Le ricerche scientifiche sull’importanza della vitamina D e il suo ruolo nella nutrizione sono iniziate oltre un secolo fa e, nel corso del tempo, è emersa una correlazione tra le carenze di questo composto nel nostro organismo e lo sviluppo di numerose patologie. Una buona notizia arriva da un recente studio che coinvolge USA, Uk e Danimarca: la vitamina D presenta validi benefici per la prevenzione e il trattamento del cancro.

Lo studio: dai topi all’uomo

La vitamina D, conosciuta come “vitamina del sole”, è un ormone che viene sintetizzato dalla pelle grazie ai raggi solari e assunto parzialmente con l’alimentazione. È fondamentale soprattutto in età adulta, perché mantiene un adeguato metabolismo del calcio e delle ossa, utile in caso di osteoporosi e fragilità ossea.

La rivista Science ha recentemente pubblicato i risultati di questa importante scoperta. Dallo studio condotto presso il Francis Crick Institute di Londra, il National Institutes of Health (NIH) in USA e l’Università danese di Aalborg è emerso che livelli adeguati di vitamina D sono efficaci nella cura di alcuni tumori, rinforzando la risposta immunitaria. Sebbene in passato ci siano stati studi che hanno evidenziato un legame tra carenza di vitamina D e rischio di cancro nell’uomo, i dati non sono stati analizzati a livello pratico. I ricercatori di questo nuovo studio, hanno scoperto che i topi di laboratorio, affetti da cancro, rispondevano efficacemente al trattamento con immunoterapia grazie a un programma di alimentazione a base di vitamina D.

«La vitamina D può regolare il microbioma intestinale per favorire un tipo di battere che conferisce una migliore immunità al cancro – spiegano Caetano Reis e Sousa, autori principali dello studio – Questa è la chiave per il trattamento del cancro nell’uomo: sono necessari ulteriori studi prima che si possa affermare con certezza che correggere una carenza di vitamina D abbia benefici nel trattamento del cancro, ma è una valida alleata per prevenirlo e ridurre la mortalità di alcuni tumori».

Vitamina D: a cosa serve e da dove arriva

Le radiazioni solari sono necessarie alla sintesi della vitamina D a livello della cute. A tal proposito l’estate gioca un ruolo fondamentale per assorbire il giusto dosaggio: basta semplicemente stare all’aperto, esporsi alla luce solare dieci o quindici minuti al giorno con viso, mani e avambracci scoperti. Una piccola quota di vitamina D è attinta dal cibo ed è fondamentale per il nostro benessere.

Le migliori fonti alimentari di vitamina D, presenti in natura, sono l’olio di fegato di merluzzo e il pesce grasso, come il salmone d’acquacoltura e lo sgombro selvatico. Essa è presente anche nelle uova, nella carne e nei latticini. I livelli di vitamina D, oltre a essere fondamentali per la salute delle ossa, stimolano la produzione di anticorpi e di macrofagi, utili nella prevenzione delle malattie autoimmuni o degenerative, come l’artrite reumatoide, il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer e di Parkinson.

In conclusione, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, la vitamina D è in grado di prevenire la trasformazione delle cellule sane in cellule tumorali. Oltre alla prevenzione lo studio mostra che i livelli alti della vitamina D possono ridurre la mortalità in alcuni tumori come quello mammario, ovarico, colon-rettale, polmonare, prostatico e infine il melanoma. Da non dimenticare che il sole fa bene, ma è obbligatorio utilizzare la giusta protezione solare e non esporsi nelle ore più calde.

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Mina Del Nunzio

Mina Del Nunzio, laureata in scienze della comunicazione e dell'informazione con master in copywriting. Lavoro come blogger e copywriter aziendale. Collaboro con buonenotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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