Il nervo vago è un organo stupefacente, un alleato valido per gestire ansia e stress, disturbi che oggi, complice una società spesso improntata su ritmi frenetici e richieste di performance sempre più alte, risultano piuttosto diffusi. Secondo i dati del Mind Health Report 2024, il 32% della popolazione mondiale e il 28% di quella italiana, nel 2023, ha sofferto di un disturbo mentale e dell’umore.
La terapia cognitivo-comportamentale, l’esercizio fisico, le tecniche di rilassamento e la stimolazione del nervo vago possono essere utili per ritrovare un equilibrio psico-fisico. Il lifecoach Ludovic Leroux parla delle potenzialità di questo nervo nel suo ultimo libro, “Il nervo vago. Addio a stress, ansia e timidezza” (LSWR, 2024), testo in cui individua nel malfunzionamento del sistema nervoso autonomo (SNA) la principale causa di ansia, tensioni muscolari, stress e insicurezza interiore.
SNA: come funziona il sistema che protegge dai pericoli
Il sistema nervoso autonomo ha il compito di garantire la sopravvivenza dell’organismo, costituisce la nostra intelligenza istintiva ed è formato dall’insieme di nervi che regolano alcune funzioni autonome del corpo, come il battito cardiaco e la digestione.
L’SNA si compone di due rami: simpatico e parasimpatico. Il sistema simpatico prepara il fisico a reagire nelle situazioni di pericolo, inducendo una reazione di attacco o di fuga. Quando, in assenza di un rischio reale, il sistema resta comunque attivo, viviamo uno stato ansiogeno e di allerta.
I motivi di questo malfunzionamento possono essere diversi: traumi infantili irrisolti, esperienze negative vissute, ma anche quello che immaginiamo e pensiamo. Se, per esempio, riflettiamo su una riunione importante a cui dovremo partecipare domani mentre siamo seduti sul divano, potremmo sentirci agitati, reagendo non a quello che stiamo vivendo, ma a ciò che stiamo immaginando. L’energia messa in moto, non potendo essere sfogata con la fuga o l’attacco, rimane nel corpo, generando stress, ansia e in certi casi burn-out.
Nervo vago, viatico della pace interiore
Il sistema parasimpatico ha il compito, invece, di riportare l’organismo in una condizione di calma, controbilanciando l’operato del simpatico. Il nervo vago fa parte di questo apparato: “Allenarlo permette di uscire dallo stato di insicurezza per approdare a quello di sicurezza. Ciò evita di vivere momenti di stress troppo lunghi o rimanere su emozioni negative, ritrovando pace e fiducia in sé stessi”, scrive Leroux.
Nel suo libro, il coach espone moltissimi esercizi da compiere sia quotidianamente, per migliorare il tono vagale, sia quando ansia e stress hanno la meglio su di noi. Leroux, però, va anche più in profondità. Stabilizzarsi nello stato vagale, afferma, consente di “entrare in connessione con le nostre paure più profonde, permettendoci di superarle”.
La coerenza cardiaca stimolando il nervo vago
Una tecnica di respirazione molto efficace è la coerenza cardiaca. Prima di iniziare l’esercizio, bisogna pensare a una situazione che infonde timore, come un esame imminente, annotandola su un quaderno. Successivamente, si compiono sei respiri al minuto per un totale di tre minuti, inspirando ed espirando per cinque secondi. Il nervo vago, a questo punto, si è attivato, ponendoci in uno stato di sicurezza tale da permetterci di consapevolizzare le nostre paure.
Si riprende allora il quaderno, rispondendo a domande come “cosa mi mette in stato di insicurezza? Cosa proverò quando succederà la situazione che temo?”. Potremmo così scoprire, per esempio, che la paura serve a proteggerci dal nostro reale problema, la vergogna, un sentimento che magari ci ha bloccato in molte occasioni, ma che ora possiamo affrontare grazie a uno stato di calma consapevole. Il nervo vago, dunque, aiuta a conoscere sé stessi, transitando, come afferma Leroux “dalla sopravvivenza alla vita vera”.