Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato a novembre in Senato un progetto scolastico di educazione basata sul rispetto nelle relazioni sentimentali e affettive.

La recente uccisione di Giulia Cecchettin, perpetrata dal suo ex fidanzato, ha unito i differenti schieramenti politici per combattere la violenza di genere. La lotta comune contro il femminicidio ha visto l’accordo sul progetto educativo fra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del PD Elly Schlein all’insegna dello slogan: “Lasciamo da parte i contrasti per fermare la mattanza.”

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Le dinamiche sociali si stanno evolvendo e i fatti dimostrano che la famiglia necessita di un supporto professionale, ora offerto dalla scuola, per la formazione dei giovani in funzione educatrice. L’Unesco ha precisato quanto un’ efficace educazione debba avere un approccio globale, integrando aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali.

I punti salienti del progetto “educazione sentimentale”

Focus del progetto scolastico, presentato in via sperimentale, è l’educazione dei giovani al rispetto paritario nelle relazioni sentimentali e affettive. Il fine educativo è promuovere negli adolescenti nuove strutture mentali e culturali per un ripensamento nei rapporti di coppia, di schemi perpetrati nei secoli, maschilisti e patriarcali, basati sul dominio e sul possesso.

Gli studenti coinvolti saranno quelli delle scuole superiori. La bozza del programma prevede 30 ore annuali di formazione divise in incontri pomeridiani. L’insegnamento al rispetto nelle relazioni verrà svolto in orario extracurricolare, il che vuol dire finite le lezioni ed è facoltativo per gli studenti.

Le figure professionali competenti previste sono lo psicologo, l’assistente sociale e l’avvocato per rendere edotti gli studenti sulle conseguenze penali del reato. In aggiunta, figure del mondo dello sport, influencer, cantanti, attori e operatori dei centri anti-violenza sono coinvolti nel progetto formativo. Le discussioni sulla violenza saranno di gruppo e verrà chiesto agli studenti di esporsi e confrontarsi in prima persona. La discussione sarà guidata dalla figura competente di turno che fungerà da moderatore. Si prevede il coinvolgimento dei genitori.

L’obiettivo del sistema educativo è dunque coinvolgere in prima persona gli studenti nel percorso formativo di una educazione basata sul rispetto della donna contro ogni forma culturale di maschilismo, a cominciare dal linguaggio. Il numero verde antiviolenza 1522 verrà pubblicizzato dentro le scuole. Il progetto prevede un finanziamento di 15 milioni di euro. Infine, in conferenza stampa, il ministro Valditara ha altresì annunciato l’intenzione di coinvolgere gli studenti con il cinema, con la progettazione di propri film sul tema della violenza sulle donne e con la premiazione finale dei migliori prodotti audio-visivi.

Il nuovo ruolo educativo della scuola nella società moderna

Gli esperti rilevano che gli adolescenti non discutono di relazioni affettive e sessuali con i propri genitori. Pur rimanendo i genitori i primi educatori dei propri figli, di fatto, essi delegano sempre più la propria funzione educativa in merito a queste tematiche. Data la necessità sociale di affrontare il problema della violenza di genere, la scuola è chiamata a svolgere un nuovo ruolo nella formazione educativa sentimentale e affettiva dei giovani, colmando quel vuoto lasciato dalle famiglie.

In particolare, la diffusione di internet ha portato i giovani ad essere esposti a contenuti e informazioni spesso non idonei per la loro età e da ciò consegue una deformazione mentale-culturale dei parametri sul rispetto di sé stessi e degli altri.

Attualmente nell’Unione Europea, l’educazione affettiva e sessuale è obbligatoria in 19 Paesi su 27. Ogni Stato ha regole diverse rispetto alle tematiche, all’approccio e alle formazione degli insegnanti. Si registrano effetti positivi nei giovani i quali dichiarano di aver aumentato la propria autostima e di aver conseguito una maggiore capacità di costruire relazioni “sane” basate sull’uguaglianza di genere.

Un buon progetto, ma da migliorare

Le critiche presentate dall’opposizione al fine di migliorare il progetto riguardano il “come, quando e chi.” La prima osservazione riguarda il fatto che l’educazione sia impartita solo nelle scuole superiori, mentre dovrebbe cominciare dai primi gradi di istruzione.  La seconda critica riguarda l’insegnamento in orario extrascolastico e in modalità facoltativa, mentre il percorso dovrebbe essere inserito obbligatoriamente e in orario curriculare. La presenza dello psicologo in aula dovrebbe essere costante e anche il sessuologo dovrebbe essere inserito nel progetto educativo, infrangendo il tabù sulle tematiche della sessualità. Infine, si chiede di aumentare il numero delle ore.

Il progetto ministeriale, anche se da perfezionare, è comunque un successo essendo il primo intervento “strutturale” organizzato sull’educazione sentimentale e affettiva nelle scuole. La violenza sulle donne si basa su modelli comportamentali generati dalla cultura del possesso, una mentalità secolare da sradicare. In questa direzione è intervenuta anche la Chiesa. Il cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, nelle pagine del quotidiano Avvenire, ha auspicato una “mobilitazione generale per una presa di coscienza” del fenomeno, promuovendo varie iniziative contro la violenza sulle donne.

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Lucia Massi

Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collaboro con BuoneNotizie.it.

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