Il doomscrolling è la tendenza a ricercare in modo ossessivo le cattive notizie on line, scorrendo (scrolling) sullo schermo di pc, telefonini o tablet e rintracciando le sventure (dooms) che accadono nel mondo. Questo tipo di inclinazione può rapidamente innescare un circolo vizioso che, nel breve, può portare ad una dipendenza. È una cattiva abitudine che ha colpito le persone che già soffrivano di ansia e depressione e non solo. Per questo non si deve sottovalutare.

La pandemia Covid-19 prima, la guerra Russo-Ucraina poi e le costellazioni di cattive notizie sui giornali e in televisione sono sicuramente stati dei fattori moltiplicatori legati alla necessità di cercare continuamente annunci nefasti. Nella realtà di tutti i giorni non a tutto si può porre rimedio, ma al doomscrolling sicuramente sì.

Cos’è il doomscrolling e chi cade nella sua trappola

Si è molto spesso disorientati dai cambiamenti che, oggigiorno, sembrano essere una caratteristica stabile. Ben poco nella quotidianità crea sicurezza e spesso si fa molta fatica trovare momenti di serenità e spensieratezza. Usata sporadicamente in epoca pre-Covid 19, l’espressione doomscrolling è stata selezionata come Word of the Year per il 2020 da Oxford Dictionary, a causa della reiterata attività on line di scorrere dei feed – infinite sequenze di contenuti – di articoli riguardanti eventi tragici o disastrosi. Atteggiamento ancora molto attuale.

La necessità di cercare ossessivamente notizie negative in rete si manifesta particolarmente nelle persone ansiose. L’esigenza di poter intervenire per anticipare situazioni di pericolo, può portare ad una vera e propria dipendenza da cattive notizie. Bryan McLaughlin, professore associato e ricercatore presso la Texas Tech University, afferma che:

il consumo abituale di notizie drammatiche potrebbe portare ad un costante stato di allerta. In individui già ansiosi, può svilupparsi un circolo vizioso. Invece di estraniarsi, vengono attirati ulteriormente, diventando ossessionati, controllando costantemente gli aggiornamenti pensando di poter alleviare il loro stress emotivo, quando invece non fanno altro che peggiorarlo”

Da circolo vizioso a circolo virtuoso

Facendo doomscrolling si rinforza la sensazione di controllo su avvenimenti che comunque non si è in in grado di dominare. La ricerca spasmodica di notizie negative può solo causare un peggioramento dello stato di angoscia con manifestazioni di aumento di ansia, disturbi del sonno, dell’appetito e di calo del tono dell’umore.

Essere informati non contempla necessariamente l’immergersi in notiziari catastrofici. Quello che viene riportato dalla maggior parte dei media è cambiato nell’ultimo ventennio, soprattutto in relazione agli eventi drammatici. Si dovrebbe quindi avere la responsabilità, soprattutto verso se stessi, di scegliere un’informazione corretta con abbondanti dosi di senso critico e buone notizie al suo interno. Sarebbe altresì buona norma tenere i dispositivi elettronici a debita distanza per non cedere in continuazione all’impulso di visitare siti e leggere notizie.

Anche imporsi dei limiti in termini temporali per informarsi è un’ottima occasione per riuscire a controllarsi. Scorrere le notizie solo per un paio d’ore al giorno potrebbe essere un buon metodo per gestire lo stato di benessere durante la quotidianità. Meglio magari la mattina, lontani dal momento in cui la giornata volge al termine, permettendoci così di trascorrere le ore prima del sonno circondati solo da pensieri propositivi.

La consapevolezza dell’esistenza del problema può, come in molti altri casi, portare più rapidamente alla sua risoluzione. Leggere un buon libro, fare una passeggiata o cucinare, sono sicuramente altre sane alternative al doomscrolling. Con costanza e determinazione si può cambiare questa tendenza ed evitare che arrivi a disturbare sia la salute fisica che quella mentale.

 

 

Florinda Ambrogio

Florinda Ambrogio

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche credo fortemente nell'equilibrio mente-corpo per poter vivere la vita in modo sano e consapevole. Sostengo l'informazione corretta che possa accompagnare il lettore a soluzioni plausibili e per questo collaboro con buonenotizie.it per un giornalismo costruttivo.

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