Negli ultimi anni, il turismo culinario si è affermato come uno dei modi più autentici per entrare in contatto con l’anima di una destinazione. Sempre più viaggiatori scelgono un tour gastronomico per immergersi nella cultura locale non solo attraverso i monumenti, ma anche attraverso sapori, tradizioni e piatti tipici.
Dalle degustazioni nei mercati storici fino alle esperienze esclusive con chef locali, il cibo si trasforma in un vero e proprio viaggio. In questo scenario, non sorprende che le ricerche legate ai food tour siano in continua crescita.
Tour gastronomico, un fenomeno in crescita
Partecipare a un tour gastronomico non è solo andare a mangiare fuori durante una vacanza. È un’esperienza culinaria spesso guidata da esperti locali, volta a far scoprire il territorio attraverso i prodotti tipici. Le forme che può assumere sono molteplici e sempre più creative: si va dalla classica visita ai mercati rionali, agli street food tour, alle degustazioni, fino alle esperienze immersive nelle cucine private locali, in cui il viaggiatore può imparare i segreti delle ricette tradizionali.
Il successo di questo tipo di viaggio è confermato anche dai dati: secondo uno studio condotto da TUI Musement in collaborazione con Appinio, oltre il 56% dei viaggiatori si dichiara “interessato” o “molto interessato” a partecipare ad attività culinarie durante le vacanze. Un segnale di come questo tipo di esperienza stia ridefinendo le aspettative di chi parte.
Come il cibo è diventato un nuovo modo di viaggiare
In un’epoca in cui il turismo di massa ha reso molte destinazioni sempre più simili tra di loro, il cibo locale rimane uno degli ultimi pilastri più autentici di ogni cultura. Viaggiare non significa solo visitare luoghi iconici, ma anche immergersi nelle tradizioni culinarie che ogni cultura custodisce attraverso la propria cucina.
Secondo il rapporto sul turismo enogastronomico italiano edizione 2024, il 70% degli italiani dichiara di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni spinto principalmente dal richiamo del cibo. Questo evidenzia un nuovo modo di concepire il viaggio: non più solo destinazioni, ma esperienze sensoriali complete, in cui il turista si trasforma in un viaggiatore consapevole alla ricerca di autenticità e connessione.
Le destinazioni migliori per i food tour
Quali sono le città europee più ambite pe un tour gastronomico? Secondo la classifica Foodie 2026 di TUI Musement, che ha stilato un elenco delle 20 città europee più popolari per le esperienze gastronomiche, l’Italia occupa un posto di primo piano. A guidare la classifica c’è Roma, apprezzata per i suoi tour tra i mercati storici, esperienze tra le più variegate, tra cui quelle dedicate alle fettuccine fresche e ai tiramisù tradizionali.
A seguire c’è Bologna, che si distingue come capitale indiscussa della pasta fresca, attirando visitatori da tutta Europa interessati ai laboratori di cucina tradizionale e alla preparazione di specialità come tagliatelle e tortellini. Sempre sul versante italiano, c’è anche Napoli, in decima posizione, che conquista i visitatori con corsi di preparazione della pizza tradizionale.
Sul fronte estero, tra le città europee, si distinguono Lisbona al terzo posto, celebre per la sua pasticceria e il pesce; Londra in quarta posizione per la sua cucina multiculturale; Amsterdam al quinto posto per le sue degustazioni di formaggi olandesi e, infine, Madrid in sesta posizione, rinomata per l’arte delle tapas oltre ai suoi mercati storici. Questa è la conferma di come il turismo enogastronomico stia diventando uno dei principali criteri di scelta per chi viaggia.
Un tour gastronomico è il modo migliore per conoscere una città
Scegliere un tour gastronomico permette di vivere una città in modo più autentico e coinvolgente, utilizzando il cibo come una vera chiave di accesso alla cultura. Ogni piatto racconta una storia fatta di tradizioni, territorio e abitudini quotidiane.
Attraverso mercati, botteghe ed esperienze culinarie si entra in contatto diretto con la gente locale, e si vivono esperienze originali, che esulano dalla solita visita turistica, spesso limitato ai monumenti iconici. Viaggiare attraverso i sapori, infatti, non è solo un piacere per il palato, ma anche un modo per creare ricordi più profondi e significativi.