Il 74,1% delle donne tra i 18 e 44 anni ritiene che curare l’aspetto fisico sia importante nel rapporto con se stessi: il report del 2023 curato dall’Istituto Eurispes dimostra quanto volersi bene sia un concetto fondamentale per il benessere psicofisico. Ma cosa succede quando ci si dà un bacio?

In un mondo frenetico e spesso stressante, coltivare emozioni e legami profondi potrebbe non apparire una priorità tuttavia, la scienza dimostra che un semplice bacio può avere effetti profondamente benefici sulla salute fino a favorire la longevità. In questo articolo si vogliono esplorare i benefici del bacio per scoprire quanto e in che modo volersi bene fa bene.

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I segreti del bacio: il ruolo degli ormoni

Riservare del tempo a se stessi, trovare il tempo per un abbraccio o un bacio migliora la qualità della vita, stimola pensieri positivi e crea un ambiente ideale per il rilascio di ormoni. Prodotti dal sistema endocrino e distribuiti attraverso il sangue, si potrebbe definirli “messaggeri della felicità” ma, quali sono gli ormoni che incidono sul benessere psicofisico?

Il corpo umano produce diversi ormoni, ognuno con una sua peculiarità, tra cui:

  • dopamina: conosciuto come “ormone della ricompensa” è coinvolto nel meccanismo di gratificazione e motivazione. Darsi un bacio o abbracciarsi quando si raggiunge un obiettivo stimola il rilascio di dopamina che fa sentire soddisfatti e invoglia a ripetere l’esperienza.
  • serotonina: detta anche “l’ormone del buon umore” regola lo stato d’animo, il sonno, e il senso di soddisfazione. Bassi livelli di serotonina sono spesso associati alla depressione e all’ansia: è dunque importante favorirne la produzione trascorrendo del tempo all’aperto, praticando esercizio fisico o seguendo una dieta ricca di triptofano.
  • endorfine: sono neurotrasmettitori che agiscono come analgesici naturali, alleviando il dolore e lo stress. Durante un’attività che procura piacere, come ridere o ascoltare la musica, il corpo rilascia endorfine, che fa sentire rilassati e positivi.
  • ossitocina: legata all’affetto e alla vicinanza emotiva, è chiamata anche “ormone dell’amore”. Ogni volta che si condividono momenti di empatia, i livelli di ossitocina aumentano, riducendo l’ansia e migliorando la salute del cuore.

Evidenze scientifiche dimostrano che scambiarsi un bacio incrementa la concentrazione di ossitocina nel sangue donando una sensazione di benessere. Ma quanto deve durare un bacio per vivere più a lungo e quali sono gli altri effetti benefici del gesto simbolo dell’amore?

La regola dei 6 secondi

Secondo la “terapia Gottman“, risultato di oltre vent’anni di ricerca scientifica sulle coppie presso il Gottman Insitute, per consentire al cervello di rilasciare l’ossitocina in grado di ridurre lo stress e aumentare la fiducia tra i partner, il bacio dovrebbe durare almeno 6 secondi.

Gli scienziati americani hanno dimostrato che dare un bacio di pochi secondi al proprio partner ogni giorno, attiva il sistema nervoso parasimpatico e crea una connessione emotiva profonda: baciare è come tendere la mano e stabilisce un clima di reciproca fiducia.

Inoltre, unirsi in un bacio, seppur per sei secondi, rappresenta una parentesi dolce tra gli affanni della vita quotidiana e aiuta a ritrovare il contatto con il partner: nelle relazioni più longeve, un bacio può essere un piccolo promemoria che ricorda l’importanza di volersi bene.

Durante il suo studio, il Prof. John Gottman  consiglia di ritagliarsi, durante la giornata, pochi secondi per alimentarsi di sensazioni positive: prima di separarsi, per salutarsi al rientro a casa o prima di andare a letto. Chi pratica questa piacevole abitudine vive in media cinque anni in più, occupa un buon livello nella piramide sociale ed è più felice.

Volersi bene è una sana abitudine quotidiana: aumenta l’autostima e stimola la produzione di ormoni in grado di agire positivamente su corpo e mente. Dedicare del tempo a se stessi è importante per vivere bene, ma basta un bacio di pochi secondi per vivere più a lungo.

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Heinrich Matt

Heinrich Matt

Sono laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, mi piace scrivere e frequento il corso di Giornalismo Costruttivo di BuoneNotizie.it. Appassionato di politica e filosofia, "odio gli indifferenti", mi esalto ascoltando Pericle e mi addormento con Foucault. Difendo l'indipendenza come forma di libertà, credo nel merito e nella cultura per arginare una dilagante mediocrazia.

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