Tra le tante forme di inquinamento ambientale prodotte dall’uomo, i disastri naturali causati dallo sversamento accidentale del petrolio sono di certo i più eclatanti. Tra i casi più famosi ricordiamo quello della piattaforma Deepwater Horizon nel 2010 e della nave petroliera Exxon Valdez nel 1989. La prima fu vittima di un’esplosione generatasi a causa di un errato posizionamento del cemento sotto la struttura, mentre la seconda si incagliò su una scogliera nel Golfo dell’Alaska. In entrambi i casi gli errori umani hanno portato allo sversamento di decine di milioni di litri di petrolio, con danni senza precedenti all’ambiente marino che all’economia. E proprio per trovare una soluzione Test1, start up di Brescia nata nel 2014, ha lanciato sul mercato FoamFlex200

Una spugna da olio

La particolarità di FoamFlex200 è la capacità di assorbire gli oli (oleofilia) combinata al respinta dell’acqua (idrofobia). Si tratta quindi di un materiale perfetto per recuperare qualsiasi idrocarburo che si trovi a contatto con l’acqua, con quest’ultima che viene assorbita solo in minima parte (fino al 5%, secondo i dati di Test1). La spugna è estremamente leggera, può assorbire fino a 30 volte il suo peso, essere pressata per rilasciare il materiale recuperato e riutilizzata 200 volte. La sua leggerezza e flessibilità permettono all’utilizzatore di stoccarla senza eccessivo ingombro.
Tutte queste caratteristiche permettono di recuperare in maniera rapida, efficiente ed economica il petrolio (e qualsiasi altro olio) disperso in mare. Il recupero avviene tramite strizzatori specifici, che l’azienda fabbrica in versione elettrica o pneumatica. Entrambe possono, in caso di necessità, funzionare in modo completamente manuale.

La diffusione nel mercato

La prima prova sul campo è avvenuta nel 2018 a Port Gran Tarajal, nelle Isole Canarie. Il 28 febbraio di quell’anno la tempesta Emma aveva causato il naufragio di alcuni battelli e lo sversamento di 150 tonnellate di petrolio. Questi ultimi sono stati recuperati tramite l’utilizzo di 70 kg di FoamFlex200 nell’arco di due giorni. Il risultato fu notevole, dato che fino a quel momento il tempo minimo per recuperare quel tonnellaggio era di quattro giorni.

FoamFlex200 ha quindi iniziato a diffondersi gradualmente e ha attirato l’attenzione di A|impact, un’azienda che supporta lo sviluppo e la crescita delle piccole e medie imprese che lavorano in ambito sociale, ambientale e culturale. A inizio marzo 2022 A|impact ha deciso di investire 500 mila euro in Test1 e Alessandro Taini, CEO dell’azienda, ha dichiarato che il fondo supporterà anche la ricerca in forme alternative della spugna, in particolare in ambito medico e nei filtri per l’aria.

Riccardo Ruzzafante

Riccardo Ruzzafante

Riccardo Ruzzafante, ho studiato Scienze Storiche all'Università di Torino. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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