Nel 2023, l’Europa occidentale ha migliorato il suo punteggio democratico ed è diventata la Regione con il punteggio più alto al mondo. Per studiare lo stato della democrazia a livello globale, viene utilizzato un parametro chiamato “Democracy Index”. Una delle riviste più autorevoli che studia questo indice è The Economist. Nel corso di quest’anno, la rivista ha pubblicato il report che analizza i dati relativi al 2023. Studi del genere ci permettono di osservare le tendenze politiche sia a livello globale sia a livello nazionale, offrendo al contempo strumenti utili per individuare strategie volte a tutelare le democrazie.
Il Democracy Index spiegato brevemente
La divisione di ricerca e analisi della rivista The Economist, chiamata anche Economist Intelligence Unit (EIU), si occupa ogni anno di fare il rapporto dedicato allo stato della democrazia nel mondo. Il Democracy index è l’unità di misura alla base della ricerca. Vengono analizzati 60 indicatori specifici raggruppati in cinque categorie: processo elettorale e pluralismo, libertà civili, funzionamento del governo, partecipazione politica e cultura politica.
Una combinazione di questi indici crea un punteggio che permette di assegnare ad un Paese un determinato punteggio e una delle 4 tipologie di regime: democrazie complete, democrazie imperfette, regimi ibridi e regimi autoritari. Questa metodologia viene integrata da un metodo basato su sondaggi dell’opinione pubblica. In particolare, vengono analizzati 167 Paesi. Infine, esistono anche altri indici autorevoli di questo tipo. Un esempio è il progetto di ricerca Variety of Democracy del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Göteborg, Svezia.
Lo stato della democrazia nel 2023
L’ultima edizione evidenzia sia sviluppi positivi che negativi nel corso degli ultimi 2 anni. Il punteggio medio globale dell’indice è sceso a 5,23, rispetto a 5,29 nel 2022. Nonostante questo, la regione dell’Europa occidentale ha migliorato – anche se di pochissimo – il suo punteggio. Inoltre, circa il 45% della popolazione mondiale vive in una democrazia. In più, il punteggio della categoria della partecipazione politica è aumentato rispetto al 2022.

Punteggio per categoria in Europa occidentale.
Osservando le transizioni tra regimi, si nota come e i regimi non democratici stanno diventando sempre più “radicati”, mentre i regimi ibridi stanno attraversando una lenta fase di democratizzazione. Il numero delle “democrazie complete” è rimasto lo stesso del 2023. Il numero di “democrazie imperfette” è aumentato da 48 nel 2022 a 50 nel 2023. Infine, bisogna considerare che gli ultimi due anni sono stati attraversati dai conflitti in Ucraina e quelli in Medio Oriente. Proprio per questo motivo, è stato scelto come titolo di questa edizione “L’età dei conflitti”.
La diffusione della democrazia nel tempo
Nonostante il punteggio assoluto dello stato globale della democrazia nel 2023 sia peggiorato, negli ultimi 200 anni il numero di Paesi democratici è aumentato in maniera sostanziale (più del 40%). Anche il numero di persone che vivono in un regime democratico è cresciuto quasi in maniera esponenziale (oltre 2 miliardi di persone). Infatti, gli ultimi 10 anni hanno rappresentato il periodo dell’umanità caratterizzato dalla più alta presenza di democrazia nel mondo.
Bisogna anche considerare che molti Paesi sono le così dette “democrazie giovani”. Ciò, significa che hanno effettuato la transizione meno di una generazione fa. Inoltre, nella storia delle transizioni democratiche si osserva che il fenomeno spesso è altalenante. Non sempre una democrazia rimane tale e a volte ad un periodo di democratizzazione ne segue uno meno democratico.

Numero di persone che vivono nei diversi regimi politici nel mondo.
In conclusione, il Democracy Index 2023 ci offre una panoramica complessa ma interessante sullo stato attuale della democrazia a livello globale. Nonostante il punteggio medio mondiale sia in leggero calo, emergono diversi segnali positivi. Studi come quello condotto dall’Economist Intelligence Unit sono cruciali per comprendere le dinamiche politiche contemporanee e per promuovere la diffusione e il consolidamento delle democrazie, soprattutto in un’epoca in cui la stabilità democratica non può essere data per scontata.