Con l’arrivo della stagione autunnale, i piccoli mali di stagione come tosse e mal di gola fanno capolino. Il miele, un prodotto naturale frutto dell’operosità delle api che raccolgono il nettare dai fiori, è sicuramente un ottimo rimedio. Nell’antichità veniva chiamato “cibo medicina” o “elisir di lunga salute“. Per i greci era il cibo degli dei. Questo alimento naturale è composto da fruttosio, glucosio, acqua, vitamine, minerali, aminoacidi, enzimi e altri componenti che hanno effetti positivi sulla salute risultando antiossidanti, antimicrobici e antinfiammatori.

In Europa si contano più di 17 milioni di alveari e oltre 650 mila apicoltori, l’Italia è il quarto Paese in Europa sia per numero di nidi naturali degli imenotteri, oltre 1 milione 600 mila gestiti, che per numero di apicoltori, più di 60 mila. I rilevamenti FAO registrano, a livello mondiale, oltre 60 milioni di alveari governati da circa 6,5 milioni di chi si prende cura delle api.Secondo la Commissione europea il valore del servizio di impollinazione degli insetti alle produzioni agricole supera i 15 miliardi di euro all’anno.

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Benefici e proprietà del miele

Secondo la mitologia greca, per mantenersi forti ed eterni, gli dei dell’Olimpo erano soliti banchettare con nettare di ambrosia. Anche al giorno d’oggi assumere regolarmente il miele apporta innumerevoli benefici e, come alimento, possiede innumerevoli proprietà curative.

Un consumo costante di miele garantisce un elevato apporto di sostanze chimiche necessarie per i fabbisogni dell’organismo. Le vitamine del gruppo A, B e C sono utili, rispettivamente, a rafforzare tessuti esterni come pelle e capelli, sono fondamentali per il metabolismo energetico del corpo e agiscono come antiossidanti contrastando il processo di invecchiamento cellulare.

Anche l’apporto di sali minerali è prezioso. Zinco, ferro, rame, magnesio e manganese sono essenziali per la regolazione del sistema linfatico, per l’ossigenazione del sangue, per rafforzare il sistema immunitario e per favorire l’attenzione e la resistenza allo sforzo.

Il nettare degli dei, così veniva apostrofato dagli antichi, è un ottimo ricostituente, protettivo nei confronti della flora batterica, disinfettante cutaneo e un formidabile rimedio per la cura della pelle, grazie alle sue proprietà idratanti e antinfiammatorie.

È ottimo come lenitivo per la tosse e la gola irritata ed è spesso utilizzato nei rimedi casalinghi per il raffreddore. È cicatrizzante grazie alle sue proprietà antibatteriche. Il miele può essere inoltre utilizzato per pulire e trattare ferite minori e alcuni studi suggeriscono che il consumo moderato del nettare degli dei possa contribuire a ridurre l’infiammazione nel corpo. Grazie al suo potere antibatterico e antisettico è un valido alleato anche per la cura del viso durante la beauty routine, sotto forma di maschera, sulla pelle particolarmente grassa e acneica.

Le Varietà più diffuse e le proprietà curative del miele

Il miele ha caratteristiche differenti a seconda dei fiori da cui gli insetti estraggono il nettare. Ne esistono 60 varietà diverse per colore, consistenza e proprietà, tutte però hanno un denominatore comune: sono perfette alleate della nostra salute.  Tra le più comuni troviamo il miele di acacia con un sapore delicato e dolce al palato. È nutriente, rinforzante, lassativo, antinfiammatorio per la gola, disintossicante del fegato e ottimo anche contro l’acidità di stomaco.

Il miele di biancospino invece ha un colore ambrato ed è soprannominato “Miele dei Cardiaci” proprio perché è particolarmente indicato nei casi di ipertensione, angina pectoris, arteriosclerosi, convulsioni e spasmi. Diversamente, il miele di castagno ha un sapore deciso e un retrogusto amaro. È un antispasmodico, diminuisce cioè le contrazioni muscolari, favorisce la circolazione sanguigna e disinfetta le vie urinarie.

A svolgere un’azione antibiotica e antiasmatica troviamo il miele di eucalipto con un sapore di malto e zucchero caramellato mentre, con un colore chiaro rosato, abbiamo il  miele di fragola al quale vengono attribuite proprietà antireumatiche, digestive e diuretiche e di conseguenza è adatto per chi soffre di calcoli renali. Anche il miele di tarassaco con il suo sapore marcato ha proprietà diuretiche, depurative e svolge un’azione benefica sui reni.

Con sapori forti e persistenti troneggiano il miele di timo e di trifoglio entrambi antisettici, calmanti e febbrifughi. Grazie a uno studio del 2010 “Honey beats cough medicine” (il miele batte le medicine per la tosse), all’elisir di lunga salute è stata attribuita la capacità di avere un effetto sedativo su tosse e mal di gola.

Il miele di manuka viene definito “oro giallo”ed ha un sapore leggermente speziato e la colorazione risulta marrone scuro. Prodotto dalle api in Nuova Zelanda è diverso dagli altri mieli perché ha quantitativi di enzimi circa quattro volte superiori rispetto ad un miele classico ed è uno stimolante del sistema immunitario.

Alcuni studi internazionali hanno dimostrato come il miele di manuka sia in grado di debellare varie specie di microorganismi tra cui l’helicobacter pylori, un batterio in grado di danneggiare le cellule e che può provocare gastrite cronica, risultando efficace nel trattamento delle ferite cutanee come le piaghe da decubito, le ulcere e le ustioni. Le sue attività antinfiammatorie e antibatteriche lo rendono un prodotto utile in caso di problemi gastrointestinali, reflusso e sindrome del colon irritabile.

Le api: la loro presenza nel mondo diminuisce

Maurice Maeterlinck, poeta e scrittore belga premio Nobel per la letteratura e autore del libro “La vita delle api”, scrisse che «si stima che più di centomila varietà di piante scomparirebbero se le api non le visitassero».

La produzione di miele nel 2022 si è quasi dimezzata. Lo conferma la Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) sostenendo che, a causa dei cambiamenti climatici – siccità prolungata e calore fuori dai limiti, a cui sono seguiti fenomeni temporaleschi estremi – le api si sono trovate in serie difficoltà di sopravvivenza e di produttività e il miele Made in Italy segna un 40% in meno rispetto al raccolto potenziale: si tratta di una produzione di 13 milioni di chili, tra le più basse dell’ultimo decennio.

Nel 1965, sulla rivista francese “La vita delle bestie e l’amico della bestia”, il giornalista Pierre Pascaud sostenne che Einstein aveva calcolato che una volta scomparsa l’ape, all’uomo non sarebbero restati che quattro anni di vita prima della sua estinzione.

Il Italia, il calo di produzione riguarda tutte le regioni. Il picco si ha in Basilicata con un crollo dell’80%, al  Lazio, Sardegna, Umbria, Abruzzo e Valle d’Aosta con il 50%, alla Toscana, Sicilia e Molise del 40%. In Emilia Romagna e Puglia, Veneto e Piemonte, Lombardia e Friuli con il 25 % e Calabria e Campania, infine, segnano una perdita del 15%.

Dolcificante naturale, nutritivo, energetico, versatile e molto prezioso, il miele, se usato con moderazione, è un alimento sano e con poche controindicazioni e, proprio per questo, è fondamentale agire per proteggere gli insetti impollinatori che, con cura, costanza e laboriosità, lo producono.

 

 

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Florinda Ambrogio

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con specializzazione in Scienze Forensi, amo la cronaca tanto quanto la narrativa. Da sempre impegnata per portare l'attenzione sui sempre attuali temi della crescita personale. Il cassetto mi piace riempirlo fino all'orlo di sogni che sostituisco non appena diventano realtà. Aperta al cambiamento solo se porta a migliorare.

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