La pandemia da Covid 19 ha avuto un impatto significativo sul settore farmaceutico, accelerando il processo di evoluzione della farmacia da mero luogo di dispensazione del farmaco a primo presidio sanitario di prossimità, al servizio dei cittadini. La vendita di prodotti per la salute e il benessere è stata affiancata progressivamente dall’offerta di servizi alla persona, che rappresentano interessanti opportunità per fare prevenzione di piccole e grandi patologie. La disponibilità di servizi in farmacia è ormai diventata una realtà diffusa, potenziata anche dalle parafarmacie private e da quelle presenti nei punti di vendita della grande distribuzione organizzata.

I servizi in farmacia durante la pandemia

La pandemia ha portato ad un aumento della richiesta di servizi sanitari da parte dei cittadini, che hanno trovato nella farmacia un luogo comodo e facilmente accessibile per chiedere consulenza e informazioni sulla salute, a integrazione del ruolo del medico di base. Come noto, la farmacia è stata individuata anche come luogo di utilità pubblica per effettuare i tamponi diagnostici e praticare vaccini contro il Covid 19. Il fenomeno ha richiesto investimenti di tempo, spazi e risorse umane, specificatamente destinate alle attività sanitarie di gestione della pandemia.

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Con la farmacia, si è evoluto anche il ruolo del farmacista, da dispensatore di farmaci e prodotti salutistici a consulente e interlocutore privilegiato su temi inerenti la salute e il benessere. Il farmacista diventa educatore sanitario e necessita di nuove competenze: non solo la conoscenza tecnica dei prodotti, ma anche capacità di attenzione alle relazioni umane, ascolto attivo e comunicazione efficace.

I servizi in farmacia e le leggi di riferimento

La diffusione dei servizi in farmacia prende avvio ben prima dell’urgenza pandemica. La normativa di riferimento risale al 2010 ed istituisce la cosiddetta “farmacia dei servizi: un nuovo “modello” di farmacia, pensato per incentivare le occasioni di prevenzione e favorire la deospedalizzazione della sanità, ampliando il ruolo delle farmacie nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale.

I Decreti Legislativi di riferimento riconoscono alle farmacie la possibilità di erogare quattro tipologie di servizi per la salute dei cittadini:

  • Prestazioni analitiche di prima istanza, come per esempio le analisi del sangue, delle urine, test ormonali e colon-retto (il paziente esegue il prelievo in autonomia e la farmacia si preoccupa di dialogare con un laboratorio di analisi per la raccolta del referto e la comunicazione con il paziente)
  • Servizi di secondo livello erogabili con dispositivi strumentali, come per esempio la misurazione della pressione arteriosa, della capacità polmonare tramite spirometria, della saturazione dell’ossigeno, dell’attività cardiaca in telemedicina
  • Prestazioni professionali tramite operatori sanitari esterni alla farmacia (per esempio infermieri e fisioterapisti che possono svolgere la propria prestazione in farmacia o presso il domicilio del paziente)
  • Prenotazione di prestazioni mediche attraverso una postazione dedicata di accesso al Sistema CUP, pagamento dei ticket e ritiro referti.

Non solo in farmacia: il contributo delle parafarmacie

L’accesso ai farmaci, ai prodotti e ai servizi salutistici si è ampliato con la nascita delle parafarmacie, in Italia riconosciute come canale di vendita alternativo alle farmacie grazie alla legge n. 248 del 2006, facente parte del cosiddetto “pacchetto liberalizzazioni” proposto dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani.

Le parafarmacie sono abilitate alla vendita dei farmaci ad uso umano senza ricetta medica, di tutti i medicinali veterinari e di tutti i prodotti salutistici tradizionalmente venduti dalle farmacie (dispositivi medici, integratori alimentari, trattamenti dermatologici, ecc.).

Anche le parafarmacie possono erogare servizi alla persona, seppur con qualche limitazione normativa rispetto alle farmacie. La loro offerta di servizi è quindi più limitata, ma comunque interessante per chi è attento al proprio stato di salute e benessere generale. I principali servizi offerti dalle parafarmacie rientrano nel campo degli screening preventivi (come, per esempio, la misurazione dell’insufficienza venosa), della cura del viso e del corpo, dell’occhio e dell’orecchio.

Le parafarmacie sono sempre presiedute da un team di farmacisti, possono essere gestite da privati o da insegne della Grande Distribuzione Organizzata. Queste ultime, in particolare, offrono prodotti e servizi a prezzi più convenienti delle farmacie e rappresentano un’interessante opportunità aggiuntiva di risparmio e accesso al mondo della salute e del benessere.

Spunti e sfide da raccogliere

L’offerta di servizi in farmacia e parafarmacia è un modello destinato a crescere in futuro. Basti pensare al processo di invecchiamento della popolazione che caratterizza la società moderna e che sta portando a un aumento vertiginoso della domanda di servizi sanitari. È da stimolo al fenomeno della diffusione dei servizi salutistici anche la crescita della consapevolezza dei cittadini sui temi di salute e prevenzione (pazienti sempre più scrupolosi e informati) e la diffusione della telemedicina (erogazione di consulenze mediche e visite specialistiche a distanza).

Pazienti informati e più consapevoli

La disponibilità di servizi salutistici presso farmacie o parafarmacie dovrebbe essere maggiormente pubblicizzata, affinché i clienti possano valutare i contenuti della proposta e confrontare tempi e costi con quanto previsto dal Sistema Sanitario Nazionale.

A vantaggio dei pazienti, è bene dare visibilità anche all’identità dei laboratori di analisi o dei professionisti sanitari ai quali ci si appoggia, assicurando serietà, professionalità, privacy ed efficienza. Un cittadino informato è più consapevole delle opportunità a sua disposizione e sarà spronato maggiormente a fare prevenzione, con effetti positivi sulla sua salute e sulla gestione del sistema pubblico.

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Maria Ciraolo

Professionista nel mercato della GDO e della farmacia, osservo il mondo con un occhio di riguardo per le dinamiche sociali, economiche e relazionali. Guardo ai fenomeni considerando soprattutto i loro impatti diretti sulla famiglia. Grazie al Laboratorio di Giornalismo Costruttivo sto scoprendo un nuovo modo (possibile) di fare informazione.

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