La storia di De Zerbi dal Sassuolo allo Shakhtar Donetsk

di 5 Giugno 2021Giugno 17th, 2021Notizie, Sport

Negli ultimi anni, il Sassuolo si è dimostrata una realtà interessante che ha saputo unire risultati con la crescita di giovani talenti, arrivata con De Zerbi ad un passo da una qualificazione in Europa. Spesso è stato divertente puntare sulle partite dei neroverdi che si sono dimostrate ricche di gol, se questo trend continuerà anche con il prossimo allenatore può essere un idea approfittare di scommesse sportive bonus senza deposito per seguire il campionato con un occhio diverso per gli appassionati di betting.

Sotto la gestione De Zerbi il Sassuolo ha uno score di 40 vittorie 36 pareggi e 38 sconfitte, con la squadra che scendeva in campo sempre privilegiando più il gioco del risultato. Il suo stile di gioco e il rapporto che ha saputo creare all’interno dello spogliatoio è sempre stato elogiato da stampa e addetti ai lavori, e così verso la fine della scorsa stagione sportiva ha deciso di cambiare squadra lasciandosi tentare da una nuova esperienza. Si era parlato di De Zerbi per panchine importanti in Italia, ma poi non si è riuscito a trovare un accordo in Serie A e così si è inserito lo Shakhtar Donetsk che ha messo sul piatto la partecipazione alla prossima Champions League anche se serviranno i turni preliminari prima di accedere ai gironi.

In Ucraina potrà portare il suo calcio contando su un mix di giocatori locali e brasiliani, utilizzando il 4 3 3 come modulo preferito che si adatta alle caratteristiche dei giocatori in rosa, visto che negli ultimi anni hanno giocato seguendo spesso questo schema.

La carriera di De Zerbi inizia dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, era un centrocampista che sapeva sfruttare la tecnica individuale, per sedersi sulla panchina del Darfio Boario nel 2013 anche se l’inizio non è dei migliori visto che non riesce ad evitare la retrocessione della squadra nel campionato di Eccellenza.

Nel Luglio del 2014 firma con il Foggia, tornando sotto un’altra veste in un club nel quale aveva militato da calciatore. Dopo una prima stagione firma un prolungamento di contratto, raggiunge la finale playoff-promozione, persa con il Cittadella e l’anno successivo vince la Coppa Italia Di Lega Pro, prima di abbandonare la squadra causa divergenze con la società.

Dalle serie C però grazie alla fiducia del presidente Zamparini viene lanciato in Serie A dal Palermo ma dopo 12 partite con una sola vittoria viene esonerato.

Nell’ottobre del 2017 sostituisce Baroni, migliorando il gioco della squadra campana ma non riesce a salvare i sanniti dalla retrocessione in Serie B.

Nonostante il Benevento termini ultimo in classifica con 21 punti, le sue idee di gioco ottengono riscontro e così il Sassuolo decide di dargli fiducia, scelta che con il senno del poi si rivelerà azzeccata.

Nel piccolo paese dell’Emilia Romagna ha costruito un ambiente ideale in sintonia con società e tifosi, facendo crescere e scoprendo giocatori come Boga, Djuricic, Kyriakopoulos, Berardi, Locatelli e per ultimo il giovane Raspadori che è stato convocato agli Europei da Roberto Mancini.

Dopo aver sfiorato per due volte la qualificazione europea, quest’anno sfuggita solo per una differenza reti peggiore con la Roma, ha risposto così a coloro che non hanno capito la scelta di lasciare la Serie A per trasferirsi in Ucraina, a migliaia di km di distanza in un campionato di livello inferiore

Queste le sue parole rilasciate durante varie interviste a fine stagione: “Dopo tre anni di gestione martellante, essendo io molto esigente, dopo aver parlato con il club, credo che sia stato raggiunto l’apice. Ho iniziato a valutare altre proposte dopo aver fatto questa considerazione”

Augurandogli il meglio per la sua nuova esperienza, speriamo di poterlo ritrovare presto in Serie A perché il nostro campionato ha bisogno di allenatori come lui, sia dal punto di vista tecnico sia da quello umano.

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