Arriverà in uno dei prossimi consigli dei ministri il disegno di legge che riforma gli Istituti tecnici. La sperimentazione parte dal 2024 con il 30% delle scuole.

Sono cinque i punti fondamentali della riforma: la riduzione a 4 anni del percorso di studi già prevista nella precedente gestione del ministero; il miglioramento delle materie di base, in particolare italiano e matematica, per consolidarne l’apprendimento; l’apprendistato formativo e alternanza scuola-lavoro fino ad un massimo di 400 ore nel triennio. Inoltre, il disegno di legge prevede di assegnare l’incarico anche a docenti esperti provenienti dal mondo produttivo e professionale per ampliare l’offerta didattica e l’aumento dell’internazionalizzazione con scambi tra le nazioni, visite e soggiorni di studio, stage all’estero.

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Per affrontare i costi di questa riforma, possono essere utilizzati i fondi del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza che finanzia 125 Istituti. Una prima parte della riforma è stata approvata nel 2022 ed è attualmente in vigore. La restante parte, dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri diventerà operativa dall’anno scolastico 2024/2025.

La struttura degli Istituti tecnici

Gli Istituti Tecnici Superiori vengono ribattezzati “Istituti Tecnologici Superiori”, ovvero ITS Academy, L’idea di fondo consiste nel realizzare una sorta di campus unendo, gli Istituti professionali statali, i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), gli Istituti regionali di istruzione e formazione professionale (IeFp), e gli Istituti tecnologici superiori (Its Academy), di uno stesso territorio.

Gli studenti possono così scegliere su un’offerta formativa più ampia e gli istituti possono adeguare i percorsi in funzione della richiesta lavorativa del territorio.

Dopo il primo percorso quadriennale si accede agli Its Academy, gli Istituti tecnologici superiori, per ulteriori due anni previo un esame di verifica degli apprendimenti predisposto da Invalsi, l’Istituto di valutazione del ministero dell’Istruzione.

Si potrà insegnare in modalità CLIL, l’apprendimento integrato di lingua e contenuto, spiegando materie specifiche in lingua straniera. Per quanto riguarda i professori esterni saranno chiamati professionisti affermati che affiancheranno i docenti di ruolo.

I nuovi Istituti e i dubbi dei sindacati

L’obiettivo è legare gli Istituti tecnici con il territorio circostante, proprio il ministro Valditara dichiara:

“Non possiamo più permetterci una scuola slegata dal mondo del lavoro”

per cui in questa riforma si punta ad unire regioni e parti sociali per una stretta collaborazione. Proprio con questi ultimi soggetti il ministro svolgerà degli incontri per definire le modalità in cui i nuovi Istituti tecnici potranno attuare un proficuo scambio di informazioni e professionalità.

La stretta relazione tra Istituti e territorio permette di adattare il percorso formativo alle reali esigenze dell’ambito territoriale in cui si trovano. Gli effetti benefici di questa relazione si potranno notare a breve e lungo termine sulla crescita economica della regione e di conseguenza, dell’intero Paese.

Per garantire lo scambio di informazioni tra istituzioni, parti sociali e aziende, la legge istituisce presso il Ministero dell’istruzione, il Comitato nazionale ITS Academy per l’istruzione tecnologica superiore, con compiti di consulenza e proposta.

Tra le parti sociali, le organizzazioni sindacali nutrono molti dubbi: ritengono, infatti, che il tempo per attuare questa riforma sia troppo breve. Sono perplessi anche per la riduzione del numero di anni e l’introduzione delle ore di formazione pratica a scapito di quella teorica. Aggiungono, inoltre che Il concetto di: “distretto geografico scolastico e industriale“, ancora, “è un’idea superata dalla globalizzazione“.

L’importanza della formazione

In diverse occasioni, abbiamo affrontato l’importanza della crescita formativa e la disparità tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro. La formazione svolge un ruolo cruciale nella preparazione dei giovani per affrontare le sfide del mercato del lavoro. La scuola dovrebbe adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro, fornendo agli studenti le competenze pratiche e le conoscenze richieste dal mondo del lavoro. È fondamentale, quindi, una maggiore interazione tra scuole e aziende, in modo che gli studenti possano essere esposti a esperienze pratiche e apprendere direttamente dagli attori del settore. Inoltre, è fondamentale che i programmi di studio siano aggiornati e riflettano le tendenze e le evoluzioni del mercato del lavoro. Ciò richiede una costante valutazione e revisione dei curricula scolastici, in modo che gli studenti possano sviluppare le competenze richieste dal mercato e aumentare le loro prospettive di impiego.

Con questo disegno di legge, gli Istituti tecnici sono il banco ideale di prova per una rivoluzione che dovrebbe interessare tutto il mondo della scuola. Solo così potremo preparare le nuove generazioni ad affrontare con successo le sfide del mercato del lavoro.

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Francesco Ravenda

Francesco Ravenda, informatico. Appassionato di gestione aziendale e di podcast, attento alle dinamiche sociali, mi piace informare, raccontando. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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