L’impegno di quest’anno: risparmiare e preservare le risorse idriche.

Oggi, 22 marzo 2021 si celebra la Giornata mondiale dell’acqua. Si tratta di una ricorrenza istituita dall’ONU nel 1992 per accendere i riflettori sull’acqua come bene primario da preservare. Quest’anno la giornata ha come tema portante gli sprechi di acqua potabile. L’Onu si pone quindi l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza del risparmio di acqua, una risorsa vitale che è ancora privilegio di pochi.

Acqua potabile per tutti, obiettivo numero 6 dell’Agenda 2030

Garantire la disponibilità di acqua abbattendo gli sprechi è una priorità: così si afferma nella pagina dedicata agli obiettivi dell’Agenda 2030. A oggi sono ancora 663 i milioni di persone prive di accesso all’acqua potabile e 1,8 miliardi di persone nel mondo, inoltre, utilizzano fonti di acqua potabile contaminate dagli escrementi. Per fare il punto sull’utilizzo sostenibile dell’acqua, nel 2012 l’Onu ha deciso di redigere un report annuale. Ogni 22 marzo il rapporto offre strumenti per implementare un uso attento delle risorse idriche, nonché esempi e storie di una gestione green dell’acqua.

In occasione delle celebrazioni della Giornata mondiale dell’acqua 2021 è stata creata un sito dedicato (in inglese) che parla dell’acqua come di una risorsa vitale da salvaguardare. La piattaforma è interattiva e punta al coinvolgimento degli utenti per promuovere l’evento mondiale. Infatti, chi visita il sito può condividere la propria esperienza con l’acqua e le relative emozioni provate. Tutte le conferenze, i meeting e gli eventi si terranno online.

La situazione sprechi di acqua potabile in Italia

Ogni anno l’Istat, grazie alla Giornata mondiale dell’acqua, fornisce un focus tematico per fare il punto della situazione su prelievi, sprechi e consumi di acqua potabile. L’ultimo report risale al marzo 2020 e le cifre sono relative al biennio 2018-2019. Sebbene alto, il dato è incoraggiante: per la prima volta negli ultimi venti anni si riducono i prelievi di acqua per uso potabile. Ogni abitante consuma al giorno circa 419 litri di acqua (contro i 428 litri del 2018). Di questi, il 40% circa viene disperso nelle tubature della rete idrica. Concretamente, la rete ha una perdita di 44 metri cubi di acqua al giorno per ogni chilometro. Secondo il sondaggio dell’Istat svolto tra le famiglie italiane, il 29% non si fida a bere l’acqua di rubinetto. Infine, 40 Comuni mancano ancora di un servizio di rete fognaria pubblica, fatto che colpisce oltre 394mila residenti.

Le conseguenze del coronavirus sui consumi di acqua nel 2020

Il lavaggio frequente delle mani è oramai una consuetudine consolidata nella routine giornaliera di tutti noi. La procedura di igienizzazione è fondamentale per ridurre il rischio di contrarre il virus. Secondo i dati del 2020 riportati dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), l’impiego dell’acqua potabile a scopo igienico è cresciuto del 30-40% rispetto ai valori stagionali attesi. L’aumento dei consumi, quindi, procede di pari passo con gli sprechi di acqua: l’acqua saponata finisce nelle tubature e poi nelle fogne senza la possibilità di essere recuperata. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ricorda che le acque continuano a essere sicure. Gli esperti infatti non hanno mai rilevato il coronavirus nelle acque potabili e i sistemi idrici confermano di essere efficaci nel controllo di virus.

Le iniziative contro gli sprechi di acqua potabile: bonus idrico e riutilizzo acque reflue

Nella legge di Bilancio 2021 è previsto, per i residenti in Italia, un bonus di 1000 euro che ha l’obiettivo di favorire il risparmio di risorse idriche. I cittadini che volessero sostituire i sanitari, le docce o i rubinetti possono beneficiare del contributo entro il 31 dicembre 2021.  In particolare, vengono promossi apparecchi a scarico ridotto e a flusso d’acqua limitato per ovviare al problema degli sprechi. Le modalità per ottenere il bonus saranno definite in un prossimo decreto del Ministero dell’ambiente, come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

In Italia circa il 60% dell’acqua è riutilizzato nel settore agricolo. Il 5 giugno 2020 la Gazzetta dell’Unione Europea ha pubblicato il regolamento che disciplina il riutilizzo delle acque affinate per l’irrigazione. Si tratta di un provvedimento per incentivare il virtuoso meccanismo dell’economia circolare: i depuratori puliscono le acque di scarico e queste vengono successivamente  impiegate nel settore agricolo. Il ricircolo riduce gli sprechi di acqua potabile, nonché l’impatto degli scarichi di acque reflue. Il riutilizzo inoltre permette di recuperare i nutrienti delle acque depurate applicati ai raccolti e di ridurre l’uso di concimi chimici.

Serve l’impegno concreto dell’Italia per una gestione sostenibile dell’acqua

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2021 l’SNPA, assieme all’ISS, sottolinea la centralità del tema sprechi di acqua potabile. Proprio per questo motivo, entrambi si battono affinché l’Italia ratifichi il protocollo Acqua e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il protocollo è stato adottato nel 1999 a Londra ed è entrato in vigore nel 2005, diventando giuridicamente vincolante  per i Paesi che lo sottoscrivono. A oggi sono 26 gli Stati che l’hanno ratificato, coprendo circa il 60% della popolazione della Regione Europea dell’OMS. Si tratta di un quadro strategico di riferimento nazionale per rafforzare il coinvolgimento di tutti i settori e gli attori in materia di gestione sostenibile e sicura delle acque. Gli obiettivi principali del quadro strategico sono:

  • assicurare un approvvigionamento adeguato di acqua potabile sana
  • garantire uno standard di igiene che protegga la salute umana e l’ambiente
  • proteggere le risorse di acqua potabile dall’inquinamento
  • fornire adeguate garanzie per la salute umana contro le malattie legate all’acqua
  • creare dei sistemi di sorveglianza e allerta per il monitoraggio e la risposta a malattie legate all’acqua.

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