Sulla presenza degli stranieri in Italia si è spesso fatta molta confusione. Dall’ultimo censimento Istat 2019 l’Italia si conferma una nazione sempre più vecchia. L’anzianità elevata si tira dietro una serie di conseguenze: meno persone in età attiva in ottica lavorativa, alta mortalità e calo demografico. Dati alla mano, dai censimenti del 2018 si legge una piccola riduzione di popolazione (-0,3%) rispetto al 2019, ma la situazione è stazionaria se confrontata con il 2011.

Età media per regione

Ma chi sono gli stranieri in Italia?

Il 49,6% degli stranieri in Italia (la quota prevalente) proviene dall’Europa (29,9% dai Paesi UE e il 19,6% proviene dall’Europa centro-orientale) e solo il 22% dall’Africa (poco più di un quinto). Gli stranieri hanno una età media più bassa e conta una maggiore percentuale di bambini (6,3% quelli stranieri mentre il 3,6% sono Italiani).

Provenienza degli stranieri

L’aumento della popolazione straniera (in crescita dello 0,9%) tuttavia non è sufficiente per compensare il decremento della popolazione complessiva.

Ecco come abbiamo superato i cali demografici

Il lieve incremento che ha permesso di controbilanciare il calo demografico del 2011 è proprio da attribuirsi al flusso degli stranieri in Italia. Mentre dal 1951 si è registrata una crescita, dal 2011 al 2019 si è entrati in una fase stazionaria. Ciò è stato dovuto a due tendenze: da un lato, confrontando le acquisizioni di cittadinanza dal 2011 al 2013, si scopre una dinamica migratoria verso l’estero. Dall’altro si registra una contrazione dell’immigrazione straniera rispetto ai decenni precedenti. Il risultato è una riduzione della popolazione del -1,5% nel 2011-2019, controbilanciata dall’aumento della popolazione straniera.

Le aree geografiche che hanno beneficiato di questi movimenti sono state in gran parte il Nord e il Centro, che nel 2019 mostrano un lieve incremento di residenti. Al contrario il Mezzogiorno ha registrato cali fino a tornare ad una situazione demografica pari ai primi anni ’80, con 420mila persone in meno rispetto al 2011.

Gli effetti positivi dell’afflusso degli stranieri

Il Nord Italia ospita più del 58% della popolazione proveniente dall’estero. Il 40% degli stranieri è collocato nei comuni con meno di 20mila abitanti, compensando la diminuzione di abitanti autoctoni.

I benefici sono relativi all’abbassamento dell’età media e degli indici di vecchiaia, e all’aumento di circa il 7% di bambini tra 0 e 4 anni. La giovane età media della popolazione straniera (35 anni rispetto ai 46 anni degli Italiani) ha quindi rallentato il processo di invecchiamento della popolazione residente. Di conseguenza è aumentato anche il numero di persone in età lavorativa.

Popolazione residente

Dai dati si evince che la presenza di stranieri nel Nord Italia ha inoltre portato benefici nei bilanci locale e nazionale.

Seguiamo l’esempio dei “Borghi più belli d’Italia”

Alcune dinamiche interessanti si sono verificate nelle realtà di alcuni piccoli borghi italiani, che si potrebbero prendere come punto di riferimento per le aree d’Italia meno popolate e più “anziane”. Per salvaguardare e dare nuova vita ai piccoli comuni, l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ha incluso 307 comuni appartenenti al progetto “Borghi più belli d’Italia” (scopri di più in questo articolo).

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