calcio alla festa del settore giovanile del club lombardo. Ancora una volta, la necessità di un impegno costante ed equilibrato nello studio è stata sottolineata in modo positivo, ponendo la scuola calcio come un’opportunità di crescita in stretta connessione con la scuola.

Crescita sportiva e caratteriale: il senso delle scuole calcio

Le scuole calcio, a tal proposito, nascono dall’idea di portare avanti una serie di progetti educativi e didattici legati alla crescita sportiva e caratteriale dei ragazzi e delle ragazze in giovane età. Attraverso il monitoraggio personalizzato è oggi possibile coniugare aspetti didattici e sportivi affinché il singolo possa apprendere e divertirsi allo stesso tempo. Un progetto formativo atto alla partecipazione di giovani e famiglie, e volto alla condivisione di esperienze umane o attività sportive. Generalmente, con un’impronta etica forte e delineata.

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L’iniziativa positiva del presidente del Mantova, Filippo Piccoli

Non sono passate inosservate le parole del Presidente del Mantova, Filippo Piccoli, al Teatro Sociale. Il numero uno del club lombardo infatti, alla festa del settore giovanile della squadra biancorossa, ha ricordato ai giovanissimi l’importanza della scuola, come sottolineato anche dal Corriere dello Sport. Quella tradizionale, classica e fondamentale tanto quanto la scuola calcio. L’imprenditore veronese classe 1973 dunque, prendendo la parola nel corso della serata natalizia ha quindi chiesto: «Si alzi in tutta onestà chi, a scuola, ha più di due materie da recuperare».

Il presidente del club, facente parte della Serie B, ha aggiunto: «E ora mi ascoltino i mister. Se entro marzo questi ragazzi non avranno rimediato alle insufficienze scolastiche, il prossimo anno non giocheranno più nel Mantova. Non parlo molto, ma quando dico una cosa la faccio. A marzo parlerò con i responsabili delle scuole per un riscontro. Questo perché, il Mantova, è una società composta da persone serie e preparate. Il compito di voi ragazzi, per ora, è quello di andare bene a scuola e crescere con la schiena dritta».

Una punizione da cartone animato: Lapoussin come Bart Simpson

Le parole del presidente del Mantova aggiungono ulteriore attenzione nei confronti di un tema delicato e strettamente connesso alla scuola calcio: l’educazione e la disciplina. Studiare e completare al meglio l’anno scolastico in corso, del resto, sono primi passi verso il domani. Un domani che, a volte, necessità un passo indietro.

Ne è un esempio quanto accaduto a Loic Lapoussin. Il centrocampista malgascio, in forza all’Union Saint-Gilloise in Belgio, infatti, è stato punito in modo alquanto originale, come riportato anche da Sky Sport. Reo di aver rivolto commenti infelici (e poco rispettosi) nei confronti degli avversari del Cercle Brugge, il classe 1996 è stato costretto a scrivere numerose volte il nome degli avversari, in segno di scuse. Un’attività volta al rispetto e all’auto-conspevolezza.

Scuola calcio e non solo: il calendario del Venezia

Oltre alla centralità delle scuole calcio e dello studio, assume particolare importanza anche l’iniziativa promossa dal Venezia FC. L’idea, nata per celebrare i valori dello sport, della solidarietà e del rispetto verso gli animali. A partire da questo mese, il Calendario Perazza 2025 godrà della presenza dei giocatori arancio-nero-verdi per un progetto benefico che esprime il forte legame tra club, territorio e istituzioni. I proventi della vendita, infatti, sosterranno il reparto di pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Non solo, supporterà anche le attività delle sezioni ENPA di Venezia, Mira e del rifugio di Mestre, ma sarà un grande insegnamento per i bambini della scuola calcio e non solo.

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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