Cresce la consapevolezza allo spreco di cibo per famiglie e aziende in Italia.

Nel 2020 lo spreco di cibo in Italia è diminuito dell’11,78% rispetto all’anno precedente. Lo dichiara il report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability (rilevazione Ipsos), l’osservatorio che monitora lo spreco alimentare domestico e le abitudini degli italiani.

Il report è stato presentato in occasione dell’ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, il 5 febbraio. La giornata, istituita nel 2014 dalla campagna Spreco Zero, costituisce un appuntamento importante per la prevenzione e la riduzione degli sprechi di cibo. Limitare gli alimenti che finiscono nei rifiuti è un elemento chiave per l’economia sostenibile e per preservare la salute ambientale.

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Grazie alla consapevolezza che si sta formando, famiglie e aziende tendono a sprecare meno: negli ultimi dieci anni lo spreco di cibo in Italia è calato del 25%. Il report dichiara che nel 2020, 222 mila tonnellate di cibo sono state “salvate” dalla spazzatura con un risparmio di 6 euro pro capite.

Lo spreco alimentare: alcuni dati dalle famiglie italiane

In Italia nel 2020 lo spreco alimentare c’è ancora, ma meno e, grazie al lockdown, gli italiani hanno migliorato il proprio rapporto con il cibo. Si spreca di meno al nord e al centro, mentre al Sud si butta il 15% in più. I comuni più grandi sono più virtuosi rispetto ai piccoli centri e le famiglie con figli gettano più cibo rispetto ai single. I ceti sociali che mostrano una minore attenzione allo spreco di cibo nel 2020 sono i ceti bassi (9% in più rispetto alla media nazionale).

Sette italiani su dieci dichiarano di fare la spesa una o due volte a settimana e la maggior parte dei consumatori investe qualche euro in più per comprare cibo di qualità. L’84% delle famiglie  insegna ai figli a non sprecare il cibo e otto italiani su dieci dichiarano di non sprecarne mai. Tra gli alimenti che finiscono di più nella spazzatura ci sono la frutta fresca, la verdura e il pane. La maggior parte delle famiglie butta il cibo perché dimentica in frigo alimenti che poi scadono, perché acquista prodotti già vecchi, ma anche perché compra troppo.

spreco di cibo in Italia nel 2020

Fonte: report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability

Nel 2020 l’Italia è tra i Paesi più sensibili allo spreco di cibo

Il report analizza anche i dati globali. L’attenzione alla prevenzione allo spreco di cibo è particolarmente alta in Italia, a pari merito con la Nuova Zelanda. L’Italia infatti è fra i Paesi più sensibili allo spreco di cibo: un cittadino su due dichiara di impegnarsi a non buttare il cibo. Al vertice della classifica mondiale c’è la Corea del Sud, dove sei intervistati su dieci si dichiarano in prima linea contro lo spreco alimentare. Va peggio in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Svezia, Stati Uniti e Canada, dove meno di un cittadino su tre è interessato al tema.

Sul fronte degli imballaggi è ancora la Corea del Sud a manifestare l’impegno per lo sviluppo sostenibile (70%), insieme alla Cina. L’Italia supera di poco la media mondiale (il 57%), mentre agli ultimi posti troviamo Stati Uniti, Australia, Giappone, Svezia, Francia e Polonia.

Le strategie di prevenzione allo spreco di cibo

Per migliorare la qualità dell’ambiente, gli italiani ritengono importante ridurre lo spreco alimentare e potenziare la raccolta differenziata. Diverse le strategie che mettono in atto per ridurre lo spreco: una piccola percentuale ricorre alle app e alla tecnologia, mentre la maggioranza preferisce il buon senso nell’acquisto e nella gestione della dispensa.

Nella spesa, la maggior parte degli italiani privilegia l’acquisto periodico di alimenti a lunga scadenza e più di frequente compra prodotti freschi. La spesa si fa attenendosi al menù settimanale e comprando prodotti in piccoli formati. Gli italiani organizzano la dispensa e il frigorifero per scadenza, in modo da consumare prima gli alimenti deperibili. Dall’indagine emerge che la maggior parte non si formalizza sulle date di scadenza, congela il cibo acquistato in eccesso e conserva gli avanzi per riutilizzarli.

Per quel che riguarda i provvedimenti antispreco, 9 cittadini italiani su 10 sono favorevoli all’educazione alimentare a scuola e alla sensibilizzazione sulle conseguenze ambientali e economiche. Secondo Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero e della Giornata di Prevenzione dello spreco alimentare, “l‘85% chiede di rendere obbligatorie per legge le donazioni del cibo ritirato dalla vendita da parte di supermercati e aziende ad associazioni che si occupano di persone bisognose, in seguito all’aumento della povertà generato dalla pandemia di Covid-19″.

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