La storia della correzione dei difetti di vista affonda le sue radici in un bisogno semplice e universale: vedere bene. Nel corso di oltre sette secoli, l’umanità ha trasformato questo desiderio in una progressione di innovazioni. Inizialmente occhiali, poi lenti a contatto, infine la chirurgia refrattiva: una continua evoluzione al servizio della corretta visione.

Miopia, ipermetropia, astigmatismo, e poi dopo i 40 anni, presbiopia. I quattro difetti della vista oggi possono essere corretti seguendo i criteri di convenienza del paziente. Ormai le scelte rispondono ad esigenze pratiche, a volontà estetiche, oppure a necessità sportive o lavorative.

Vediamo in breve le tappe principali che hanno portato la ricerca tecnologica a fare la storia: dall’ottica clinica alla chirurgia refrattiva.

Le origini: dagli occhiali medievali a quelli indossabili

Le prime testimonianze dell’uso di lenti per la vista risalgono al XIII secolo, tra Venezia e Pisa, rinomati centri di produzione del vetro. Si trattava di lenti biconvesse montate in semplici cerchi di legno o metallo, da tenere con la mano o appoggiate sul naso. Erano strumenti preziosi, soprattutto per monaci e copisti, che necessitavano di leggere testi minuti. Infatti, per la loro forma biconvessa, erano fondamentalmente lenti di ingrandimento.

Solo nel XVIII secolo si assistette a una svolta importante: l’introduzione dei “tempiali”, ossia le aste laterali che permettevano agli occhiali di restare stabili sul volto. L’innovazione, attribuita all’ottico inglese Edward Scarlett, trasformò gli occhiali in un oggetto indossabile, aprendo la strada all’uso quotidiano, più comodo e pratico.

Dal vetro alla plastica: l’evoluzione dei materiali

Tra il XIX e il XX secolo, i progressi nella lavorazione delle lenti e l’introduzione della plastica consentirono occhiali più leggeri, resistenti e personalizzabili. Oggi il design di numerose montature fa moda: entrare in un negozio di ottica significa scegliere tra forme e colori decisamente glamour.

Parallelamente si affinava la comprensione della refrazione, facilitando correzioni sempre più precise per i singoli difetti di vista. Attualmente le lenti spaziano dalla multifocale (rendono nitida la vista per lontano e per vicino) alla terapeutica (la tecnologia DIMS per rallentare la progressione della miopia nei bambini).

Correzione dei difetti di vista con lenti a contatto

L’idea di una lente a contatto risale addirittura a Leonardo da Vinci, che nel XVI secolo immagina un dispositivo a contatto con l’occhio per correggere i difetti di vista. Tuttavia, bisognerà attendere il 1887 per i primi prototipi in vetro e gli anni ’50 del secolo scorso per le prime lenti morbide, utilizzabili quotidianamente.

Questa innovazione rappresentava finalmente la libertà per milioni di persone affette da difetti di vista: niente più montature sul volto e una correzione ottica più naturale, grazie all’aderenza diretta alla cornea. I vantaggi nell’ambiente di lavoro e nello sport risultavano chiaramente evidenti.

La chirurgia refrattiva: dalla lama al laser

La tappa più recente, e forse la più radicale, è stata l’arrivo della chirurgia refrattiva. Negli anni ’70 il chirurgo oculista russo Svyatoslov Fjodorov effettua i primi interventi di cheratotomia radiale: incisioni al 90% dello spessore corneale che riescono a correggere miopia e ipermetropia.

Ma la vera rivoluzione tecnologica è avvenuta negli anni ’90, con l’introduzione nella pratica clinica del laser ad eccimeri, un laser che riduceva lo spessore della cornea attraverso la fotoablazione (una sorta di polverizzazione del tessuto corneale) guidata da un software programmato per correggere i vari difetti della vista. Nasce così la PRK, seguita a breve distanza dalla LASIK: la prima rimodella la superficie corneale, la seconda il suo interno, preceduta da una lama meccanica che taglia a cerniera la porzione più superficiale della cornea.

Queste procedure, perfezionate negli anni successivi, consentono di rimodellare la cornea con grande precisione, riducendo o eliminando la necessità di occhiali e lenti a contatto. Oggi le tecniche di ultima generazione, utilizzano, al posto della lama, un laser ancor più sofisticato (il Femtolaser). Il risultato di queste tecniche (FEMTOLASIK e SMILE) permette recuperi visivi molto più rapidi e una minore invasività.

Una storia ancora in evoluzione

Ma la chirurgia oggi non è affidata solo al laser. Le tecniche più recenti e più innovative sono intraoculari. Si tratta delle ICL (Intraocular Contact Lens) e della Fachectomia. Le prime sono lenti a contatto posizionate in maniera permanente all’interno dell’occhio (tra l’iride e il cristallino). Sono in grado di correggere difetti di vista molto elevati, permettendo di ovviare ai limiti correttivi dei laser.

La fachectomia consiste invece nella sostituzione del cristallino, una sorta di intervento per cataratta là dove la cataratta non c’è. Fondamentalmente al posto del cristallino naturale si impianta un cristallino artificiale in grado di correggere ogni difetto di vista, compresa la presbiopia.

La multifocalità è diventata realtà anche nelle lenti a contatto, permettendo una correzione completa per vedere lontano e vicino alle persone over 40, affette da presbiopia.

In sintesi, dal primo monaco medievale alla moderna chirurgia, la correzione della vista racconta un lungo cammino dell’ingegno umano. La tendenza attuale che punta verso soluzioni sempre più mini-invasive e personalizzate è la quintessenza del progresso tecnologico: nessuna innovazione è un punto d’arrivo, ma il preludio al capitolo successivo di un viaggio che continua nei secoli.

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Michele Vetrugno

Michele Vetrugno, medico oculista da più di 30 anni, con la passione per la chirurgia e la scrittura. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su tematiche di ricerca clinica e chirurgica.

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