Le Olimpiadi di Parigi 2024, terminate l’11 agosto, hanno stabilito record olimpici e mondiali, ma anche una serie di prime volte che sono segnali positivi non solamente per lo sport. Le tre prime volte che vogliamo evidenziare, sono emblematiche di come lo sport sia il mezzo che unisce, ispira e permette di conoscere realtà inaspettate.

Come nel caso di Cindy Ngamba, una giovane pugile originaria del Camerun che ha conquistato la prima storica medaglia olimpica per la squadra dei Rifugiati. Oppure l’esordio della break dance come disciplina olimpica ed infine la maratona olimpica aperta anche agli atleti dilettanti.

La Squadra Olimpica dei Rifugiati a Parigi 2024

Per Cindy Ngamba la medaglia di bronzo conquistata a Parigi è molto più di un semplice riconoscimento sportivo. È un simbolo di speranza per milioni di rifugiati in tutto il mondo, perché dimostra come attraverso lo sport è possibile superare le avversità e raggiungere grandi traguardi.

La Squadra Olimpica dei Rifugiati è nata nel 2016, in occasione dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. L’iniziativa voluta dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per fare dello sport uno strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica su una tematica di grande attualità e complessità.

Il CIO ha voluto portare alla ribalta le crisi globali legate alla storia dei rifugiati. Ma ha anche permesso agli sportivi di talento, costretti a fuggire dalle loro terre d’origine a causa di conflitti o persecuzioni, di continuare a coltivare le proprie passioni e di rappresentare una comunità più ampia. Gli atleti sono diventati modelli per milioni di rifugiati in tutto il mondo, dando la dimostrazione di come superare le avversità e raggiungere i propri obiettivi. Inoltre, la loro storia può avvicinare le persone ai rifugiati, vedendoli come simboli di riscatto e non solamente come persone da assistere.

Gli atleti che fanno parte di questa squadra sono rifugiati riconosciuti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La selezione degli atleti si basa su criteri rigorosi che tengono conto sia delle loro prestazioni sportive sia della loro situazione personale.

Dopo la prima Olimpiade di Rio hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokio 2021 ed in questa terza Olimpiade parigina per la prima volta la squadra ha gareggiato sotto un proprio emblema, una bandiera che conferisce alla squadra una propria identità.

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La bandiera della squadra dei rifugiati. Olimpiadi di Parigi 2024.

La break dance conquista le Olimpiadi di Parigi 2024

Le Olimpiadi di Parigi 2024 hanno rappresentato un momento storico per la break dance come cultura urbana e sportiva. La break dance, nata negli anni settanta nella comunità afro-americana e portoricana newyorkese, ha fatto il suo debutto olimpico. I giochi olimpici hanno consacrato la danza, originaria dei quartieri del Bronx, ad evento globale, capace di affascinare milioni di persone di ogni età e provenienza.

Nel lungo cammino fatto verso le Olimpiadi di Parigi 2024 la break dance è entrata ufficialmente nel panorama sportivo internazionale. La sua inclusione nel programma olimpico ha rappresentato il culmine di un processo di riconoscimento e valorizzazione. Lo sport si apre sempre più a nuove forme e stili per promuovere i valori dell’espressione creativa e dell’inclusione.

Le gare di Parigi 2024 hanno offerto al pubblico uno spettacolo in cui gli atleti si sono sfidati in battaglie all’ultimo movimento a colpi di musica dance e hip hop. Le performance dei b-boys e delle b-girls hanno messo in luce la diversità e la ricchezza di questa danza, che continua ad evolversi e a reinventarsi.

La Maratona Pour Tous un sogno olimpico alla portati di tutti

Infine, le Olimpiadi di Parigi 2024 per celebrare il centenario dalle ulime Olimpiadi disputate nel capolouogo parigino, hanno segnato un momento nuovo nel mondo dell’atletica: per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, la maratona finale è stata aperta anche a tutti gli appassionati.

La Marathon Pour Tous (Maratona per tutti), tenutasi il 10 agosto alle 21.00, ha permesso a migliaia di runners di vivere l’emozione unica di correre sullo stesso percorso degli atleti olimpici, attraversando i luoghi più iconici della storia parigina. L’entusiasmo dei partecipanti e il calore del pubblico hanno reso l’atmosfera della gara indimenticabile.

La Marathon Pour Tous ha riscosso un successo oltre ogni aspettativa, con oltre 20.000 iscritti provenienti da tutto il mondo. Ha avvicinato chi corre per professione e con dedizione a chi lo fa per pura passione.

Il Comitato Olimpico Internazionale promuove quello stesso spirito olimpico che resiste da millenni. Ogni 4 anni si cercano di riportare al centro dell’attenzione globale i valori olimpici del fair play, dell’inclusione e della solidarietà, nell’intento che possano diventare contagiosi e di ispirazione per le nuove generazioni. 

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Gloria Scacchia

Aspirante giornalista pubblicista, ho lavorato per la Farnesina e l’OSCE, mi interesso di  Diritti Umani, Geopolitica, Società, Cultura e Attualità. Scrivo per Buone Notizie.it e frequento il master e il laboratorio di giornalismo costruttivo

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