I dati mondiali, europei e italiani indicano un trend positivo

Nel 2020 il mondo sta affrontando la pandemia da Covid-19, ma l’AIDS/HIV non si ferma e rimane una delle principali preoccupazioni per la salute globale. Nonostante l’attenzione si sia spostata sull’emergenza Covid, i dati divulgati in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, il primo dicembre, sono incoraggianti.

Secondo il Rapporto sull’AIDS dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV (UNAIDS) nel 2019 circa 1,7 milioni di persone nel mondo sono state infettate dal virus, il dato più basso dal 1998.  Nel 1998, infatti, le infezioni avevano toccato quota 2,8 milioni e da allora sono diminuite progressivamente del 40%. Nel 2019 circa 38 milioni di persone nel mondo convivono con l’AIDS: 36,2 milioni di adulti e 1,8 milioni di bambini fino ai 14 anni. La zona del mondo più colpita è l’Africa orientale e meridionale.

AIDS/HIV

Nuovi casi di AIDS/HIV. Fonte: UNAIDS

In Europa, secondo lo studio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), nel 2019 sono stati registrati oltre 136mila nuovi casi, numeri in leggero calo rispetto al 2018.

In Italia il Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità registra una diminuzione progressiva delle nuove diagnosi dal 2012 e un’incidenza lievemente inferiore rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea. Nel 2019 in Italia sono state segnalate 2.531 nuove infezioni, pari a 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti.

Le terapie per l’HIV azzerano la trasmissione del virus e allungano la vita

I motivi sono da attribuire, in parte, al fatto che prima si scopre la malattia e più efficaci sono le cure. Infatti le persone con HIV che seguono una cura idonea da almeno sei mesi non sono più contagiose.

Doverosa è la distinzione tra HIV e AIDS. L’HIV è un virus che attacca e uccide alcuni globuli bianchi responsabili della risposta immunitaria dell’organismo, i linfocidi CD4. In questo stadio della malattia non si hanno sintomi specifici e ci si accorge dell’infezione al sopraggiungere di un’altra malattia, detta opportunistica. L’AIDS indica uno stadio clinico avanzato, in cui l’organismo non riesce a combattere neanche le infezioni più banali.

Al momento la cura più efficace è la terapia antiretrovirale che attraverso una combinazione di farmaci tiene sotto controllo il virus. Se fatta correttamente e nei giusti tempi dà un’aspettativa di vita analoga a quella di chi non è infetto. La somministrazione degli antiretrovirali, a partire dagli anni Novanta, è stata una rivoluzione nella cura delle persone con AIDS/HIV. Con le terapie attuali l’AIDS può anche non sopraggiungere mai e proprio per questo le morti dovute all’AIDS si sono ridotte notevolmente. Nel 2019 sono state circa 690mila, il 60% in meno rispetto ai 1,7 milioni del 2004.

Ma la ricerca prosegue. Da qualche tempo sono in fase di sperimentazione molecole a lunga durata, somministrate attraverso iniezioni intramuscolari una volta al mese. Le terapie a lungo termine forniscono una buona qualità di vita ai sieropositivi e facilitano la distribuzione dei farmaci nei Paesi meno sviluppati. Sono in sperimentazione anche altre formulazioni che potrebbero portare l’iniezione a una volta ogni quattro mesi.

L’impatto della pandemia di Covid sull’AIDS/HIV

Come afferma il Rapporto dell’ONU sull’AIDS 2020, “Il Covid ha ingrandito e ha peggiorato le profonde disuguaglianze che attraversano le nostre società. E ha mostrato quanto siano strettamente collegate la salute globale e l’economia globale”. Secondo l’UNAIDS, la pandemia da Coronavirus ha rappresentato una battuta di arresto nei programmi di controllo dell’epidemia da HIV, soprattutto nei Paesi con un sistema sanitario fragile.

Nel messaggio della Direttrice dell’Organizzazione Winnie Byanyima si legge: “Il Covid sta minacciando i progressi che il mondo ha fatto nella salute e nello sviluppo negli ultimi venti anni, compresi i progressi che abbiamo ottenuto contro l’HIV”.

Ma le esperienze apprese dall’epidemia di AIDS/HIV possono essere applicate anche alla lotta contro il coronavirus. Secondo l’UNAIDS i governi dovrebbero collaborare con le comunità per trovare soluzioni locali. I servizi per l’HIV devono continuare a essere messi a disposizione e devono essere accessibili soprattutto le terapie a lunga durata. Come per il Covid, la prevenzione è un’arma efficace anche per l’AIDS/HIV ed è per questo che non devono essere bloccate le campagne di prevenzione e di educazione.

 

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